Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

Palazzo Roberto

Incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione del consiglio regionale del Veneto. Il presidente Roberto Ciambetti lancia una riflessione sui giornalisti: “Sono ancora il vero argine contro l'appiattimento dell'informazione”

Pubblicato il 17-12-2024
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No, nel titolo non c’è un errore di battitura.
Non è Palazzo Roberti, sede della famosa e omonima libreria di Bassano del Grappa.
Palazzo Roberto, in questa specifica occasione, è Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede del consiglio regionale del Veneto, presieduto dal vicentino Roberto Ciambetti.

Il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)

Siamo qui, tutti insieme mediaticamente, per il tradizionale incontro augurale di fine anno dell’ufficio di presidenza del consiglio veneto con gli operatori dell’informazione delle principali testate della Regione, convocato nella sala “Oriana Fallaci” durante una pausa della lunga maratona per la discussione e approvazione della manovra di bilancio e del collegato alla Legge di stabilità regionale.
Ciambetti arriva in conferenza stampa, fresco reduce da alcune scintille lanciate nei suoi confronti in sala consiliare da alcuni consiglieri di opposizione per il suo mancato accoglimento alla richiesta di un incontro con una delegazione della CGIL , in presidio a Palazzo Ferro Fini per chiedere alla Regione di prendere una posizione contro quelle che il sindacato definisce “le vergognose modifiche del codice degli appalti”, approntate dal governo Meloni, e contro i tagli alla sanità.
Sia in aula che all’incontro con i media, Ciambetti ribadisce che “qui mai nessuno ha chiuso la porta a nessuno”, ma la richiesta di incontro della CGIL è arrivata soltanto ieri alle 13.30, fuori tempo massimo, ed è impossibile organizzare in tempi stretti una riunione del genere e, soprattutto, interrompere il consiglio sul bilancio per questioni non attinenti al bilancio medesimo.
La delegazione sindacale verrà comunque ricevuta in un tavolo di confronto, durante la pausa dei lavori, da un gruppo di consiglieri sia di minoranza che di maggioranza, compreso il bassanese Renzo Masolo di Europa Verde.

L’incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione costituisce l’occasione per presentare il report, numeri alla mano, dell’attività svolta nell’anno corrente dal consiglio regionale del Veneto ovvero, come afferma Ciambetti, “quello che potrebbe essere il penultimo anno della legislatura”, data delle prossime elezioni regionali, che potrebbero svolgersi anche a primavera 2026, permettendo.
Il presidente esordisce però con una riflessione sul giornalismo in Veneto.
“Tra pressioni, precarietà lavorativa e un mercato mediatico sempre più ristretto - dichiara Ciambetti -, i giornalisti affrontano un territorio scivoloso, dove l'etica professionale viene costantemente messa alla prova, mentre troppi giornalisti sono sottopagati; male, questo, condiviso con altre categorie di lavoratori sottoposte alla pressione, all’ingiustizia, se non ai ricatti del precariato.”
“La sfida principale - continua - è riuscire a rimanere fedeli al proprio ruolo di informatori critici in un contesto complessivo difficilissimo. La transizione digitale, poi, aggiunge complessità: serve preparazione, capacità di rinnovarsi, resistenza professionale.”
E dopo aver sottolineato che “il rapporto Ocse certifica che un terzo degli italiani adulti è analfabeta funzionale, cioè sa leggere e scrivere ma non riesce a capire un articolo di giornale”, rimarcando inoltre che “purtroppo, i dati dicono che nel mondo sempre più persone accedono alle notizie con l’intermediazione delle big tech” e che “l’algoritmo che le big tech utilizzano, e di volta in volta modificano per i loro interessi economici, a determinare direttamente quante e quali notizie saranno viste e da quale pubblico saranno lette”, Ciambetti aggiunge:
“Nonostante tutto, nonostante trattamenti economici o contrattuali spesso inadeguati, nonostante scenari complessi, i giornalisti sono ancora il vero argine contro l'appiattimento dell'informazione, le censure delle piattaforme, il dilagare delle fake news e la difesa di un principio fondamentale: il diritto dei cittadini a essere correttamente informati.”
Miracoli del Natale: è una delle rare volte in cui mi trovo totalmente d’accordo con un politico.

Seguono i dati, i numeri e il bilancio di operatività del consiglio regionale 2024, fissati al 9 dicembre scorso.
L’ufficio di presidenza ha svolto 36 sedute, approvando 37 deliberazioni mentre le sedute dell’assemblea legislativa sono state 38 con oltre 113 atti approvati, più la messe di attività delle singole commissioni consiliari e “il grande numero di soggetti auditi” perché “le audizioni rappresentano un modo per ascoltare la realtà socioeconomica e culturale espressa dal Veneto”.
“Altro dato di estremo interesse - prosegue il presidente del consiglio - è l’uso via via sempre più intenso di questa sala “Oriana Fallaci”, sia per la formazione interna sia per gli eventi trasmessi in diretta.”
Sono stati ospitati quest’anno 86 gruppi scolastici di ogni ordine e grado delle scuole venete, con circa 1760 studenti che hanno visitato il palazzo.
E poi le visite delle numerose delegazioni straniere che “testimoniano l’interesse che la nostra assemblea suscita anche negli interlocutori internazionali”.
E ancora i convegni, come “Il silenzio delle innocenti” in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e le presentazioni di libri, primo fra tutti “Giacomo Matteotti. Un italiano diverso” per il centenario della morte di Giacomo Matteotti.
Infine quella macchina da guerra che è rappresentata dall’ufficio stampa: 170 conferenze stampa organizzate e 2933 comunicati stampa inviati (ma vi giuro che già in questi giorni, con i vari interventi dei consiglieri sul bilancio, saranno superati i 3000).
E l’anno che verrà?

“L’anno che ci attende non sarà facile - rimarca Roberto Ciambetti -. Le principali sfide per il 2025 saranno caratterizzate da una combinazione di rischi geopolitici, economici e sociali, che richiederanno risposte innovative e collaborative, sia a livello nazionale che internazionale. Il consiglio regionale dovrà fare la sua parte e sono sicuro che ciò avverrà con quella coscienza e quel senso di responsabilità emersi anche nel corso delle ultime settimane, con il dibattito sulla legge di stabilità e i documenti di bilancio, dibattito intenso e articolato ma di alta qualità.”
“Una qualità - aggiunge - che la nostra assemblea è riuscita a dimostrare in molti altri momenti.”
Il presidente conclude con l’augurio di “ogni bene possibile a iniziare dalla conquista della pace” dal momento che “mai si erano viste ben 56 guerre contemporanee tra loro, come quelle che stanno caratterizzando la nostra epoca, e noi tutti sappiamo quanto l’instabilità geopolitica sia un fattore destabilizzante per le nostre economie e per la società, ma soprattutto quanta ingiustizia, dolore, violenza generino le guerre, dove tutti siamo sconfitti”.
Segue l’intervento di Giuliano Gargano, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, che evidenzia come “il 2024 è stato un anno intenso per il mondo dell’informazione, segnato dal fenomeno dei femminicidi e della violenza di genere, tema peraltro trattato con molto rispetto da parte dei colleghi”.
Poi informa che è stato approvato all’unanimità “il nuovo Testo deontologico, che si intitolerà ‘Codice deontologico delle giornaliste e dei giornalisti’, che entrerà in vigore il 1° giugno 2025 e, tra i diversi aspetti, si occuperà di intelligenza artificiale: si dovrà dichiarare quando la si utilizza e, al pari di qualsiasi altra fonte, dovrà essere verificata”.
Diego Neri, membro del direttivo del Sindacato dei Giornalisti del Veneto, interviene quindi in rappresentanza di Monica Andolfatto, giornalista bassanese, segretaria veneta del sindacato giornalistico.
Tra le varie cose, dopo avere osservato che “il 2024 è stato un anno intenso per l’informazione regionale” in quanto “si sono vendute meno copie di giornali e tante edicole hanno chiuso”, Neri in conclusione auspica “riforme, che possano partire anche dal Veneto, in grado di tutelare, con apposite norme, l’informazione di qualità, che ha un costo, al fine di garantire a tutti i cittadini il diritto a essere informati in modo tempestivo, bipartisan, esaustivo e corretto”.

Nota conclusiva per i nostri lettori.
Questo articolo non è stato redatto con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma è stato scritto con l’utilizzo dell’intelligenza residua che ancora alberga in me.

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