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Il paradossale caso delle operatrici del CUP dell'Ospedale: pasti consumati all'addiaccio in pausa pranzo per la revoca del servizio mensa in convenzione
Pubblicato il 14-06-2011
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E' uno dei tanti “esempi invisibili” delle precarie condizioni di lavoro - non solo economiche ma anche, per così dire, logistiche - in cui ci si può trovare al giorno d'oggi pur svolgendo un servizio di primaria importanza per la comunità.
La vicenda riguarda le operatrici - una trentina in tutto - del CUP, il Centro Unico Prenotazioni dell'Ospedale di Bassano del Grappa. Tutte dipendenti della cooperativa “Cento Orizzonti” che da quest'anno, subentrando a una precedente cooperativa di servizi, è titolare dell'appalto bandito dell'Ulss n.3 per la gestione del CUP del San Bassiano.
Nel corso di una nostra visita per lavoro in Ospedale, le notiamo in un'area esterna del nosocomio intente a consumare, con evidente scomodità, un frugale pranzo. Fin qui niente di strano, se non fosse che - come ci segnalano le stesse lavoratrici - la cosa si ripete tutti i giorni: non per piacere, ma per necessità.

Un gruppo di operatrici del CUP del San Bassiano in pausa pranzo (foto Alessandro Tich)
“La precedente cooperativa che aveva in appalto il servizio del CUP - ci spiegano le operatrici - aveva una convenzione per il servizio mensa, a 2 euro e 20 per metà vassoio. Subentrata la nostra cooperativa, il servizio mensa in convenzione è stato tolto. Se andiamo a mangiare alla mensa dell'Ospedale dobbiamo prendere il vassoio intero a 6 euro e 80: una cifra che per il nostro stipendio è troppo elevata."
Il problema - sottolineano le nostre interlocutrici - è stato segnalato più volte a chi di dovere, ma finora senza risultato.
"La cooperativa per cui lavoriamo - raccontano ancora - ci ha dato a disposizione dei ticket di 3 euro per i pasti, ma il bar dell'Ospedale non li accetta. Dovremmo prendere l'auto e usare i ticket in qualche bar del circondario, ma abbiamo solo mezz'ora di pausa pranzo e non c'è il tempo per farlo.”
E così, l'unica soluzione per le addette alle prenotazioni ospedaliere è quella del “fai da te”: qualche cibo portato da casa da mangiare in fretta in qualche posto di fortuna. Perché, come ci dicono ancora le dirette interessate, “non ci hanno dato neanche una sala dove mangiare.” Il luogo prescelto per il pasto volante è attualmente l'area esterna al bar dell'Ospedale, dove il gruppo delle operatrici di turno si dà appuntamento ogni giorno a mezzogiorno sul basamento di una colonna. “Per il momento va bene - affermano -, ma d'inverno come faremo?”.
L'unica “medicina” è prenderla con filosofia, e sulla precaria situazione le battute ironiche si sprecano. “Ha visto? - scherza una delle addette - Noi ogni giorno andiamo a fare il picnic.”
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