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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Il castello di carte
Italia Nostra sul Castello degli Ezzelini: “Riguardo all'annunciata valorizzazione del sito storico, si è mai affacciato fino ad oggi alla finestra del Palazzo comunale un qualcosa che assomigli alla parola programmazione?”
Pubblicato il 08-12-2024
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Oh che bel Castello: la saga continua.
Dopo il recente comunicato del Consiglio di Quartiere Centro Storico, anche la sezione di Bassano del Grappa dell’associazione Italia Nostra interviene sulla questione del Castello degli Ezzelini.
Ovvero del complesso storico che da una parte è stato restituito all’uso improprio di area di sosta dal ritorno dei parcheggi per le auto “autorizzate” e dall’altra è relegato al ruolo, o per meglio dire non-ruolo, di spazio privo di una vera funzione urbana per la collettività e di attrattive turistico-culturali nel cuore della città.

Il Castello degli Ezzelini senza auto, nel 2018 (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
C’è stato un momento, e cioè nel luglio 2018, quando il Castello era appena stato completamente liberato dalle macchine, in cui si aprivano nuovi scenari di valorizzazione dello stesso, al di là degli spettacoli di Operaestate nella Corte dell’Ortazzo (Teatro all’Aperto “Tito Gobbi”) che però è usufruibile solo a questo scopo e quindi fa storia a sé.
Il Castello senza più auto e con una funzione da reinventare era quindi un “vuoto a rendere”, come avevo intitolato un mio articolo dell’epoca.
Italia Nostra cita proprio quel titolo per rimarcare, in contrapposizione, che il Castello di oggi con le auto nuovamente parcheggiate è tornato ad essere un “pieno a perdere”.
Ne emerge l’immagine di un castello di carte, dall’equilibrio instabile per antonomasia, per quanto riguarda la prospettiva del recupero di una sua centralità nei percorsi della memoria, che non sono solo turistici, della nostra città.
COMUNICATO
UN CASTELLO RIPERDUTO, ovvero … a volte (i barbari) ritornano!
Tra il 1411 e il 1412 il castello, perfettamente efficiente, è stato in grado di resistere con bombarde e balliste all’assalto degli Ungari al servizio dell’imperatore Sigismondo in guerra con Venezia.
Sei secoli dopo il castello, moderatamente inoperoso, non è stato in grado di resistere all’assalto delle nuove “macchine” da guerra!
Era il luglio di sei anni fa, mentre si festeggiavano 1020 anni dalla testimonianza del Placito trascritto dal notaio Arnolfo, che finalmente l’area all’interno del castello veniva quasi del tutto liberata dall’assedio delle auto.
In quella occasione l’Associazione rinnovava l’interesse per il vecchio progetto della “Cittadella della Cultura” (Italia Nostra - Bassano Città Murata, aprile 1999, promotore il compianto e mai dimenticato Giorgio Pegoraro), dove oltre alla mostra permanente delle Città murate e centri fortificati del Veneto, c’erano anche le ricostruzioni di macchine medievali d’assedio, oltre alla programmazione di spettacoli e feste medievali annuali, ai mercati dedicati e dell’antiquariato, alle mostre temporanee a tema, alla sede dell’archivio di stato e della biblioteca civica antica, prevedendo per il cortile del castello una semplice “area di rispetto”.
Citando il titolo di un azzeccato articolo di quel tempo, l’area del castello era diventata un “vuoto a rendere”, oggi invece è tornato ad essere un “pieno a perdere”!
È stato per lungo tempo un luogo di parcheggio selvaggio di auto (se ne sono contate a volte più di 100!).
Nel 2018 con uno slancio di virtuosa amministrazione della res publica (istruzione ed educazione come responsabilità sociale, la storia per la conoscenza e per la tutela) è diventato un luogo restituito alla collettività.
Ci avevano regalato dopo oltre vent’anni un “bene comune” di tutti e per il quale tutti ci eravamo impegnati a renderlo tale, una sorta di “vuoto a prendere”, declinando la convivenza civile in tutti quegli atti, talvolta anche banali o apparentemente insignificanti, di cui è fatta una giornata: il rispetto dell’ambiente urbano, da tenere pulito, da mantenere così come è, vicino alla millenaria Pieve, magari con i colori originali e togliendo qualche filo e qualche antenna di troppo!
Qualcuno si chiedeva “riguardo all'annunciata valorizzazione del sito storico, se si sia affacciato fino ad oggi alla finestra del Palazzo comunale un qualcosa che assomigli alla parola programmazione”.
Ma è una questione che oggi l'Amministrazione comunale deve porsi.
Troppo facile concedere tesserini per un “parcheggio privato” per pochi eletti, più difficile pensare, programmare, restituire un luogo per renderlo fruibile a tutti i bassanesi e ai tantissimi turisti che purtroppo si fermano appena sotto l’arco delle campanelle per scattare una foto e andare via.
Provate a guardare verso il tramonto il cipresso sotto il campanile della Pieve di S. Maria in Colle, verso il profilo degli edifici che si affacciano verso la Brenta: cose semplici in ambienti semplicemente immutati dalla storia.
“C’è ancora domani”, molti di noi saranno vecchi ed altri nasceranno.
Forse ai bassanesi basterebbe così com’è, senza auto e rumori molesti, per preservarlo e consegnarlo a quelli che verranno dopo di noi fra mille anni, o forse anche solo tra cinque?
ITALIA NOSTRA
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