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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Convitato di piEtra
Le minoranze di Bassano all’attacco sull’aumento delle bollette dei rifiuti di Etra Spa. “L’aumento della tariffa obbligato dai costi di gestione in forte aumento di Etra”. E sulle due nuove ecopiazzole di Etra a Bassano…
Pubblicato il 04-04-2025
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C’è un convitato di pietra, anzi di piEtra, presente invisibilmente alla conferenza stampa convocata a Casa Marinali dai gruppi di minoranza bassanesi.
Si tratta di Etra Spa, nell’occhio del ciclone per gli aumenti delle tariffe del servizio rifiuti che stanno fortemente incidendo soprattutto sulle bollette delle aziende e delle attività commerciali, ma anche sulle utenze domestiche.
Nell’ampio territorio di competenza della società multiutility, la questione degli aumenti è passata “sottotraccia” per mesi, finché l’arrivo delle bollette con le tariffe incrementate non ha portato alle prime proteste degli utenti nei Comuni interessati.

Gli esponenti di minoranza in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
Introducendo la questione, Roberto Campagnolo esibisce le bollette rifiuti pervenute ad un’attività commerciale di 30 mq del centro storico di Bassano.
Nel 2023 l’attività di commercio ha pagato una tariffa annua di 81, 46 euro.
Nel 2024 la bolletta è schizzata di oltre il doppio: 195,27 euro.
“Abbiamo fatto una simulazione - rivela Campagnolo -. Applicando gli stessi parametri del meccanismo di calcolo della bolletta, nel 2025 l’attività commerciale si troverà a pagare 240 euro, con un aumento del 300% rispetto al 2023.”
“Sembra un caso limite, ma non lo è - afferma il consigliere -. I nuovi parametri che hanno generato questo aumento colpiscono le attività medio-piccole che si vedono le bollette incrementate di due o tre volte, mentre per le attività più grandi l’aumento c’è, ma in proporzione è inferiore.”
Quindi il capogruppo PD tira fuori una lettera dello scorso 27 febbraio tramessa a tutti i sindaci del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti e firmata congiuntamente dal presidente di Etra Spa Flavio Frasson e dal presidente del Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti Antonella Argenti, riguardante “chiarimenti” sulla fatturazione delle utenze domestiche 2025.
Nella lettera, Consiglio di Bacino ed Etra (ente gestore del servizio rifiuti per conto del Consiglio di Bacino stesso) spiegano che la tariffa 2024 è stata approvata con Delibera di Assemblea dei Sindaci del 27/06/2024 “ai sensi del metodo ARERA” con un aumento del 9,6% “per ristorare parzialmente i maggiori costi sostenuti e certificati dal Gestore Etra Spa nel 2022 (energia, materiali, inflazione ecc.)”.
Tuttavia, “per la maggior parte dei Comuni la fatturazione 2024 è stata emessa come di prassi nei primi mesi dell’anno, prima dell’approvazione della Delibera e, pertanto, con il medesimo importo della tariffa 2023”.
Da qui la mazzata relativa all’anno in corso:
“Venendo all’oggi, la fatturazione 2025 di tali Comuni ha necessariamente conguagliato l’aumento non fatturato nel 2024 che sommandosi all’importo pieno 2025 ha prodotto un aumento complessivo rispetto al 2023 del 19,2%.”
“Etra scrive nella lettera che gli aumenti sono stati adeguati al metodo ARERA, che è l’ente che si occupa di regolamentare e vigilare sui settori dell’energia elettrica, gas naturale, servizio idrico e rifiuti - continua Campagnolo -. Ma ARERA non impone le tariffe: approva le tariffe che ogni singolo gestore gli propone, verificando che siano compatibili sul versante della copertura dei costi di esercizio e degli investimenti.”
Dunque: se è Etra che propone le tariffe ad ARERA e non è ARERA che impone le tariffe ad Etra, e se queste tariffe sono aumentate, qual è la ragione all’origine degli aumenti?
A tale riguardo Roberto Campagnolo tira fuori la seconda “carta magica”, dopo la lettera ai sindaci, della conferenza stampa.
Si tratta di un’analisi condotta su alcuni dati dei bilanci di Etra Spa.
La voce “Costi del personale”, innanzitutto, è passata da una spesa di 48 milioni e 831mila euro nel 2021 a 59 milioni e 451mila euro nel 2024, con un aumento del 21%. Il personale è stato incrementato da 1.000 a cica 1.200 unità.
“Ma i servizi di Etra sono sempre gli stessi - commenta Campagnolo -, ma anzi tendono a diminuire col discorso delle ecopiazzole, su cui però torneremo più avanti.”
Poi ci sono i “Costi per consulenze”, passati dai 3 milioni e 415mila euro nel 2022 a 4 milioni e 171mila euro nel 2024.
In salita anche l’andamento dei “Costi per Servizi e Forniture Esterne”, schizzato dai 65 milioni e 332mila euro del 2021 ai 79 milioni e 487mila euro del 2024, pari ad un aumento del 22%.
Infine l’andamento della voce “Indebitamento” per gli investimenti, extra interventi con fondi PNRR, che passa dai 179 milioni e 782mila euro del 2023 ai 225 milioni e 892mila euro del 2024, con un aumento del 26%.
“Etra deve creare un piano che giustifichi le tariffe ad ARERA e deve sostenere un bilancio che ha dimensioni secondo noi discutibili - dichiara ancora Campagnolo -. I costi di gestione in forte aumento di Etra obbligano l’aumento della tariffa.”
“ARERA non suggerisce né stabilisce tariffe, ma ti dice se vanno bene per il tuo piano industriale - interviene Riccardo Poletto per Bassano Passione Comune -. Le spese sono aumentate e le scelte di Etra devono avere delle tariffe che le sostengono.”
E per fortuna che con le nuove ecopiazzole dovremmo andare verso un aumento della differenziata, che in teoria dovrebbe produrre “economie di scala” nei costi di raccolta dei rifiuti riciclabili, con meno viaggi dei mezzi della società multiutility, e soprattutto di smaltimento del secco residuo.
Sì, però…
La seconda sorpresa nell’Uovo anticipato di Pasqua delle minoranze, dopo quella dei motivi dell’aumento della tariffa rifiuti, riguarda le due nuove e ormai da tempo attivate ecopiazzole di Bassano del Grappa, quelle dei quartieri San Vito e XXV Aprile.
“La questione sta riesplodendo - afferma Poletto -. Prima era esplosa per la carenza di trasparenza e partecipazione nei confronti della popolazione, ora sta esplodendo di nuovo per la cattiva gestione delle isole ecologiche.”
Sul piano puramente teorico, le nuove ecopiazzole coi press container “sono riservate a un’utenza limitata a una parte del quartiere interessato”.
“Ma oggi - rivela Poletto - io posso venire da qualsiasi altro quartiere di Bassano, portarmi in macchina anche 50 sacchetti del secco e poi metterli in XXV Aprile. Sembra ridicolo ma è molto drammatico.”
Nelle nuove ecopiazzole stanno infatti “aumentando i conferimenti extra-quartiere” dal momento che i conferimenti del secco “non vengono conteggiati” sull'eco-tessera e pertanto non vengono caricati in bolletta una volta superato il numero di aperture gratuite degli eco-compattatori.
“Se voi chiamate Etra per chiedere spiegazioni - conferma Maurizio Franchetti del quartiere XXV Aprile - vi diranno che tutti i residenti del Comune di Bassano possono conferire i rifiuti in XXV Aprile per tutto il 2025.”
“Non c’è nessun meccanismo di conteggio o addebito e questo falsa il conteggio della quantità di rifiuti conferiti in queste aree - incalzano le minoranze -. Questo va esattamente contro la differenziazione. È un modo per incentivare l’uso di questi impianti e di voler far vedere che la cosa funziona attraverso un dato falsato.”
La capogruppo di è il Momento Giulia Moro allarga il tiro affermando che l’aumento delle bollette per le utenze non domestiche “appesantisce una situazione già pesante” e va contro “la sostenibilità del commercio in centro storico, già gravata dagli aumenti nel parcheggio Le Piazze e dalla realizzazione di nuove aree commerciali”.
Poi lancia un allarme anche per l’aumento delle bollette per le utenze domestiche, a fronte delle situazioni di difficoltà sociale riscontrate nella nostra città.
La consigliera parla del fenomeno del “barbonismo domestico” con persone che “si isolano all’interno delle mura di casa, non pagano le utenze e vivono in condizioni di estrema povertà” e rappresentano “un’ulteriore goccia di un vaso che trabocca”.
Quindi sottolinea, come emerso nella commissione consiliare al Sociale, “l’aumento esponenziale dell’utilizzo dei servizi di Casa San Francesco, in particolare del servizio mensa e del servizio docce”.
“Da qui la richiesta di maggiore chiarezza a tutela di determinate fasce sociali - conclude Moro - in relazione alle utenze domestiche.”
“I residenti dei quartieri che usano le ecopiazzole sostituendole al porta a porta dovrebbero avere degli alleggerimenti in bolletta - osserva la consigliera del PD Paola Tessarolo -. Ma anche chi è virtuoso e porta il secco da svuotare lì, comunque paga la stessa bolletta di prima e anzi la bolletta è aumentata.”
Sono cose che non sembrano trovare una spiegazione logica, a tutti i costi.
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