Alessandro TichAlessandro Tich
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Politica

Il Pietro dello scandalo

Il PD a gamba tesa sull’ingresso di Gianluca Pietrosante tra gli organizzatori di Venerdì Storia in Biblioteca. “Dichiara di voler fare esattamente ciò di cui accusa l’ANPI e una “certa sinistra”, ovvero una lettura ideologica della storia”

Pubblicato il 01-11-2024
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“PD Unchained” colpisce ancora. Anche oggi, che è un giorno di festa.
Ma sappiamo bene che le animate vicissitudini della politica bassanese, roba che neanche le serie su Netflix, non vanno mai in vacanza.
La nuova pietra dello scandalo per il centrosinistra, o per meglio dire il Pietro dello scandalo, è la notizia dell’ingresso del consigliere comunale di Fratelli d’Italia e già presidente della Associazione Destra Brenta Gianluca Pietrosante nel tavolo organizzativo della rassegna Venerdì Storia in Biblioteca Civica, in rappresentanza dell’amministrazione e su delega dell’assessore alla Cultura Giada Pontarollo, come dal mio precedente articolo “Venerdì Destra”.

Foto da Facebook / Gianluca Pietrosante

A suscitare le ire del Partito Democratico cittadino è innanzitutto l’anomala genesi della notizia, come ho pure spiegato nel mio pezzo precedente: una comunicazione privata di Pietrosante nella chat WhatsApp del Circolo di Bassano di Fratelli d’Italia, “uscita” dalle maglie dei Fratelli Coltelli e immediatamente condivisa nei telefonini della città.
“In queste ore è diventato pubblico un messaggio che il consigliere Pietrosante ha inviato in una chat del suo partito in cui scrive che entrerà a far parte degli organizzatori dei “Venerdì Storia” e che creerà un “contraltare a quel monopolio della cultura e della storia da parte di una certa sinistra e dell’ANPI”.”
Così esordisce un comunicato stampa trasmesso oggi alle redazioni dal Circolo di Bassano del Grappa del PD, intitolato “Venerdì Storia: un oltraggio alla memoria dei martiri”.
“Con uno dei salti logici a cui il consigliere Pietrosante non è nuovo - interviene Maria Di Pino, segretaria del PD cittadino -, questi dichiara di voler fare (peraltro su delega dell'amministrazione di una città medaglia d'oro della Resistenza e di questo si chiederà conto) esattamente ciò di cui accusa ANPI ed una “certa sinistra”, ovvero una lettura ideologica della storia.”
“Dimentica, o non sa evidentemente - continua -, che la Resistenza da cui è nata la nostra Repubblica è stata frutto di una lotta partigiana che ha unito tutte le forze antifasciste del Paese in un ventaglio amplissimo di idee, ideali e convinzioni politiche accomunate dall’opposizione ad una dittatura che dopo aver annientato ogni dialettica e calpestato ogni libertà, portò il Paese in guerra non solo nel 1940, ma ben prima con le scellerate guerre coloniali e la guerra di Spagna.”
“Quale rilettura - prosegue - intende dare il consigliere Pietrosante ad una storia che ben pochi margini lascia all'interpretazione? In che modo intende mistificarla in spregio alle migliaia di caduti in quelle guerre assurde e durante la lotta di liberazione per cui Bassano pagò un terribile tributo di sangue 80 anni fa?”.
La segretaria Dem bassanese osserva che Pietrosante “più che alla scrittura dovrebbe forse dedicarsi alla lettura”, magari “proprio dei diari di quei comandanti militari” che, come Paolo Caccia Dominioni, nel novembre 1942 scrivevano da El Alamein:
“Ogni cosa, oggi, è takfir, e si accompagna alla parola tutto il suo significato gigantesco e biblico di immense folle innocenti sacrificate alla volontà, all'ambizione, all'interesse di pochi, in questa guerra, in tutte le guerre, come una maledizione.”
Incalza la nota stampa del PD:
“Conoscendo la storia del consigliere Pietrosante, che inizia la sua avventura politica in Forza Nuova, un movimento politico di estrema destra neofascista, ci chiediamo se in una città decorata al valore per la Resistenza come Bassano del Grappa capiterà di vedere dei Venerdì Storia dal titolo “Ha fatto anche cose buone”.”
“Come Partito Democratico, parte orgogliosa di quella “certa sinistra” di cui parla il consigliere Pietrosante, preferiamo continuare a omaggiare il ricordo di chi ha dato la vita per far nascere una democrazia e mettere fine ad una dittatura, ricordando allo stesso che fare storia e fare politica sono due cose diverse - conclude Maria Di Pino -. Attendiamo inoltre di sapere dall’assessore alla Cultura Pontarollo se le parole di Pietrosante rispecchiano il sentire di questa amministrazione.”
Dall’El Alamein di via Matteotti e dintorni per il momento è tutto, a voi la linea.

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