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Carlo Vanzina: “Bassano è una città di italiani perbene”
Il regista oggi a Bassano per girare le ultime scene del thriller “Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata”. “Questa città rappresenta un luogo incontaminato“
Pubblicato il 28-10-2010
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Bassano “Cinecittà”: questo pomeriggio le due rive del Brenta, a ridosso del Ponte Vecchio, hanno ospitato in contemporanea i set di due film distribuiti entrambi da Medusa.
Mentre in Via Pusterla sono proseguiti i ciak di “Cose dell'altro mondo”, sulla riva dirimpettaia è arrivata la troupe dei fratelli Vanzina per girare - soltanto oggi - le scene bassanesi del thriller ambientato nel mondo della moda “Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata”.
Previsto per domani, il set dei Vanzina è stato anticipato di un giorno, con le location concentrate tra Piazzetta Angarano, il Ponte Vecchio e Via Macello, con un programma di riprese che - diversamente dal chiacchieratissimo film di Francesco Patierno - ha previsto una presenza in città di poche ore.

Il regista Carlo Vanzina sul set bassanese di "Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata"
Alle 14.30 il regista Carlo Vanzina, cordiale e disponibile, ha compiuto un veloce sopralluogo in zona prima di dare il via alle luci e alle macchine con il protagonista della pellicola Francesco Montanari, già noto al pubblico del grande schermo per il film “Romanzo criminale”.
“Conosco Bassano - ci dice Vanzina - perché è la città dell'attrice Silvia Monti, e cioè Silvia Cornacchia, ma anche perché qui avevo una fidanzatina. Oggi qui giriamo le ultime tre inquadrature, poi incomincio il montaggio. Il film uscirà nelle sale a febbraio-marzo.”
“Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata”, ci spiega ancora il regista, non è un remake né un sequel del famoso film di 25 anni fa.
“Diciamo che il titolo è come un marchio di fabbrica - continua -. Mia figlia, che ha 14 anni, chiama a casa le sue amiche e mostra ancora il Dvd di “Sotto il vestito niente”. Avevo voglia, dopo tanto tempo, di tornare a fare un thriller e anche questo è un giallo ambientato nel mondo della moda milanese.
Il protagonista, Francesco Montanari, indaga sulla morte di una modella svedese per un caso apparente di suicidio. Nello stesso residence della vittima abitava una modella di Bassano del Grappa, e lui compie delle ricerche a Bassano per interrogare la madre.”
Ma perché proprio Bassano del Grappa? “Perché è un posto, nell'immaginario mio e di mio fratello, che rappresenta un luogo incontaminato - ci risponde Vanzina -. Un luogo da dove una bella ragazza - e mi risulta che a Bassano ci siano molte belle ragazze - parte per andare a Milano, dove viene fagocitata dal mondo della moda e dove perde l'innocenza. Bassano, nel film, è una piccola bomboniera distante dalla grande metropoli. Un luogo significativo della provincia italiana dove conta essere italiani perbene.”
In giornata Vanzina ha incontrato anche i colleghi della troupe di Patierno, impegnati a poche centinaia di metri di distanza. E delle polemiche che hanno preceduto il film con Abatantuono dice di essere stato a conoscenza “già leggendo i giornali alla Mostra del Cinema di Venezia”. “Il film si è spostato da Treviso a Bassano? - commenta al volo, incalzato dal cronista -. Ne ha guadagnato Bassano.”
Mentre ammira la location di Piazzetta Angarano, ulteriormente abbellita dalla giornata di sole, Carlo Vanzina accetta volentieri di farsi fotografare vicino alla statua dell'alpino innamorato. E ricorda che proprio qui, sul Ponte Vecchio, aveva visto al cinema Sandra Bullock nel film “In Love and War” di Richard Attemborough.
“La protagonista del mio film - ci ricorda - è Vanessa Hessler”. Ma la bionda e provocante Vanessa a Bassano non c'è: la sceneggiatura non ne prevede la presenza. Per guardarla, dovremo andare al Metropolis.
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