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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
E i CUB urlano a Brunetta: “Fannullone!”
Il ministro in visita al San Bassiano contestato dalle Rappresentanze Sindacali di Base di Vicenza e provincia. Diffuso un volantino sul dissenso della categoria
Pubblicato il 02-08-2009
Visto 3.346 volte
Lo hanno atteso al varco con bandiere e megafono, guardati a vista dalle forze dell'ordine, all'ingresso principale del San Bassiano.
Ma il ministro Brunetta, con il suo seguito, è stato fatto entrare da una porta laterale. Nessun “incontro ravvicinato” tra il vulcanico esponente di governo e le RdB CUB, Rappresentanze Sindacali di Base dei lavoratori pubblici di Vicenza e provincia che avevano preparato, nei suoi riguardi, un rumoroso benvenuto.
Pochi secondi dopo il suo arrivo e l'avvio del lungo corteo di medici e autorità verso il primo piano dell'Ospedale per l'inaugurazione delle tre postazioni di “Mettiamoci la faccia” (vedi altro articolo sul canale “Attualità” di Bassanonet) un gruppetto di manifestanti si è posto sul lato dell'androne di ingresso sfoderando uno striscione di protesta, suonando un assordante fischietto e urlando più volte a Brunetta: “Fannullone!”

i manifestanti con lo striscione nell'androne d'ingresso del San Bassiano
Nell'occasione gli RdB CUB hanno diffuso un volantino, intitolato “L'assenteista Brunetta dimentica che...”, con i contenuti del loro dissenso
“Brunetta viene oggi a Bassano - si legge nel foglio - a inaugurare le cosiddette “faccine di gradimento” per gli utenti che possono dare la loro valutazione sul servizio prestato. Dimentica il ministro però che la faccina i lavoratori la mettono ogni giorno, anche se le istituzioni non fanno il loro dovere, anche se manca personale nei reparti, anche se i lavoratori saltano le ferie e i riposi, anche se i carichi di lavoro sono inaccettabili, anche se si lavora 24 ore di fila (è successo la settimana scorsa all'Ospedale di Vicenza in sala operatoria), anche se i medici “giocano” sulla “libera professione” e le liste d'attesa sono sempre più lunghe.”
La protesta non ha avuto seguito e il ministro, durante il suo intervento, non ha fatto alcun cenno a riguardo della contestazione.
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