Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

La collanina di Giada

Presentato il programma 2024/25 dei Musei Civici di Bassano del Grappa. Una importante mostra fotografica, una mostra su una pittrice contemporanea e un ciclo di conferenze. Ma non c’è il “grande evento”

Pubblicato il 04-10-2024
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Fate attenzione alla prossima bolletta del servizio idrico di Etra. Perché l’assessore comunale alla Cultura Giada Pontarollo, al quarto mese del suo mandato, ha scoperto l’acqua calda.
“In questo breve periodo - dichiara l’assessore in conferenza stampa - mi sono piacevolmente resa conto che nella nostra città sulla cultura e sull’arte c’è un grande movimento e sensibilità.”
Colpisce che se ne sia accorta soltanto adesso. Ma, come dice il saggio, meglio tardi che mai.

Michele Pizzi, Giada Pontarollo, Barbara Guidi, Mario Guderzo (foto da Facebook / Città di Bassano del Grappa)

Ci troviamo nella sala Chilesotti del Museo per l’incontro di presentazione del programma 2024-25 (da novembre 2024 a maggio 2025) dei Musei Civici di Bassano del Grappa.
E diciamolo subito: il “grande evento”, o comunque l’evento di rilievo collegato al nostro territorio, non c’è.
Negli ultimi anni, con Canova soprattutto ma anche con Jacopo and Family, Palladio e i Ponti, Marinali e dintorni, ci eravamo abituati bene.
Una mostra fotografica (comunque di alto livello e con varie iniziative collaterali), una piccola mostra dedicata a una giovane artista contemporanea e un ciclo di conferenze. È questo ciò che passa il convento attiguo alla chiesa di San Francesco.
Ma diciamo anche - a scanso di equivoci - che seppur privo di un progetto che rappresenti una vera e propria “novità culturale” rispetto al passato, si tratta comunque di un programma di qualità, garantito da quel marchio di fabbrica che si chiama Barbara Guidi, direttrice dei Musei Civici e dirigente dell’Area Cultura del Comune.

E allora vamos col programma.
La stagione autunno-inverno del Museo Civico parte il 16 novembre con l’apertura al pubblico di una mostra fotografica dedicata a Brassaï (viva il copia-incolla da internet, altrimenti non avrei saputo come fare i due puntini sulla “i”).
Brassaï, pseudonimo di Gyula Halász, ungherese di nascita ma parigino di adozione, è stato uno dei grandi maestri della storia della fotografia.
“Brassaï. L’occhio di Parigi”, esposizione a cura di Philippe Ribeyrolles e di Barbara Guidi, allestita nella Galleria Civica del Museo e organizzata in collaborazione con Silvana Editoriale e con l’Estate Brassaï Succession, rimarrà aperta al pubblico fino al 21 aprile 2025.
Attraverso quasi 200 stampe d’epoca, la mostra bassanese aprirà il diaframma sull’autore di un poderoso racconto per immagini della Paris dei tempi che furono. E per stampe d’epoca si intende stampe originali, in gran parte realizzate di persona dal fotografo.
“Brassaï è considerato il ritrattista della città di Parigi - spiega Barbara Guidi -. Con questa grande retrospettiva monografica apriamo una finestra sulla mitica capitale delle arti e della luce che il fotografo ha saputo cogliere nei suoi straordinari scatti, anche notturni.”
“La mostra ci riporterà alle atmosfere della Parigi degli anni ’30 e ’40 - afferma Michele Pizzi, direttore generale di Silvana Editoriale -. Presenta due aspetti unici. Il primo è quello delle stampe vintage, per vedere come le fotografie erano state concepite da Brassaï all’interno della sua camera oscura. Il secondo è la collaborazione di Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del grande fotografo, che ci presenta anche i lati intimi dell’artista. Sarà un’immersione nella Ville Lumière.”
L’esposizione, patrocinata dalla Regione Veneto, sarà accompagnata da una pubblicazione in italiano e in inglese a cura dello stesso Philippe Ribeyrolles e da una ricca offerta didattica pensata per tutte le tipologie di visitatori.
Tra le attività in programma anche uno speciale workshop dedicato alla fotografia, in collaborazione col Liceo Artistico “Fanoli” di Cittadella, articolato in quattro appuntamenti condotti dal prof. Dario Antonini che consentirà al pubblico di cimentarsi nell’arte della stampa su carta fotografica in camera oscura.
Sono stato chiaro?

Ma non di solo Brassaï vive l’uomo.
Sempre a partire 16 novembre il piano nobile del Museo Civico, nella sala dedicata alle mostre temporanee o “mostre dossier a rotazione” come le chiama la direttrice Guidi, ospiterà un’esposizione di opere di Laura Omacini, veneziana, classe ’91, presentata come “una delle più interessanti protagoniste della ricerca pittorica degli ultimi anni”.
La mostra “Laura Omacini. Barricades”, in programma fino al 12 gennaio 2025, è curata da Elena Forin. È realizzata in collaborazione con Art Verona, con cui nel 2023 i Musei Civici di Bassano hanno avviato una partnership nell’ambito del progetto PremioArteMuseo che intende sostenere il percorso istituzionale di giovani artiste e artisti, e con Marignana Arte di Venezia.
Infine si ripropone nuovamente anche quest’anno, dopo la prima edizione del 2023-24 promossa in occasione del rinnovamento degli spazi espositivi, il ciclo di conferenze “Incontrarsi al Museo di Bassano. Musei, mostre, restauri” a cura di Mario Guderzo.
Saranno dieci i nuovi appuntamenti, dal prossimo 21 novembre all’8 maggio 2025, che permetteranno al pubblico di conoscere e approfondire capolavori e maestri di tutte le epoche, mostre di rilievo e alcune tra le più importanti realtà museali d’Italia.
Tra gli autorevoli relatori degli incontri: il direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco, il segretario generale dell’Accademia Nazionale San Luca di Roma Claudio Strinati, il già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini.

Al netto della validità intrinseca delle proposte in programma - e ci mancherebbe altro - ribadisco tuttavia la mancanza di “novità culturale” delle stesse rispetto agli ultimi anni.
La mostra fotografica di Brassaï, che viene dopo quelle dedicate a Ruth Orkin e a Dorothea Lange, prosegue il Progetto Fotografia che è stato avviato con la precedente amministrazione comunale, peraltro con ottimi riscontri di pubblico e critica.
Mentre il ciclo di conferenze “Incontrarsi al Museo di Bassano” ripete un format che è stato già presentato l’anno scorso, per quanto il gradimento espresso dal pubblico ne giustifichi ampiamente la riproposizione.
Entrambe le iniziative, che sono quelle più degne di nota del nuovo programma dei Musei Civici, rappresentano quindi l’edizione 2024-25 di un déjà vu.
Ergo: non c’è ancora un’impronta del nuovo corso dell’assessorato di riferimento.
Restiamo pertanto in attesa di vedere che cosa di nuovo - nel senso di innovativo nella progettualità rispetto ai programmi del recente passato - verrà proposto nel secondo semestre del 2025 dal calendario degli eventi espositivi e culturali del Museo, che non può prescindere dalla volontà e dalla programmazione politica dell’amministrazione comunale.
Con il programma 2024-25 dei Musei Civici di Bassano del Grappa presentato oggi, l’assessore alla Cultura può cominciare ad ornare la sua attività, finora spoglia di iniziative di rilievo, con qualcosa di concreto e può indossare una collanina di Giada.
Non una collana, diciamo una collanina.
Spetterà a lei, nella misura in cui saprà gestire il suo referato, fare in modo di trasformarla in collana ma senza perdere le perline per strada.

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