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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
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La guerra delle pompe
Non c'è pace per il distributore “Beyfin” di Via Colombo a Bassano, riaperto da pochi mesi. Presentato da tre ditte della zona un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il Comune di Bassano, che ne ha concesso la riapertura
Pubblicato il 26-08-2010
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Questa è la storia di una guerra senza fine, a colpi di carte bollate, tra distributori di carburante ubicati in un triangolo di poche centinaia di metri ai confini tra Bassano e Cassola.
Al centro della vicenda, l'impianto di distribuzione “Beyfin” di Via Cristoforo Colombo a Bassano: il primo esempio di distribuzione “low cost” nel territorio comunale, la cui attività, negli anni recenti, ha dovuto fare i conti con un continuo braccio di ferro con alcune ditte limitrofe all'impianto: a suon di ricorsi, appelli, controricorsi, conferenze di servizi e ordinanze comunali.
Le contestazioni dei ricorrenti, negli scorsi anni, riguardavano le presunte “irregolarità” dell'impianto della ditta Beyfin S.p.A. rispetto alle caratteristiche urbanistiche di Via Colombo, classificata come “strada extraurbana di scorrimento”. Classificazione da sempre contestata dalla Beyfin, secondo cui Via Colombo presenta invece le caratteristiche di “strada urbana locale”.

Il distributore di carburanti "Beyfin" di Via Cristoforo Colombo a Bassano
Una questione non di poco conto, poiché dalla classificazione della strada dipendono i requisiti richiesti all'impianto di distribuzione: spazi, corsie di entrata e di uscita, distanze.
Su imposizione del Comune di Bassano, sotto l'Amministrazione Bizzotto, il distributore Beyfin aveva provveduto - con un notevole investimento - a riadeguare l'area di servizio secondo gli standard previsti dalla collocazione su strada extraurbana.
Ma il confronto giudiziario non si esauriva e con una successiva ordinanza del Comune, nell'agosto 2008, l'impianto si era trovato costretto nuovamente a chiudere, pur mantenendo il posto di lavoro degli addetti alla distribuzione e del personale del bar.
Dopo venti mesi di stop, il 22 aprile di quest'anno, la nuova riapertura: il Comune, con un'ordinanza dello scorso 9 aprile, aveva infatti revocato la precedente ordinanza che ordinava alla Beyfin SpA la chiusura dell'esercizio dell'attività di vendita di carburanti.
Immediata la reazione legale degli oppositori all'impianto. Le ditte Giovanni Bertin S.p.A. di Cassola, Grappa Gas S.r.l. di Cassola - entrambe attive nella vendita di carburante nelle vicinanze dell'area Beyfin - e Bizzotto Claudio di Bassano hanno presentato ricorso al TAR impugnando l'ordinanza del Comune per annullamento. Richiesta che la III sezione del TAR del Veneto ha rigettato con ordinanza cautelare.
I tre ricorrenti, lo scorso 30 luglio, hanno quindi presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato, con analoga richiesta di annullamento dell'ordinanza di riapertura del Comune.
L'Amministrazione comunale di Bassano si è pertanto costituita in giudizio “per dimostrare la legittimità degli atti e dell'azione amministrativa e per opporsi a un'eventuale richiesta di risarcimento danni”, dando incarico di presentare opposizione al ricorso straordinario agli avvocati Alberto Borella e Marina Perona del Foro di Treviso, e ancora all'avvocato Franco Stivanello Gussoni del Foro di Venezia “nel caso le ditte ricorrenti insistessero nel ricorso al TAR”.
La “guerra delle pompe” scrive un nuovo capitolo. Una storia infinita i cui ultimi sviluppi gettano nuova benzina sul fuoco.
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