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Non erano permessi altri risultati. Rugby Bassano 1976 si era impelagato quanto bastava e per l’ottava giornata di campionato, nel derby con i cugini biancorossi, era tassativo centrare l’obiettivo. Bassano è stato un valoroso cecchino, davanti ai suoi si è vestito a festa e non ha deluso le aspettative. Non era poi così scontato, senza considerare che il XV avversario si trovava in un ottimo stato di forma. Al fischio d’inizio sono bastati pochi minuti per delineare quello che poi sarebbe stato l’andamento del match: nemmeno cinque minuti di gioco ed è Bordignon ad aprire le danze e sbloccare il punteggio. Non tarda ad arrivare il rinforzo per mano di Zalunardo, ma l’arbitro fischia palla tenuta alta. Proprio dalla ripresa si innesca l’azione che vedrà Scatà andare in meta per l’allungo. Altre due le mete a referto per i padroni di casa, rispettivamente di capitan Zalunardo e di Cobalchini alle quali risponde timidamente il Vicenza con una sola meta trasformata. Sul 20 a 7 si va al cambio campo, la ciurma di Cà Baroncello è sotto i riflettori. I quaranta minuti rimanenti saranno ancor più importanti per stabilire se l’approccio alla partita è giusto: serve continuità. Bassano non stacca la spina, anzi aumenta il voltaggio ed elettrizza le tribune. Saranno altre tre le mete da mettere a referto, ad un doppietta personale di Cobalchini e Zalunardo va aggiunta la meta di Ganassin. Certo, il piede di quest’ultimo assieme a quello di Marchetti non hanno certo esaltato visto che a trasformazioni si è rimasti a bocca asciutta. Poco male, le sette mete hanno fruttato 35 punti senza mai essere intimoriti da un Vicenza che ha visto fermarsi il tabellone a quota 12. Al XV di casa va il merito di aver saputo sfruttare le occasioni a favore e non: a segno quando erano in superiorità numerica, blindati quando si son trovati, a loro volta, con un uomo in meno. Altro merito alla panchina, chiamata in causa ha davvero contribuito a ingranare la marcia. Buona la prova di Serraiotto che sul finire del primo tempo ha dato il cambio a Scatà, dolorante al quadricipite, e non ha certo esitato a essere protagonista dello spettacolo. Non da meno l’apporto di Cei, Frascogna, Poli, Campana e Tito che hanno fatto ben più del compitino.
“ Bene –esordisce coach Segafredo- sono soddisfatto di quanto espresso in campo. Se la squadra gioca con concentrazione difficilmente perde il filo conduttore. Ogni reparto è stato disciplinato, azioni corali hanno reso compatto il gruppo, e poter dettare il ritmo dell’incontro facilita tutto il resto. Cinque punti ci riposizionano al secondo posto, un argento che decisamente è più appropriato se si vuole proseguire”.
Un Bassano, dunque, che pare avere due facce della stessa medaglia: ma qual è quella vera? C’è da augurarsi che sia quella vista in questa domenica e che già si era fatta vedere ad inizio stagione perché ora davvero non c’è più spazio per crisi d’identità. Giusto gustarsi il ritrovato sapore della vittoria, ma poi testa e lavoro presto proiettati alla trasferta bresciana. Per la penultima partita ad attendere il Rugby Bassano 1976 la capolista Botticino ed in gioco il pass per il girone promozione da primi della classe. Giallorossi avvisati, non ci sono esami di riparazione.

Foto di Viero Giachetti
Classifica:
Botticino Rugby 31
Rugby Bassano 1976 27
Rugby Mantova SSD 24
Rangers Rugby Vicenza 23
Selvazzano Rugby F.C. 13
Rugby Altovicentino 7
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