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Direttore Responsabile
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L'assassino ha confessato
Individuato e fermato l'autore dell'omicidio alla discoteca “El Desafio” di Marchesane. E' uno studente 17enne, connazionale della vittima. Il delitto è stato compiuto all'interno, e non all'esterno del locale notturno
Pubblicato il 08-12-2009
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Appena poco più di tre ore prima aveva ammazzato, con una coltellata in pieno petto, il suo connazionale 24enne Rafael Concepto Jimenez all'interno del night club privato latinoamericano “El Desafio” a Marchesane di Bassano del Grappa.
La polizia lo ha trovato nascosto in casa di conoscenti a Loreggia, nell'Alta Padovana, rannicchiato sotto un letto mentre suo padre, sopra il letto, tentava in qualche modo di fare la guardia al figlio omicida.
L'autore della mortale aggressione - un 17enne dominicano, residente a Castelfranco Veneto, studente e regolare in Italia - è stato quindi posto in stato di fermo con l'accusa di omicidio ed è ora a disposizione della Procura della Repubblica del Tribunale dei Minori di Venezia.

La conferenza stampa del dott. David De Leo, dirigente del Commissariato di Polizia di Bassano, nella sede della Procura della Repubblica
Gli agenti del Commissariato di Bassano, in perfetta collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Vicenza e con la Polizia Stradale di Castelfranco Veneto, hanno quindi individuato l'assassino nel giro di una mattinata. Messo alle strette, il minorenne ha confessato.
Fondamentali, nelle prime ore successive al tragico fatto di sangue, sono stati le testimonianze di una quarantina di frequentatori del locale notturno che hanno permesso agli investigatori di stringere il cerchio sul responsabile del delitto a tempo di record.
“Le indagini sono state eseguite con tempestività e successo - ha commentato il procuratore della repubblica di Bassano dott. Carmelo Ruberto -. Dopo avere appurato che l'autore del gesto era un minore, il magistrato di turno di Bassano dott. Pipeschi ha coordinato le indagini in sinergia con la dott.ssa Rossato della Procura dei Minori di Venezia, ciascuno per le proprie competenze.”
La Procura di Bassano sta infatti indagando sulle presunte responsabilità di alcune persone maggiorenni coinvolte in qualche modo nel grave episodio, per le ipotesi di reato di favoreggiamento personale - in relazione alla fuga dell'omicida - e di detenzione di armi.
La polizia, come riferiamo in un articolo a parte, ha infatti rinvenuto cinque armi bianche, di cui una l'arma del delitto, che erano in possesso di alcuni frequentatori della festa sudamericana sfociata poi in tragedia.
I dettagli della brillante operazione sono stati illustrati in Procura a Bassano in una conferenza stampa del dirigente del Commissariato di P.S. di Bassano David De Leo, affiancato dal dirigente della Squadra Mobile di Vicenza Michele Marchese.
Sono emersi alcuni importanti particolari sulla dinamica del delitto, che differiscono dalle versioni raccolte nei primi minuti dopo l'accaduto. L'omicida ha accoltellato Jimenez all'interno, e non all'esterno del “Desafio”, dopo un diverbio scoppiato all'improvviso per futili motivi. I due, a quanto pare, non si conoscevano e non c'era dell'astio precedente tra di loro.
Dal locale notturno è arrivata una telefonata al 118 per la richiesta di soccorso, ma poi la vittima è stata trasportata all'Ospedale in un'auto privata prima dell'arrivo dell'ambulanza.
Nel frattempo l'omicida si era dileguato e anche tra i sudamericani parenti o amici dell'aggressore c'è stato il fuggi fuggi generale.
Ancora da accertare, invece, l'esatto movente del delitto, forse riconducibile a pesanti apprezzamenti rivolti dal 17enne alla compagna della vittima, una donna ecuadoregna. Le versioni dei testimoni, a seconda che si tratti di amici del minorenne oppure della vittima, sono infatti discordanti.
Da appurare inoltre se la coltellata sia stata preceduta da una rissa tra più persone, o solo da un violento diverbio tra i due contendenti.
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