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Lo stato maggiore leghista alla presentazione della lista della Lega per Nicola Finco sindaco. Viero su Finco: “La persona giusta per un cambio di passo”. Finco: “Se Bassano ha un sindaco forte, è un territorio che sa anche contare”

Pubblicato il 17-05-2024
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L’appuntamento è fissato in via Roma, non più ladrona come ai tempi ruggenti della Lega Nord di Umberto Bossi.
Qui si trova infatti la sede elettorale della Lega per Nicola Finco sindaco e qui si celebra il rito della presentazione ufficiale della lista (nome sul simbolo: Lega Łiga Veneta Finco Sindaco) che correrà alle amministrative bassanesi, con l’intervento dello stato maggiore leghista come da prassi.
Manca solo Lui, il governatore Luca Zaia, dirottato altrove dall’emergenza meteo: ma Nicola Finco assicura che “prima dell’8 giugno farà tappa a Bassano”.

Foto di gruppo con candidati e ospiti (foto Alessandro Tich)

L’adunata dei finchiani è piuttosto folta e dentro la sede ci si sta a malapena.
Non tutti i candidati consiglieri sono presenti ed è una cosa normale per una conferenza stampa convocata in orario di lavoro.
In compenso, in veste di supporter ci sono tre esponenti in quota Lega dell’amministrazione comunale ormai agli sgoccioli che non si sono ricandidati: gli assessori comunali uscenti Mavì Zanata e Marco Vidale e il capogruppo consiliare uscente Roberto Gerin.
La lista è composta da 23 nomi. Il 24simo, Franco Ferraro, candidatosi in contemporanea a Bassano e a San Giorgio in Bosco, ha dovuto rinunciare poiché la bi-candidatura è incompatibile per legge in quanto consigliere comunale ancora in carica a Mussolente.
Dell’attuale pattuglia leghista in via Matteotti si ripresentano al giudizio degli elettori i consiglieri comunali uscenti Valentino Antonio Piccolotto, Giada Pontarollo, Nicola Schirato, Giulia Tulini e l’assessore uscente nonché segretario politico cittadino Andrea Viero.
Completano la lista, che non ha un capolista: Paolo Bertoncello, Elena Cecchin, Denis Cenci, Stefano Crestani, Francesca Dalla Rizza, Francesco Fietta, Francesco Fiorese, Michele Forner, Enrico Franzini, Sergio Gamba, Alessia Gnesotto, Arianna Lunardon, Luca Marcon, Elena Scomazzon, Zoe Luigi Scremin, Marco Sembenelli, Erica Tessarolo, Denis Vidale.
“8 donne, 15 uomini, 4 under 30, età media poco più di 40 anni”, sintetizza Viero nel suo intervento introduttivo, che in realtà si sviluppa in modalità Pittarello per togliersi alcuni sassi dalla scarpa.

Viero è un fiume in piena, come il Brenta in queste ore per la pioggia.
Per prima cosa plaude incondizionatamente alla figura di Nicola Finco, “la persona giusta, una persona determinata con la capacità di scalare una marcia per un cambio di passo su alcune problematiche irrisolte da parecchio tempo”.
“In questi giorni sorridevo sentendo parlare di “coerenza” e di “vero centrodestra” - continua -. La coerenza è dentro questa stanza. La maggior parte degli amministratori uscenti eletti nel 2019 è in questa stanza, e anche chi non si è ricandidato oggi è qui con noi.”
Quindi Viero prende di mira il già leghista, già Gruppo Misto dopo il caso di San Lazzaro e oggi candidato con Impegno per Bassano Stefano Facchin, che lo ha attaccato sulla stampa per la sua gestione dell’assessorato all’Ambiente:
“Non accetto lezioni da lui. Per l’ambiente abbiamo fatto tante cose, il Piano per la qualità dell’aria, il Piano di azione per la sostenibilità e il clima, il bosco urbano. Tutti obiettivi che vanno proseguiti su questa linea, la tutela ambientale è fondamentale e non ha colore politico.”
“Nell’Urbanistica abbiamo risolto grandi partite che erano dimenticate da 30 anni - prosegue -. L’ex Elba, l’area ex Eurobrico-Morassutti di via Capitelvecchio, anche l’area ex Pedrazzoli che è passata ieri in giunta. Tutte riqualificazioni che hanno dimezzato le superfici previste. Sul Piano Mar è mancato il coraggio per scalare la marcia e decidere.”
E qui, a proposito di cambi di marcia o di passo, entra in gioco la figura di Nicola Finco.
“Con Nicola si parla finalmente di “Agenda Urbana” - è il crescendo conclusivo di Viero -. Con lui si parla di concretezza, di esperienza ed è facile fare un cronoprogramma di partite da chiudere.”

Come vi ho già anticipato, è presente per l’occasione lo stato maggiore leghista del territorio e non solo.
Tutti i pezzi da novanta o da ottanta e mezzo, intervenendo a turno, tessono le lodi del candidato sindaco in termini di “concretezza”, di “grande opportunità per Bassano” eccetera.
Parlano nell’ordine il consigliere regionale Marco Zecchinato (“Una risorsa importante per Bassano con l’autonomia che dovrà delegare ulteriori funzioni ai territori”), l’assessore regionale Manuela Lanzarin (“Qui a Bassano Nicola Finco rappresenta competenza e territorialità”), la senatrice Mara Bizzotto che dà a Finco la sua benedizione suprema (“Ti auguro di diventare sindaco di Bassano e auguro a Bassano di avere un sindaco come te”), la senatrice e già ministro Erika Stefani (“Una forza trainante per un’amministrazione che finalmente vada avanti col timone e non si perda in beghe quotidiane”), la candidata alle europee Morena Martini (“Col suo carattere Nicola Finco riuscirà a mantenere compatta la sua maggioranza e la Conferenza dei Sindaci”) e l’europarlamentare uscente, ricandidato capolista per la Lega alle europee e vicesegretario regionale del partito Paolo Borchia che garantisce all’aspirante primo cittadino “una filiera compatta da Bassano all’Europa dopo il 10 giugno”.
Poi, dopo tutta questa filiera di peana, è finalmente il turno dello zar Nicola.
“Il nostro è un progetto di rilancio di questo territorio - è un passo dell’intervento del candidato sindaco -. Abbiamo bisogno di attirare capitali, imprese, investimenti. Se Bassano ha un sindaco forte e un territorio forte, è un territorio che sa anche contare.”
“Punto molto sul lavoro di squadra a livello comunale e nella Conferenza dei Sindaci -aggiunge Finco -. Il sindaco di Bassano è il sindaco di una città che dà servizi a tutto il territorio. La nostra è una visione di città per i prossimi dieci anni, quantomeno.”
The End. Rompete le righe. Lista presentata, benedizione delle alte sfere confermata.
Tutti fuori in via Roma non più ladrona per la non facile formalità delle foto di gruppo prima che si rimetta a piovere.
E con il cambio di passo, perché se comincia a piovere per chi è senza ombrello come me è meglio affrettarsi, passo e chiudo.

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