Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Elezioni 2024

Elementare, Watson

La ricetta di “è il Momento” per la Scuola Mazzini: farne uno Stabile Cultura, con scuola primaria e media, spazi per coworking, studio e associazioni, “ripensamento” della Vittorelli, ampliamento dei Giardini Parolini e nuova viabilità

Pubblicato il 27-04-2024
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“Questa volta non ci muoviamo da qui!”.
Riccardo De Martino, uno dei giovani padri fondatori della lista civica “è il Momento”, mi lancia la battuta quando mi vede arrivare. Il riferimento è alla ormai mitologica conferenza stampa a tappe di sabato scorso, convocata alla statua di San Bassiano in piazza Libertà e poi confluita, cammina cammina, al gazebo di via Verci.
Oggi il gazebo di “è il Momento” e del candidato sindaco Gianni Zen, allestito per la consueta diffusione ai cittadini del materiale elettorale e per la raccolta delle firme a sostegno della lista, è saldamente collocato davanti all’ingresso della Scuola Mazzini: perché è sul tema dei destini futuri della Scuola Mazzini, e dell’area limitrofa, che candidato sindaco e lista intendono parlare alla stampa.

Foto Alessandro Tich

L’idea e proposta che viene presentata è infatti quella di trasformare la scuola in uno Stabile Cultura, comprensivo di spazi scolastici, educativi e sociali, con una conseguente riorganizzazione urbanistica “rigenerativa” dell’area, pensata anche per garantire un collegamento verde e in sicurezza dalla stazione ferroviaria e dei bus per gli studenti del Liceo Brocchi.
Come è possibile mettere insieme tutto ciò?
Andiamo per ordine.

“Abbiamo analizzato la questione Mazzini, su cui in questo quinquennio ne hanno pensate di tutti i colori - esordisce il candidato di lista Gianfranco Cipresso -. Ne è sorta la condivisione sulla necessità di recuperare questo stabile per la sua destinazione storica, riportando la scuola elementare e anche la scuola media.”
Dunque il primo step dell’Operazione Mazzini è proprio questo: restituirla, dopo opportuna riqualificazione e messa in sicurezza per l’agibilità, alla sua funzione di scuola, non solo per gli alunni della primaria ma anche per gli studenti della attuale e dirimpettaia scuola secondaria di primo grado Vittorelli.
Perché anche per i ragazzi e ragazze della Vittorelli? Lo vedremo tra poco.
“La Mazzini avrà spazi e ingressi separati per la primaria e per le medie - continua Cipresso -. Ma sarà anche un luogo di accoglienza per tutte le età. Uno Stabile Cultura, cioè una casa che accoglie le scuole e spazi per le altre generazioni.”
Ma la rinascita Mazziniana, sui cui dettagli tornerò più avanti, è solo il punto centrale di un più ampio progetto di rigenerazione urbanistica dell’area.
“Quello che proponiamo è anche la riqualificazione di tutta la zona, per venire incontro alle esigenze degli studenti del Liceo Brocchi - spiega la candidata di lista Marta Scomazzon -, ampliando l’area dei Giardini Parolini e creando così un collegamento diretto e sicuro tra la Mazzini e il Brocchi e un polmone verde importante. Un progetto di rigenerazione urbana che durerà più di un quinquennio.”
Ma come è possibile realizzare l’ampliamento dei Giardini Parolini, trasformati in cordone verde di collegamento tra le sedi scolastiche?
Elementare, Watson: ridimensionando il fabbricato della scuola media Vittorelli, costruito nel 1959 e poi ampliato, e mantenendo tale e quale solamente la palestra.
Ma questa sarà una decisione da discutere e condividere coi cittadini.
“Una volta recuperato il Mazzini - specifica il candidato sindaco Gianni Zen -, è la domanda che faremo alla città: cosa ne volete fare del Vittorelli?”.
A proposito: e del traffico che grava sulla zona e che si riversa nell’imbuto di via Remondini e discesa Brocchi, cosa ne facciamo?
Zen e la sua civica hanno pensato anche a questo.

“La sicurezza del Brocchi è un problema delicato e il trasferimento degli studenti deve includere un percorso in sicurezza, ripensando il Vittorelli e ampliando i Giardini Parolini - dichiara il candidato sindaco nonché già preside del Liceo -. Le soluzioni a breve termine partono dal presupposto del doppio senso di marcia in via Parolini, a cui poi si aggiungerà la strada del Piano Mar.”
“Il sogno nel cassetto - aggiunge Zen - è la pedonalizzazione di discesa Brocchi, perché l’esperienza delle altre città ci insegna che è dalla pedonalizzazione che parte la rinascita dei centri storici. Se non si inizia a pensarci, poi non si trovano mai le soluzioni.”
Ma torniamo alla Mazzini, o al Mazzini che dir si voglia.
Lo Stabile Cultura, e cioè quello che dovrebbe diventare, è in sostanza un luogo dedicato all’educazione e alla formazione di tutte le età, ma anche un ulteriore spazio destinato ai cittadini e alle associazioni.
“Lo Stabile Cultura è uno spazio attrattivo per collegarsi con diverse realtà - afferma la candidata di lista Giulia Moro -. Dal nostro tavolo di lavoro “Attivare la città” è emerso il problema, soprattutto da parte dei giovani, anche quelli che vivono all’estero, della mancanza in città di spazi di studio e lavoro h24. La Mazzini avrà un accesso autonomo per poter lavorare in coworking e studiare, giornalmente.”
Non solo: sono previsti anche spazi di utilizzo temporaneo per seminari, masterclass e corsi estivi di tutti gli attori del mondo della formazione, dalle università ai conservatori e dagli ITS alle università della terza età.
“Al tavolo di lavoro “Attivare la città” c’è stata anche una forte richiesta di spazi per le associazioni - prosegue Giulia Moro -. Lo Stabile Cultura è pensato per promuovere la cultura in tutti i suoi aspetti, formali e informali.”

“Vogliamo che il Mazzini rimanga alla sua finalità storica anche se sono cambiate le condizioni storiche e demografiche - precisa il candidato sindaco -. Se in futuro a Bassano diminuiranno gli Istituti Comprensivi non dipende da noi ma dalle leggi nazionali che riguardano il cosiddetto “dimensionamento”. Per il momento vogliamo che rimanga un presidio educativo e culturale, spostando le classi del Vittorelli e dando la possibilità di ristabilire uno spazio a disposizione di tutte le realtà del Bassanese che hanno bisogno di uno spazio dal punto di vista formativo e culturale.”
A tale riguardo, Giulia Moro introduce il concetto degli “spazi flessibili”, che possono in futuro ridistribuire l’organizzazione delle classi scolastiche in base all’andamento demografico.
“Il nostro vuole essere un atto di restituzione - conclude Gianni Zen -. Il centro storico vive se ci sono i servizi. Non possono esserci temi lasciati in sospeso per anni perché “tanto non si risolveranno mai”. Bisogna affrontarli e quando poi si trova una soluzione, a Bassano bisogna anche essere pronti a lavorare finalmente in squadra.”
Per l’occasione, “è il Momento” ha predisposto un bel foglione A3 con la sintesi grafica del progetto dello Stabile Cultura.
Vi sono stampati i tre capisaldi della proposta: “Ampliamento dell’area dei Giardini Parolini; Trasferimenti della classi del Vittorelli all’ex scuola Mazzini; Ex scuola Mazzini come nuovo incubatore culturale”.
A caratteri più grandi, la frase che definisce il nuovo ruolo onnicomprensivo per l’ultracentenaria scuola elementare del centro storico, ormai chiusa dal 2020:
“Un community hub per la città”.
Oooh, finalmente. Perché senza la parola “hub”, non è cosa.

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