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Direttore Responsabile
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Union Forex: attività abusiva. Oltre 200 risparmiatori a rischio
Sequestrate dalla Guardia di Finanza le azioni della società di intermediazione bassanese. 15 indagati tra amministratori e professionisti. La CO.N.SO.B. sospende l'attività abusiva
Pubblicato il 27-11-2010
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I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza hanno dato esecuzione al sequestro delle azioni della società Union Forex S.p.a., con sede in Piazza Garibaldi 9 a Bassano del Grappa, per un valore di 600 mila euro. L’intervento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bassano del Grappa dr.ssa Barbara Maria Trenti, su richiesta del Procuratore Capo della Repubblica dr. Carmelo Ruberto.
Il provvedimento è stato eseguito a tutela di oltre 200 piccoli risparmiatori (lavoratori dipendenti, commercianti ed imprenditori) che, in poco più di due anni, dal 2008 ad inizio del 2010, hanno complessivamente consegnato oltre un milione di euro alla società bassanese con il fine di investire il proprio denaro sul mercato delle valute.
Il sequestro eseguito rappresenta l’epilogo di un’attività di controllo conclusa lo scorso mese di agosto dai militari della Sezione Riciclaggio del Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza. Dall’ispezione alla Union Forex S.p.a. i finanzieri hanno rilevato che la società ha svolto una abusiva attività di investimento e di raccolta del risparmio in violazione delle norme contenute nel Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria.

Gli accertamenti hanno messo in luce come Union Forex S.p.a., pur regolarmente abilitata dalla Banca d'Italia allo svolgimento dell’attività di intermediazione in cambi, abbia svolto in modo abusivo un’attività riservata esclusivamente ai soggetti autorizzati alla prestazione dei servizi di investimento.
La società, infatti, ha gestito le somme di denaro affidatele dai propri clienti fornendo loro un’aspettativa di rendimento, così che i contratti proposti ai risparmiatori di fatto sono risultati dei veri e propri “prodotti finanziari”.
Come accertato dalle Fiamme Gialle, la società bassanese si è dunque spinta oltre la semplice attività di intermediazione in cambi per la quale era stata regolarmente autorizzata, proponendo ai risparmiatori forme di investimento di natura finanziaria standardizzate secondo tre distinte linee di impiego, commisurate al grado di rischio e definite in “conservativa”, “media” ed “aggressiva”, in modo da integrare una attività riservata alle sole imprese di investimento, da svolgere sotto la stretta vigilanza della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CO.N.SO.B.).
Del resto, la Union Forex S.p.a., per poter offrire “prodotti finanziari”, avrebbe anche dovuto pubblicare un prospetto informativo sulla tipologia di investimento proposto ai propri clienti, da sottoporre preventivamente all’approvazione della CO.N.SO.B..
Nella realtà anche tale adempimento è stato integralmente omesso dalla società bassanese, che è così incorsa in una ulteriore violazione sanzionata, nel massimo, fino a due milioni di euro.
Nell’ambito degli accertamenti ispettivi, il Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza ha inoltre riscontrato un’abusiva raccolta del risparmio da parte dell’intermediario bassanese che, di fatto, ha gestito le somme conferite dai propri clienti senza rispettare le linee guida dettate dalla Banca d'Italia, quale Autorità di vigilanza del settore, provvedendo a versare integralmente il denaro da investire nel mercato delle valute su un unico conto corrente bancario intestato alla Union Forex S.p.a., presso un istituto di credito.
In questo modo l’intermediario in cambi non ha assicurato quell’adeguata separazione dei patrimoni che, in realtà, sarebbe stata richiesta per meglio tutelare la posizione dei singoli risparmiatori.
In particolare, le somme da investire nel mercato valutario originate dai depositi dei clienti venivano inviate ad un broker di fiducia estero che ne diveniva depositario a mezzo di un conto intestato alla Union Forex, che acquisiva, di fatto, la piena disponibilità del denaro dei clienti, prima di procedere all’effettivo investimento nel mercato “Forex”, così operando un’attività di raccolta del risparmio in assenza dei titoli autorizzativi, in quanto riservata per legge alle sole banche.
È importante rilevare che la Banca d'Italia aveva già rivolto all’intermediario di Bassano del Grappa un primo, formale ammonimento ad astenersi da pratiche illecite nel febbraio del corrente anno, rimasto inascoltato.
Gli amministratori della Union Forex S.p.a., pur sospendendo in apparenza l’attività della propria impresa, hanno infatti iniziato ad operare in modo analogo attraverso la società elvetica Makai AG. S.A. con sede a Zurigo (Svizzera), proponendo a diversi risparmiatori e clienti della medesima Union Forex S.p.a. la sottoscrizione di nuovi contratti di investimento in cambi con la società di Zurigo, così reiterando le medesime condotte illecite.
L’Autorità Giudiziaria è quindi intervenuta con il sequestro preventivo delle azioni della Union Forex S.p.a., affidate in giudiziale custodia al Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bassano del Grappa, per poter tutelare gli investitori ed impedire che i reati di abusiva attività di investimento e raccolta del risparmio fossero reiterati e portati ad ulteriori e ben più gravi conseguenze.
Analoghe esigenze cautelari, a tutela del mercato e dei risparmiatori, sono state ravvisate dalla CO.N.SO.B. che ha disposto la sospensione dell’attività di offerta al pubblico dei contratti di mandato di intermediazione in cambi posta in essere da Makai AG S.A. e da Union Forex S.p.a..
Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza hanno portato alla segnalazione di 15 persone (tutte residenti nel territorio nazionale ad eccezione di un italiano domiciliato in Svizzera) indagate a vario titolo per i reati di abusiva attività di investimento ed abusiva raccolta del risparmio, nelle rispettive qualità di amministratori delle società Union Forex S.p.e. e Makai AG S.A. ovvero professionisti componenti il Collegio Sindacale della società bassanese; a questi ultimi l’Autorità Giudiziaria contesta una responsabilità per concorso omissivo con le persone succedutesi nella gestione dell’intermediario in cambi, essendo venuti meno al dovere di denuncia delle condotte illecite alle Autorità di vigilanza (CO.N.SO.B. e Banca d'Italia).
Gli stessi risultano iscritti agli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bassano del Grappa, Brescia, Pisa e Firenze.
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