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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Il segno di Etsuro
La visita in municipio del Premio Cultura Cattolica 2011 Etsuro Sotoo, scultore della “Sagrada Familia” e erede spirituale di Antoni Gaudì. Che parla in spagnolo col sindaco Cimatti e si dice "sorprendido" della nostra città
Pubblicato il 14-10-2011
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Per comunicare e scambiarsi i convenevoli, si parlano in spagnolo. Quasi una chiacchierata tra amici tra Stefano Cimatti, sindaco di Bassano, e Etsuro Sotoo, destinatario dell'edizione 2011 del Premio Internazionale Medaglia d'Oro al merito della Cultura Cattolica.
L'occasione è la visita di cortesia che il grande artista giapponese - accompagnato dalla moglie che, come apprendiamo, è una rinomata pianista - rende alla città di Bassano, nella persona del primo cittadino, prima della cerimonia di questa sera in Sala Chilesotti per la consegna del prestigioso riconoscimento.
La scelta dell'idioma iberico, che Cimatti dimostra di padroneggiare (“Bassano es una ciudad muy linda, yo soy muy afortunado”) non è casuale.

Etsuro Sotoo con la moglie assieme al sindaco Cimatti e al presidente della Scuola di Cultura Cattolica Andrea Mariotto (foto Alessandro Tich)
Il maestro Sotoo è infatti lo scultore e restauratore della Sagrada Familia di Barcellona, l'immenso edificio sacro e cantiere concepito dal genio di Antoni Gaudì che rappresenta la più strabiliante “incompiuta” dei tempi moderni.
Per il Tempio espiatorio, su cui lavora da 33 anni, l'artista nipponico ha realizzato numerose opere di scultura, angeli, porte e pinnacoli. Convertito al Cristianesimo nel 1991, è anche uno dei cinque fondatori dell’Associazione pro Beatificazione di Antoni Gaudì, che ha come obiettivo principale ottenere la beatificazione del grande architetto, il cui processo è stato aperto ufficialmente nel 2003 dal Vaticano.
Accompagnato dal giovane presidente della Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa Andrea Mariotto, Etsoo giunge in municipio dopo una visita alla Gypsoteca di Possagno, nel corso della quale è rimasto ammaliato dalle opere del Canova presentategli dal direttore Mario Guderzo.
Come ogni giapponese che si rispetti, anche Sotoo è a prima vista imperscrutabile.
Sorridente ma distaccato, cordiale ma anche un po' ieratico.
Ma ci pensa qualche battuta di Cimatti, sempre in español, a fargli tirare fuori qualche risata fuori protocollo. Come quando il sindaco gli mostra il libro degli ospiti d'onore in cui un precedente vincitore del Premio Cultura Cattolica ha messo la firma, invece che sul foglio, sulla carta velina che divide le pagine. “Non ho avuto il coraggio - confessa il primo cittadino - di farlo firmare una seconda volta.”
Anche il maestro del Sol Levante mette la sua firma sul libro d'onore e, mentre lo fa, sembra di assistere alla cerimonia del tè.
Con fare accurato e ritmo orientale, l'erede spirituale di Gaudì traccia prima due disegni, poi scrive una dedica (“Gracias de todo corazon. Elegancia de ciudad my corazon permanece agui”) e quindi firma, chiedendo anche alla consorte di scrivere il proprio nome.
“E' una persona eccezionale - dichiara, a riguardo dell'illustre ospite, il presidente Mariotto -, di grande umanità, intelligenza e che spicca per umiltà. E' un onore per la nostra associazione premiare questi esempi di fede che ancora oggi lasciano il segno.”
Incalzato dal cronista, il maestro si dichiara “sorprendido” della città di Bassano, per “la sua armonia”. Dice anche di essere sorpreso per il premio che gli è stato conferito. “Un premio - aggiunge - che mi cambierà la vita.”
Sayonara, Etsuro. Anzi: hasta luego. E' stato un piacere.
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