Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

E Romano si inventa le “zone bolla”

Il Comune vara il piano commerciale per la somministrazione di cibi e bevande. Individuate le “zone bolla” dove non si potranno più aprire bar e ristoranti. E chi vuole aprire un nuovo locale sarà valutato in base a un “punteggio qualità”

Pubblicato il 04-03-2011
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A Romano D’Ezzelino arriva il piano commerciale per la somministrazione di cibi e bevande: una totale novità per il comprensorio bassanese.
Nessun’altro Comune infatti - come informa una nota dell'Amministrazione comunale - “si è mai spinto così in avanti nella concertazione del piano che tutelerà sì i cittadini ma andrà anche a premiare quei baristi e ristoratori che sceglieranno la qualità e l’innovazione. Una rivoluzione per il Comune di Romano che ha individuato delle “zone bolla” dove non sarà più possibile aprire bar, pub, ristoranti e pizzerie”.
“La legge regionale che regolamenta le autorizzazioni per la somministrazione di bevande e alimenti è del 2007 e non ha criteri chiari di programmazione per l’apertura di nuovi bar e ristoranti - spiega Massimo Ronchi, assessore comunale alle attività produttive -. Le amministrazioni si sono trovate così in crisi su come comportarsi.”

"Bollicine" ammesse a Romano d'Ezzelino, ma non nelle "zone bolla"

L’anno scorso quindi il Comune di Romano ha incaricato l’ingegner Francesco Piazza, già curatore del piano commerciale di Cortina, Verona e Bassano, di seguire il piano predisposto dall’Amministrazione. Lunedì sera, dopo una riunione con le categorie economiche, l'Amministrazione ha deciso che strada intraprendere.
“Sono tre le strade che, come Amministrazione, avremmo potuto scegliere - prosegue Ronchi-: la liberalizzazione completa, dove ognuno apre il proprio locale dove vuole in massima libertà; mantenere la fotografia dell’esistente, lasciando tutto com’è con vincoli così restrittivi da scoraggiare ogni tipo di apertura; la massima apertura alla libera iniziativa economica con alcune zone off limits, che chiamerò “zone bolla”. L’Amministrazione di Romano ha optato per quest’ultima via.”
“Le zone bolla sono state individuate in base agli esposti arrivati alle forze dell’ordine da parte dei cittadini per disturbo della quiete pubblica - continua l’assessore -. Non si potranno aprire quindi bar e ristoranti in quelle zone con un’alta intensità residenziale e con una conformazione stradale che non consenta il regolare parcheggio secondo il codice della strada. Si tratta di una tutela della tranquillità dei cittadini e dell’ordine pubblico.”
Le “zone bolla” individuate dal Comune, dove non potranno sorgere bar e ristoranti, sono via Roma, via Dante, via Zaghi, via Meneghetti e strada Cadorna a Romano capoluogo, via Giardino a San Giacomo e via Manzoni a Fellette. Nessuna “zona bolla” prevista invece a Sacro Cuore.
“Le vie che abbiamo scelto sono quasi tutte strade provinciali- aggiunge Ronchi -. Si tratta di arterie con un traffico stradale importante, presenza di edifici di pubblica utilità quali scuole e asili nido, quartieri altamente residenziali. Vogliamo proseguire nella via della ricerca del benessere e questo piano tutelerà cittadini e commercianti.”
Ma non è tutto: i baristi e ristoratori che vorranno nei prossimi tre anni aprire il loro esercizio nel territorio comunale, dovranno rispettare degli indici di qualità sottoponendosi a una valutazione che conferirà a ciascuno un punteggio.
Ad ogni nuovo potenziale gestore sarà assegnato un punteggio per ognuno dei seguenti criteri:
se ha partecipato a uno o più corsi di specializzazione professionale nel settore della somministrazione di alimenti e bevande della durata non inferiore alle 8 ore;
se nel suo locale sono state adottate politiche in favore della famiglia, come la messa a disposizione di seggioloni e l’installazione di fasciatoi nei bagni;
se sono presenti aree gioco coperte o scoperte opportunamente attrezzate e in regola con gli standard di sicurezza;
se nel locale è previsto un trattamento acustico da realizzare anche attraverso l’arredo, con soffitto e pareti che garantiscano nell’area di somministrazione un’agevole e gradevole comprensione del parlato;
se il locale è climatizzato con recupero energetico;
se l’esercizio è dotato di un’area wireless free;
se ci sono strumenti e sistemi per il risparmio idrico;
se vengono utilizzate apparecchiature e strumenti per il risparmio energetico;
se è attivo un servizio di vigilanza esterna del locale, 24 ore su 24, con l’installazione di un sistema di video-sorveglianza.
“Il piano commerciale rimarrà in vigore per tre anni - conclude l’assessore Massimo Ronchi -. Poi, essendo uno strumento-processo in continuo divenire, potrà essere rivisto e cambiato, variando anche le stesse zone bolla. Si tratta di una grossa novità per un Comune. Fungeremo da apripista per le altre realtà amministrative.”

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