Ultimora
4 Apr 2025 12:46
Le piogge di marzo ricaricano le falde acquifere in Veneto
4 Apr 2025 12:24
Biennale Architettura, Leone alla carriera a Donna Haraway
4 Apr 2025 11:13
Carabinieri sequestrano hashish e cocaina, un arresto
4 Apr 2025 10:36
Italia regina per produzione di vino, export a 8,1 miliardi
4 Apr 2025 10:10
Sensori e dati reali per sicurezza delle auto, ricerca a Padova
4 Apr 2025 09:57
Minaccia e picchia la ex e la madre, arrestato a Padova
4 Apr 2025 13:13
Continua il miglioramento del Papa, ridotto l'uso di ossigeno
4 Apr 2025 13:09
Meloni: "Ragionare su sospensione del Green Deal per l'automotive"
4 Apr 2025 12:59
Cpi a Roma, 'memoria difensiva su Almasri entro il 22 aprile'
4 Apr 2025 12:35
Borsa: Mercati ancora sotto scacco, Milano a picco
L'attività tipografica di Bassano è legata al nome dei Remondini. Giovanni Antonio Remondini (Padova 1634-1711) fondò la tipografia, che riuscì col tempo ad accentrare gran parte della produzione letteraria popolare, cui aggiunse quella iconografica. Nel '700 possedeva 18 macchine tipografiche, 24 torchi per la stampa in rame e 2 per le carte a fiori, 4 cartiere e una fonderia di caratteri. La sua produzione, detta "i santi dei Remondini", era diffusa in tutta Europa, compresa la Russia, e in America con didascalie in latino e italiano, francese, spagnolo, tedesco, slavo, greco, russo e così via a seconda dei vari paesi in cui veniva diffusa. Divenne tanto popolare da destare i timori dei due principali centri di produzione dello stesso genere, Augusta e Parigi, al punto che l'Accademia delle Arti Liberali di Augusta querelò i Remondini per plagio, ma con scarsi risultati.
Verso la metà del '700, cioè nel periodo di massimo splendore, la ditta aveva alle sue dipendenze più di 1.000 "tesini" (ambulanti di Castel Tesino) che vendevano le sue immagini sacre, cavalleresche, le "quattro stagioni", le "sette meraviglie del mondo", le carte da gioco, i soldatini da ritagliare e incollare, i ritratti, le ventole, i calendari... Produceva pure la carta da parati a colori detta carta di Varese. I Remondini utilizzarono via via i più moderni ritrovati della tecnica della stampa: nell'800 adoperarono la litografia, diffusero stampe dipinte a mano, usarono la policromia per impressione, la colorazione a spugna. La tipografia venne chiusa nel 1861. La raccolta Remondini, donata al Museo Civico, comprende 8.522 incisioni "nobili" e 20.000 stampe, fra cui incisioni rarissime o uniche come la "Fontana d'amore", che illustrano tutta la storia dell'incisione da Maso Finiguerra al secolo XIX.

Le case Remondini in Piazza Libertà
Il 04 aprile
- 04-04-2024Giardino generale
- 04-04-2024Scena di gala
- 04-04-2023Là dove c’era l’erba
- 04-04-2018Marcia indietro
- 04-04-2018Tari e quali
- 04-04-2017La quadratura del centro
- 04-04-2017“GenerAzione Idea”, a Bassano nuovo movimento politico giovanile
- 04-04-2017Shops and the City
- 04-04-2017Scusate il ritardo
- 04-04-2013Pagamento imprese. Filippin “smonta” Monti
- 04-04-2012“Romano Libera - Si Cambia”: decolla l'alleanza Carlesso-Dissegna
- 04-04-2012Gassificatore: “La Provincia non sta con le mani in mano”
- 04-04-2012“Cuore Civico” svela il programma
- 04-04-2012“Lega ladrona, la storia non perdona”
- 04-04-2011Bassano Fiere e Fiere del Grappa: prove tecniche di fusione?
- 04-04-2011Caso sospetto di meningite al “Brocchi”
- 04-04-2010Buona Pasqua a tutti da Bassanonet
- 04-04-2010Uno su 16000 ce la fa
- 04-04-2010Una scossa civile nell’anniversario del terremoto
- 04-04-2009"S.O.S. città": segnala ciò che non va
- 04-04-2009Rifiuti a San Vito
- 04-04-2009Incontri senza censura: la coppia che scoppia