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Gli incroci pericolosi dell'hockey sbattono uno contro l'altro il Bassano e Massimo Mariotti, per un attimo in lizza a guidare i giallorossi l'anno venturo prima che la sua candidatura scemasse di molto negli ultimi giorni. Suggestioni variegate nel braccio di ferro col Viareggio ai quarti di finale (garauno martedì al palazzo alle 20.30, rivincita sul Tirreno sabato sera ed eventuale bella di spareggio ancora in Toscana martedì 29), duello sbilanciato verso la gang dei versiliesi e non solo per questioni di fattore campo anche se il Sind autogestito ha trasmesso ugualmente buone sensazioni, non fosse altro perchè al di là dell'abbuffata, è stata la notte dei prospetti: tripletta per Edo Pilati, che fino all'altro giorno si era fatto notare per la barba da barricadero e guerrigliero di confine e invece si è rivelato implacabile stoccatore. Non lo sapevamo e lo registriamo con enorme piacere. Oppure Paolino Trento, movenze da milordino, un'innata eleganza in pista (non esattamente la stessa del babbo Claudio, un filo più muscolare di lui) sublimata da una raffinata doppietta a sorpresa. E ancora il redivivo Gimenez, riemerso come l'oggetto recuperato dal sottoscala e tornato a brillare una volta ripulito dalla polvere. Tris rovente anche per l'ispanico e alleluja. E al registro dei marcatori si è iscritto pure Campagnolo, non un tiratore scelto. Tre indizi che basterebbero per fare una prova o quantomeno per non sembrare casuali. Come non lo è stato l'abbraccio a Pilati da parte di Cunegatti, uscito addirittura dalla gabbia per complimentarsi col giovane compagno che peraltro alla vigilia aveva avuto uno scambio di vedute vibrante con Giudice nel momento dei saluti del coach e in campo è poi deflagrato. A proposito di Massimo, è stato giustamente omaggiato di striscioni da parte di curva e tribuna, nessuno ha dimenticato il lavoro svolto qui, come peraltro era evidente che con lo spogliatoio qualcosa si fosse incrinato se non proprio lacerato. Voglio dire, ci sono matrimoni che saltano come tappi di spumante, ci sta che dopo 6 anni di permanenza i rapporti tra allenatore e gruppo siano un minimo meno avvolgenti e coinvolgenti di prima. Dopodichè resto sempre dell'idea che la separazione anticipata col trainer campano sia legata in parte ai risultati negativi degli ultimi mesi, ma anche e soprattutto a questioni personali irrisolte o precipitate all'improviso nelle segrete stanze, altrimenti la stagione la finiva di sicuro giocandosi la conferma poi ai playoff, come nei piani della proprietà. E' andata diversamente e ora facciamocene tutti quanti una ragione e vediamo di sostenere una squadra che merita affetto a prescindere e che l'ha cercato volutamente dopo il 9-2 al Correggio celebrando il tradizionale huddle, l'abbraccio collettivo dei giocatori, sotto il settore degli ultrà.
Cosa si è visto martedì? Squadra con tanta voglia e istinto, ma le valutazioni andranno ritarate nella postseason. Ora però tutti per la maglia, non per Scuccato o Sind, Giudice o il vivaio, sotterrando l'ascia di guerra e seguendo i cori della curva, sforzandoci di ripopolare progressivamente il palazzo. Proviamo a goderci un'emozione, una volta tanto quest'anno. Tra l'altro sarebbe anche la prima.
Il Sind incrocia il Viareggio del cittì Mariotti nel tabellone scudetto (FOTO ROBERTO BOSCA)
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