Alessandro TichAlessandro Tich
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Urla, proteste, contestazioni. In un tumultuoso clima da corrida, il resoconto dell’assemblea di quartiere XXV Aprile contro i compattatori. Una serata da incubo per il sindaco Finco e il presidente di quartiere Giangregorio

Pubblicato il 25-09-2024
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Ore 20. Le otto di sera.
A las ocho de la tarde, la Plaza de Toros della sede del comitato di quartiere XXV Aprile si riempie in ogni ordine di posti, tra file di sedie e di panche laterali più la gente che rimane in piedi, per l’inizio dell’assemblea straordinaria dei residenti del quartiere, richiesta dal comitato spontaneo “No compattatori quartiere XXV Aprile”, contro l’ecopiazzola di Etra in costruzione a poche decine di metri di distanza.
È l’ora X, o per meglio dire l’ora XXV, in cui tutti i nodi della questione dovranno venire al pettine.

L’assemblea approva il documento di richieste al sindaco e al presidente di Etra (foto Alessandro Tich)

Per l’amministrazione comunale e la sua maggioranza arrivano il sindaco Nicola Finco, l’assessore Andrea Viero e il consigliere comunale Paolo Bertuzzo, quest’ultimo in doppia veste: è infatti il responsabile dei servizi di raccolta porta a porta dei rifiuti di Etra, che si svolgono nel territorio di competenza della multiutility che si estende, come poi spiegherà, “dall’Altopiano di Asiago ai Colli Euganei”.
In mezzo al pubblico siedono già i consiglieri di minoranza Roberto Campagnolo e Riccardo Poletto.
Più tardi si aggiungeranno i loro colleghi di maggioranza Stefano Giunta e di minoranza Paolo Retinò, che lo scorso 13 settembre si sono recati assieme a Campagnolo alla sede di Etra a Cittadella nella nota trasferta mirata a sondare con i tecnici della società la possibilità di salvare il salvabile.
Sparsi in mezzo alla platea ci sono anche alcuni componenti del gruppo “No Eco” di quartiere San Vito, volti oramai noti a chi, come il vostro umile cronista, segue da settimane gli sviluppi del caso delle due ecopiazzole di Etra a Bassano.
Siamo tutti qui, insomma.
Tutti insieme clamorosamente, nel senso letterale dei clamori che si scateneranno per tutto il tempo dell’incontro.

L’intervento di esordio dell’assemblea spetta a chi l’ha richiesta e cioè a Flavia Bernardi, la portavoce del comitato “No compattatori” e promotrice della raccolta firme contro l’intervento che ha raccolto oltre 500 adesioni.
La referente dei residenti legge un documento rivolto al sindaco, al presidente di Etra e al presidente del consiglio di quartiere, che chiede innanzitutto “l’immediata sospensione dei lavori di realizzazione dell’ecopiazzola avviati dalla società Etra Spa, in assenza di preventiva e specifica informazione e condivisione con la popolazione interessata” e “la conseguente rimessa in stato di ripristino dell’area interessata ai lavori e la revoca della concessione in comodato d’uso gratuito da parte del Comune di Bassano alla società Etra Spa dell’area suddetta.”
Il documento chiede inoltre al sindaco e al presidente di Etra Spa, “a conferma delle reiterate dichiarazioni pubbliche” rese in merito, il rilascio di una dichiarazione congiunta contenente l’impegno di Etra Spa “a mantenere il servizio di raccolta rifiuti porta e porta” in tutta l’area interessata “almeno fino alla scadenza dell’incarico quindicennale alla società Etra Spa relativo alla raccolta e smaltimento rifiuti nel Comune di Bassano del Grappa”.
Si chiede infine “che la presente richiesta sia sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria in corso” e immediatamente inviata dal consiglio di quartiere al sindaco di Bassano e al presidente di Etra.
Fine della lettura del documento. Applausometro del pubblico alle stelle.

Segue il momento mitologico delle dodici fatiche di Nicola Giangregorio.
Il presidente del comitato di quartiere XXV Aprile ripercorre infatti, o perlomeno tenta faticosamente di ripercorrere, con l’aiuto di alcune slides, gli antefatti della vicenda ecopiazzola.
Un excursus dalle origini del progetto, che risalgono al 2016 (con la prima proposta dei compattatori nei quartieri San Vito, XXV Aprile e Rondo Brenta, approvata solo da quest’ultimo) quando il comitato di quartiere “aveva detto di no”, fino agli ultimi sviluppi del dicembre 2023, riguardanti la decisione del Bacino Brenta per i rifiuti di collocare l’ecopiazzola vincolata dai finanziamenti PNRR laddove è adesso in costruzione e che comprendono anche una richiesta del comitato di quartiere, respinta “per motivi tecnici” dal funzionario del Comune, di spostare il sito in un terreno più decentrato in strada Rivana.
Ma il pubblico si innervosisce e Giangregorio viene costantemente interrotto dalle urla degli astanti: “Veloce!”, “Basta!”.
La bagarre raggiunge l’apice quando l’uomo delle dodici fatiche ricorda l’assemblea dello scorso 4 marzo in cui è stato presentato il progetto dell’ecopiazzola, rispetto al quale “non era più possibile fare niente”.
E via con i contrattacchi dal pubblico: “Già tutto deciso!”. “La tua idea è cambiata da dicembre al 4 di marzo!”. “Dimissioni!”.
Maurizio Franchetti, un residente che si presenta con nome e cognome, legge a sua volta due fogli che ripercorrono le varie anomalie di comunicazione del comitato di quartiere prima e dopo l’assemblea del 4 marzo, convocata senza ordine del giorno e senza quindi informazione preventiva ai cittadini dell’inserimento del progetto ecopiazzola tra gli argomenti trattati.
“Coinvolgimento e informazione preventiva “zero”- incalza Franchetti -. Esigiamo che il sindaco, che ha detto che i residenti sono stati precedentemente informati, chieda scusa per aver dichiarato fatti non corrispondenti al vero.”
Poi aggiunge: “Chiedo la sfiducia totale al consiglio di quartiere.”
Ovazione generale. Le scuse del sindaco non arriveranno.

Nel corso degli interventi, il linguaggio del corpo di Nicola Finco, che per il momento sta ad ascoltare, ne evidenzia la tensione: mano appoggiata sul mento, sguardo preoccupato, piede che batte nervosamente sotto il tavolo.
La patata bollente passa a Paolo Bertuzzo che interviene come funzionario di Etra e cerca di spiegare i vantaggi dei compattatori, aizzando inevitabilmente l’arena per quanto intenda “parlare solo di aspetti tecnici e non entrare nelle polemiche”.
“Nel momento in cui non vengono fatte - afferma a un certo punto Bertuzzo in merito alle due ecopiazzole di Bassano e ai relativi finanziamenti PNRR - si perdono 300mila euro di qua e 300mila euro di là.” Grida di contestazione.
Arriva quindi il momento del sindaco Finco che tenta di prendere il toro per le corna.
“Questa questione è nata male e sta finendo peggio”, esordisce.
Riferisce che la prima cosa che ha fatto da sindaco è stata “prendere in mano il tema ecopiazzole, per prima quella di San Vito, poi è scoppiato il malumore del XXV Aprile e posso capirlo.”
Ma riguardo alla delibera del 14 marzo della giunta precedente di autorizzazione alla realizzazione delle due ecopiazzole aggiunge:
“Per annullare questo atto dovrei fare un altro atto con la conseguente rinuncia dei 600mila euro da parte della società che ha già fatto investimenti e spese per i quali andrebbe a rivalersi sul Comune di Bassano, perché in questo caso ci sarebbe il dolo.”
“El fa anca la vittima!”, commenta una gentile signora seduta dietro di me.
Poi Finco rimarca le difficoltà in prospettiva della raccolta porta a porta:
“Etra fa sempre più fatica a trovare personale che si svegli ogni mattina alle 4 per fare il porta a porta. Questa è la realtà. Oggi è impossibile cambiare questa situazione.”
Buuum! L’assemblea disapprova.

Roberto Campagnolo chiede la parola e, tra le altre cose, rivela che la delibera del 2022 del Consiglio di Bacino per i rifiuti sulle proposte di intervento a seguito dei finanziamenti PNRR “non dà un’indicazione puntuale dei siti dove collocarle”.
“È in un’istruttoria di inizio 2024 dell’Area Urbanistica e dell’Area Ambiente del Comune di Bassano - rivela ulteriormente - che spuntano i nomi di quartiere San Vito e quartiere XXV Aprile.”
“La scelta di fare i compattatori è motivata dal vantaggio economico - puntualizza -. Ma tenendo in piedi anche la raccolta porta a porta, è chiaro che il vantaggio economico non può reggere.”
“Quando sono andato a Cittadella coi colleghi Giunta e Retinò - è la Terza Rivelazione di Campagnolo - i referenti di Etra ci hanno detto che sulla questione, se motivata da cause di forza maggiore, si può discutere. L’opposizione dei cittadini al progetto è una causa di forza maggiore.”
Applausometro nuovamente alle stelle.
Nicola Finco la prende come una sfida.
“A Cittadella per bloccare l’intervento il cavillo non l’hanno trovato e adesso invocano le cause di forza maggiore - sbotta il sindaco -. Domani porterò avanti la richiesta di riconsiderare la questione per cause di forza maggiore, ma solo previo il parere di uno studio legale esterno.”

Tra le proteste dei residenti e gli interventi dei politici, l’assemblea prosegue in ordine concitato e sparso.
Il consigliere regionale di Europa Verde Renzo Masolo, sopraggiunto nel frattempo, rivolgendosi al sindaco conquista un’altra dose di applausi:
“Si sbaglia una volta, perseverare è diabolico. L’evidenza è che la popolazione è fortemente contraria a questo intervento. Di cosa avete ancora bisogno per capire di bloccare questo progetto?”.
“È facile fare proclami per chi non ha responsabilità politica”, replica un Nicola Finco accerchiato dagli Apaches.
Riccardo Poletto: “Dispiace che dopo due ore vado a casa con due punti di domanda. Il primo è: che senso ha spendere 300mila euro del PNRR per l’ecopiazzola, che non sono un regalo ma che dovremo restituire, e continuare con la spesa corrente della raccolta porta a porta, più la spesa corrente dei camion che vanno a svuotare i compattatori?”.
“Il secondo - prosegue Poletto - è: chi ha deciso la collocazione delle due ecopiazzole? Al Consiglio di Bacino non sono dei fantasmi, sono sette sindaci e assessori eletti dai loro colleghi. Per decidere di fare due impianti di compattatori a Bassano hanno dovuto chiederlo al Comune. L’assessore Viero, l’assessore Zonta e il consigliere Bertuzzo facevano parte anche della passata amministrazione. È qui il corto circuito.”
Sitting ovation dei partecipanti all’assemblea.
Replica Paolo Bertuzzo: “Il Consiglio di Bacino ha chiesto a tutti i Comuni se avevano dei progetti già preparati. Il Comune di Bassano ha tirato fuori dal cassetto due progetti che c’erano già”.
“Già bocciati dalla popolazione!”, tuona qualcuno dal pubblico, riferendosi al precedente del 2016.
Ecco l’ennesima rivelazione della serata. Ma “chi” sia stato a tirare fuori i due progetti dal cassetto rimane ancora un mistero.

Verso l’infinito e oltre il limite delle ore 21.30 l’assemblea di quartiere, che non risparmia frecciate anche all’assessore Viero mentre parla degli altri interventi previsti nel parco dell’ecopiazzola, comincia ad assumere l’indefinito brusio della confusione.
Il consigliere comunale Paolo Retinò fa ancora in tempo a dichiarare che la trasferta alla sede di Etra a Cittadella “non è stata compiuta per cercare cavilli ma per cercare una soluzione”.
“Il presupposto istruttorio di tutti i documenti che ci hanno mostrato - notizia esclusiva di Retinò News - è che il porta a porta non ci sia.”
Arriva finalmente anche il momento dell’atto richiesto all’inizio dell’assemblea e che tra i vari interventi al microfono o a viva voce e tra un battibecco e l’altro è stato continuamente rinviato: la messa ai voti del documento di richieste al sindaco e al presidente di Etra esposto da Flavia Bernardi.
Il documento viene approvato da una selva di mani alzate.
Quando le 22 (ora prefissata per la conclusione) sono già passate da un pezzo il presidente di quartiere Giangregorio chiude l’assemblea, decretando la temporanea cessazione delle ostilità.
Ma la sala non si svuota: vari capannelli di cittadini si fermano ancora a discutere sulla contestata questione.
Cala così la tela su una serata da incubo per i due Nicola, Finco e Giangregorio, al termine di un duro confronto che ha sancito la collettiva e granitica opposizione dei residenti del quartiere contro l’ecopiazzola, in un tumultuoso clima da corrida.
Piazzola de Toros.

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