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Giorgione, chiusura-boom. E Barroso, tra le proteste, “blinda” la mostra
Quasi 140mila visitatori alla mostra-evento di Castelfranco conclusasi ieri. Visitatori bloccati per un'ora per l'improvvisa visita del presidente della Commissione Europea
Pubblicato il 13-04-2010
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Cala il sipario su “Giorgione 1510-2010”: la mostra-evento allestita al Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto per celebrare il Cinquecentenario della morte dell'autore della “Tempesta”.
Domenica 11 aprile la rassegna ha vissuto la sua ultima giornata di apertura: con le solite code di visitatori che hanno contraddistinto gli ultimi due mesi della straordinaria esposizione.
Domani sarà reso noto il bilancio ufficiale della manifestazione. Da fonti accreditate abbiamo intanto appreso che i visitatori, nei quattro mesi di apertura della mostra, hanno quasi raggiunto quota 140mila.

Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso
Nelle ultime settimane, per venire incontro alla massa di richieste e di prenotazioni, l'organizzazione aveva prolungato l'orario di visita, estendendolo fino a mezzanotte nei fine settimana. Le prenotazioni in anticipo per gli ingressi erano state comunque dichiarate esaurite già lo scorso 25 marzo.
L'ultimo giorno di apertura della mostra è stato contraddistinto dall'improvvisa visita del presidente della Commissione Europea, il già primo ministro portoghese José Manuel Durão Barroso.
Il leader del governo europeo, in Italia per altri impegni, ha compiuto una digressione a Castelfranco per ammirare le opere del Maestro castellano, di cui è un grande appassionato, accogliendo l'invito del sindaco uscente Maria Gomierato che lo aveva già incontrato, cinque anni fa, ad una precedente mostra su Giorgione alle Gallerie dell'Accademia a Venezia.
L' “apparizione” di Barroso ha provocato disagi e malumori tra le numerose persone che, in quel momento, si trovavano in fila in attesa di entrare alla mostra.
All'arrivo dell'alto esponente europeo a Castelfranco gli accessi della mostra sono stati infatti bloccati dagli organizzatori per permettere un “corridoio esclusivo”, e in sicurezza, alla visita dell'importante ospite. Visita che non è avvenuta subito, in quanto il presidente della Commissione Europea si è dapprima trattenuto - e più del previsto - in Municipio, per un buffet di benvenuto del Comune con piatti tipi locali.
Verso le 13.30, con scorta e carabinieri al seguito, Barroso si è quindi recato alla mostra, suscitando fischi e proteste e anche qualche insulto da parte dei “comuni mortali” rimasti fermi in coda.
Le porte di “Giorgione” si sono quindi riaperte dopo circa mezz'ora, una decina di minuti prima che l'illustre “vip” terminasse la sua visita, facendo progressivamente sbollire la rabbia della gente rimasta “parcheggiata” all'esterno.
Josè Barroso si è quindi scusato, affermando “di non aver voluto assolutamente causare problemi né disagi ai tanti visitatori che attendevano il proprio turno per entrare”.
La sua visita resta comunque il “grande colpo finale” di una mostra che si chiude con un successo clamoroso.
Ma non avessero riaperto gli ingressi in tempo utile, nell'ultimo fatidico giorno di apertura al pubblico, si sarebbe scatenata una Tempesta.
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