Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Politica

Polizie di primavera

Il sindaco di Bassano tira dritto sull’intenzione di “riprendersi” la Polizia Locale. Interviene il PD, col capogruppo Campagnolo e la segretaria Di Pino: “Unione Montana, dalla giunta Finco scelte azzardate”

Pubblicato il 27-02-2025
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Uscire o non uscire? Questo è il dilemma.
Ma il dubbio amletico non riguarda assolutamente il sindaco Nicola Finco, che sul fatto di far uscire la Polizia Locale dall’Unione Montana del Bassanese per reintegrarla nell’organico del Comune di Bassano non ha incertezza alcuna.
Era anzi già tutto pronto per il prossimo consiglio comunale di giovedì 6 marzo, con la delibera consiliare di approvazione del “Recesso dalla convenzione per il conferimento all’Unione Montana del Bassanese della funzione fondamentale di Polizia Municipale e Polizia Amministrativa Locale”, inserita al punto 8 dell’ordine del giorno.

Foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet

Ma come abbiamo scritto ieri, l’argomento è stato ritirato e rinviato al consiglio comunale successivo, previa opportuna e più approfondita valutazione preliminare sul tavolo della commissione consiliare Affari Istituzionali.
È quanto è stato deciso nella agitata riunione dei capigruppo in vista del prossimo consiglio comunale.
Un rinvio che è stato richiesto dai capigruppo di minoranza e ha trovato l’accordo dei capigruppo di maggioranza, suscitando la accesa reazione del sindaco Finco.
Il primo cittadino è infatti fermamente intenzionato a far tornare la Polizia Locale “in house” quanto prima, ripetendo di continuo il suo mantra sulla necessità di una “sicurezza di prossimità” nel territorio comunale che a suo modo di vedere verrebbe garantita dal ritorno degli agenti nell’organico del Comune.
Lo ha ribadito anche oggi, come attesta il nostro articolo precedente, cogliendo la palla al balzo della rapina compiuta questa mattina ai danni di un negozio di via Roma.
Insomma: il sindaco di Bassano del Grappa, visto che ormai siamo quasi in marzo, vuole di fatto svuotare la “scatola” dell’Unione Montana per fare le Polizie di primavera.

Sulla dibattuta questione, alla luce di quanto accaduto a Palazzo con la riunione dei capigruppo, è giunto intanto questo pomeriggio in redazione un comunicato stampa del Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico, intitolato “Unione Montana: le scelte azzardate della giunta Finco”.
“Nei giorni scorsi - esordisce il testo - una concitata riunione dei capigruppo, in vista del consiglio comunale, ha visto il sindaco Finco insistere sulla scelta di far uscire Bassano dall’Unione Montana del Bassanese”.
“Qualche anno fa la stessa maggioranza di oggi si imbarcava in questa avventura con una scelta fatta senza aver ben valutato le conseguenze che avrebbe portato - sono le parole di Roberto Campagnolo, capogruppo del PD in consiglio comunale -. Oggi quella stessa maggioranza vuol fare l'esatto contrario, ma il metodo resta lo stesso: non pensare bene alle conseguenze.”
“Portare Bassano fuori dall’Unione vuol dire svuotarla di molte delle sue figure apicali e, quasi fatalmente, portarla alla chiusura - prosegue -. Abbiamo chiesto di portare il tema nelle commissioni opportune proprio per avere modo di fare un ragionamento più ampio prima di prendere una decisione così drastica, ma il sindaco Finco non sembra affatto disposto a discuterne, a valutare con il contributo anche delle minoranza ogni pro e contro in un dibattito costruttivo.”
“Sono ormai sei anni che vediamo la stessa maggioranza, seppur con qualche volto nuovo, fare e disfare senza uno sguardo di prospettiva - interviene Maria Di Pino, segretaria dem cittadina -, facendo scelte che non contemplano il futuro ma solo l'immediato.”
“Sarebbe saggio ricordare il detto che ammonisce a non distruggere più di quanto si è in grado di costruire - conclude la segretaria -. Ma per farlo ci vuole visione e forse un po' di umiltà, parola che ai politici di destra suona solo come un insulto.”
“Ancora una volta - commenta il comunicato del PD di Bassano - vediamo la nostra città che invece di fare da capofila per allargare i confini del territorio si chiude nel proprio orticello, per gratificare le ambizioni di qualche assessore o consigliere. Non è un bel modo di amministrare.”
Il partito di opposizione, stimolato dagli ultimi movimentati sviluppi della vicenda, prende quindi posizione sulla questione della Polizia Locale.
A questo punto, obnubilato come sono dalle serie televisive su Top Crime, mi sorge però un dubbio, per fortuna non amletico.
E cioè: che PD non voglia forse dire Police Department?

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