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Alessandro Tich
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“Sì alla Pedemontana, ma al servizio del territorio”
Il Partito Democratico presenta a Bassano un documento unitario sull'infrastruttura. Laura Puppato: “No a un'autostrada modello San Francisco”. E spunta il progetto della Bretella Est “che rende inutile la costruzione di una Bretella Ovest"
Pubblicato il 13-07-2010
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Siamo alle solite: molte cose importanti, in Italia, vengono fatte in estate quando l'attenzione dell'opinione pubblica è meno concentrata sui grandi temi di attualità. Non fa eccezione il lunghissimo iter della Superstrada Pedemontana Veneta, che in questo mese di luglio - nell'apparente indifferenza generale - vive due momenti decisivi: dopodomani, mercoledì 14, il Tar del Lazio dovrà pronunciarsi sul ricorso presentato dalla cordata di imprese guidata da Impregilo per l'annullamento dell'appalto per la progettazione, realizzazione e gestione dell'SPV vinto dal consorzio spagnolo Sis. Ricorso che, se venisse accolto, potrebbe nuovamente riaprire i giochi sul futuro dell'arteria.
Entro questo mese, inoltre, si dovrà arrivare all'approvazione del progetto definitivo dell'infrastruttura.
In questa fase cruciale, il Partito Democratico regionale ha costituito un Osservatorio permanente sulla Pedemontana Veneta (composto da Alfio Piotto, Alberto Rigon e Maurizio Scalabrin) e ha emesso un documento unitario - destinato al governo e al Commissario Vernizzi e presentato oggi in conferenza stampa a Bassano - che dice “sì” alla Pedemontana ma solo “se al servizio del territorio: gratuita, altamente percorribile e rispettosa dell'ambiente che attraversa” e che contiene un'articolata serie di osservazioni al progetto, indicate dai circoli locali del partito, rilevando tra le altre cose “una macroscopica differenza fra quanto assegnato dallo Stato alla Pedemontana Lombarda e quanto riservato alla Pedemontana Veneta”, con la richiesta “di prevedere un finanziamento aggiuntivo per compensare tale divario.”
La conferenza stampa a Bassano del Partito Democratico sulla Pedemontana
“Questa arteria, dopo dieci anni di continue rivisitazioni - ha dichiarato Laura Puppato, capogruppo PD in Consiglio Regionale -, è totalmente diversa da quella che era stata decisa dalla legge istitutiva con la delibera del CIPE del 1998 e dalla famosa Conferenza dei Servizi di Castelfranco del 2001 che avevano stabilito la realizzazione di una strada a servizio del territorio e non solo di un'infrastruttura di transito del “corridoio 5” europeo. Una scelta che era stata motivata dalla grande densità abitativa e industriale del territorio attraversato e che ha assistito, negli ultimi anni, a un'ulteriore edificazione. La Pedemontana si è invece trasformata in una vera e propria arteria autostradale, per dimensione di carreggiata e conformazione della strada, con una minima disponibilità alla “permeabilità” prevista dal progetto-base. E' un'autostrada “modello San Francisco” che invece di accogliere le istanze del territorio ha accolto le necessità dei soggetti promotori.”
“In settima commissione in Regione - ha aggiunto la Puppato - abbiamo esaminato l'impatto dei costi della Pedemontana per il territorio “pro futuro”, anche se sarebbe meglio dire “a danno del futuro”: per i prossimi 39 anni bisognerà pagare 14 milioni di euro all'anno, a carico delle popolazioni a venire, se l'autostrada non garantirà il passaggio di almeno 40mila veicoli al giorno. E' un project-financing lacunoso, che accolla alle generazioni future il rischio d'impresa dei soggetti promotori.”
“Non è sbagliato solo il modello di autostrada, ma il modello di progettualità - ha concluso il capogruppo regionale -. Sono punti di domanda che passiamo al commissario Vernizzi. Intanto, se il 14 luglio la questione venisse rimessa in discussione dal Tar, siamo pronti a sederci attorno a un tavolo.”
“Paghiamo un ritardo di dieci anni, in una regione penalizzata dal governo centrale pur pagando tantissimo e dimostrando la virtuosità dei suoi enti locali ” - ha commentato l'on. Daniela Sbrollini, parlamentare vicentina del PD, del cui intervento ci occupiamo in un articolo a parte.
“La Pedemontana costerà 2 miliardi e 170 milioni di euro - ha osservato il consigliere regionale PD Stefano Fracasso - e cioè un decimo della manovra economica. Il contributo pubblico è inferiore al 10% e l'apporto di capitale privato è così elevato da porre le questioni elencate prima da Laura Puppato. Il tratto da Montecchio a Thiene, che è in aggiunta alla delibera originaria del CIPE, è il tratto dai costi più elevati e di maggiore impatto ambientale.”
“Il progetto della Pedemontana - ha osservato il consigliere regionale PD Giuseppe Berlato Sella - non tiene conto della viabilità alternativa per la fluidificazione del traffico che sarà deviato dai cantieri. E' un problema che graverà sul territorio e che durerà per molto tempo, perché il primo tratto che sarà realizzato sarà il Montecchio-Thiene, e solo dopo partiranno i tratti successivi.”
Ma lo “scoop” del giorno è la notizia resa nota da Alfio Piotto, coordinatore dell'osservatorio-Pedemontana per Bassano, che in conferenza stampa ha tirato fuori il progetto della “Bretella Est” già inserito nella viabilità complementare della superstrada a pagamento. “Per la Bretella Ovest, di cui tanto si parla, non c'è nessun progetto - ha dichiarato Piotto -. Esiste solo il progetto della Bretella Est, il cui passaggio è stato spostato dall'originaria sede di Borgo Tocchi a Rosà a Casoni di Mussolente, per collegarsi con la nuova Statale del Santo attualmente realizzata fino a Resana."
“Questa sarà l'unica bretella di collegamento della Pedemontana con Padova - ha concluso Piotto - e rende inutile la costruzione di una Bretella Ovest.”
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