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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
“A proposito della vita”
Quattro film sul senso della vita proposti dai volontari dell’Associazione oncologica San Bassiano i quattro giovedì di marzo al ridotto del Remondini
Pubblicato il 25-02-2011
Visto 4.631 volte
Continua senza sosta l’attività dell’Associazione oncologica San Bassiano volta a dare un sostegno concreto ai malati di tumore del nostro mandamento.
L’ultimo atto del sodalizio è stato l’istituzione di un corso per volontari oncologici, accolto con interesse da un drappello di bassanesi i quali sono ora già operativi, sia all’Hospice di Casa Gerosa ove vengono accolti i malati terminali, sia nel territorio. Compito di questi volontari è quello di portare un aiuto nelle case o nei luoghi di cura ad ammalati che abbiamo bisogno di parole di conforto, ma anche di atti concreti come fare la spesa, le faccende di casa, il trasporto da e per l’ospedale per le terapie periodiche alle quali si devono sottoporre ed altro ancora.
Per far sentire la propria voce e per farsi conoscere alla cittadinanza, i volontari, assieme all’Associazione oncologica San Bassiano, in collaborazione con il Nucleo cure palliative interdistrettuale dell’azienda sanitaria, propongono una rassegna cinematografica dal titolo “A proposito della vita, percorso cinematografico all’orizzonte della finitezza umana”.

Immagine dalla locandina della rassegna
Si tratta di quattro pellicole sul tema della vita nei suoi aspetti più vari, proposte da un gruppo di esperti (Samantha Serpentini, Stefano Zizzetti, Lisa Dal Sasso, Laura Celi, Sana Aboltina e Anna Gerolimetto) nei quattro giovedì di marzo al ridotto del Teatro Remondini. L’ingresso sarà libero e si comincerà , sempre con inizio alle 21, giovedì 3 marzo con “La prima cosa bella” di Paolo Virzì. Si continuerà poi giovedì 10 marzo con “Lo scafandro e la farfalla”, di Julian Schnabel; giovedì 17 con “Le passeggiate al campo di Marte”, di Robert Guédiguian e giovedì 24 con “La custode di mia sorella”, di Nick Cassavetes.
“Questo progetto intende proporre un percorso di riflessioni intorno alla vita, con particolare riferimento ai grandi temi della malattia, della terminalità e della morte - spiegano i promotori dell’iniziativa -. Esistono solamente due limiti imprescindibili entro i quali l’esistenza umana si svolge: l’inizio e la fine. In tal senso la vita è a termine, condizione di terminalità per sua stessa natura. Tra l’inizio e la fine si svolge un percorso complesso, caratterizzato da fasi e passaggi, crescita e cambiamenti, crisi e separazioni, conquiste e perdite”.
“Così é la vita, difficile, crudele a volte, ma bella, da prendere, accettare e rispettare nella consapevolezza delle sue regole - aggiungono - Nel corso del suo ciclo si alternano momenti di gioia e momenti di sofferenza, ma proprio questi ultimi possono rappresentare delle preziose opportunità di crescita e di condivisione. Certo la consapevolezza della sofferenza e della morte risultano angoscianti e deprimenti, per questo gli uomini hanno bisogno di dimenticare, rimuovere o negare questi contenuti; eppure la coscienza è il più importante strumento per potere vivere con pienezza ogni istante dell’esistenza”.
“In questo quadro - concludono - la finalità dell’iniziativa è quella di promuovere una maggiore consapevolezza dell’esistenza umana, tra i limiti e le possibilità che la contraddistinguono; una maggiore consapevolezza che si traduca in una maggiore valorizzazione della vita stessa e in un più elevato senso di partecipazione all’umanità”.
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