Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Il "Tich" nervoso

“Vicenza del Grappa”, o della lesa maestà

Due città che non si amano e perlopiù si sopportano. Considerazioni a margine della clamorosa svista del quotidiano inglese “The Independent”, che dedica un articolo a Vicenza pubblicando una foto di Bassano

Pubblicato il 16-07-2013
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Ci sono notizie che, involontariamente, si illuminano d'immenso. Anche se si tratta di bufale ad altissimo livello. Già: perché capita anche alle grandi testate giornalistiche mondiali di prendere ogni tanto un clamoroso abbaglio.
E' quello che è accaduto all'edizione del weekend e alla relativa edizione online di “The Independent”, autorevole quotidiano britannico, che questa settimana, nella sua rubrica dedicata ai viaggi, parla di Vicenza: con un ispirato articolo - pubblicato sabato scorso 13 luglio - che descrive le cose da vedere, i tesori architettonici e le curiosità turistiche della città del Palladio.
Fin qui nulla da eccepire, se non fosse che la foto pubblicata in bella vista a corredo dell'articolo non mostra la “Rotonda” o la Basilica Palladiana, ma il panorama di Bassano del Grappa con il Ponte degli Alpini. Con tanto di fuorviante didascalia, stampata nell'edizione cartacea del giornale: “The historic city of Vicenza sits beside the river Brenta” (“La città storica di Vicenza è situata accanto al fiume Brenta”).

La pagina online del giornale inglese "The Independent", con l'articolo su Vicenza e la foto di Bassano

Un incidente di percorso, ovviamente. O, come volgarmente si dice, un errore di sbaglio. E non a caso, un utente del portale britannico ha già postato il seguente commento: “Sono stato a Vicenza - città meravigliosa. Sono stato anche a Bassano del Grappa, e vi devo informare che la foto del ponte sopra questo articolo è quella del Ponte degli Alpini di Bassano - benché in effetti Palladio ha progettato la versione originale di questa struttura nel 1569!”.
Ma non è questo, in realtà, l'oggetto del mio interesse. Gli errori geografici, nelle corrispondenze giornalistiche di viaggi e turismo, sono sempre in agguato.
Quello che piuttosto mi piace immaginare sono le reazioni degli amici vicentini alla notizia dell'erroneo accostamento - che presenta il paesaggio sul Brenta come uno dei must per i visitatori del capoluogo berico -, segnalato da un articolo intitolato “E l'Independent conia Vicenza...del Grappa” e pubblicato sulle pagine di cronaca del “Giornale di Vicenza” di oggi.
E' inutile che ci nascondiamo dietro a un dito: per lo status quo della città capoluogo, la seppur non giustificata presenza di Bassano in un articolo che parla delle bellezze di Vicenza, rivolgendosi oltretutto ad un pubblico internazionale, rappresenta un attentato di lesa maestà.
Un'invasione di campo che accende per sbaglio i riflettori su una città mal tollerata che non ha mai nascosto le proprie mire autonomistiche, coltivando a più riprese - e finendo per questo a più riprese bastonata - l'aspirazione a staccarsi da Vicenza per generare una nuova Provincia ricucita su sé stessa.
Vicenza e Bassano, notoriamente, non si amano: perlopiù si sopportano.
E il bello è che il sentimento è reciproco, anche se affermarlo è politicamente scorretto. E non è questione di campanilismo fine a sé stesso o di atteggiamento provinciale, nel senso negativo del termine: ma si tratta, per usare un'espressione in voga di questi tempi, di pura e semplice incompatibilità ambientale. Per ragioni storiche, territoriali, socio-economiche, di mentalità: due mondi paralleli, che in quanto tali - secondo le leggi della geometria - tendono a non incontrarsi mai. Due corpi estranei che per motivi amministrativi si trovano nel territorio della stessa Provincia: di cui una svolge il ruolo di città principale, e l'altra di importante colonia ai confini dell'Impero.
E in questa vicendevole diffidenza, lontananza storica e convivenza forzata in ambito provinciale tra le due città, che nulla hanno da spartire se non il Tribunale (a vantaggio di Vicenza) per decreto governativo, la svista del portale britannico - che si inventa appunto dal nulla l'originale ibrido “Vicenza del Grappa” - rappresenta a suo modo un piccolo capolavoro.
Non se ne abbiano a male i cugini vicentini: questa volta, sulla lesa maestà della città del Palladio, noi bassanesi non c'entriamo nulla. Ma concedeteci, di fronte al piccolo pasticcio Made in England, almeno un ironico sorrisino.
E chissà se con l'abolizione delle Province, se mai il governo riuscirà a portarla a termine, Bassano del Grappa riuscirà finalmente a dichiararsi, rispetto all'attuale città capoluogo, quello che ha sempre voluto essere: “The Independent”.

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