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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Celi dell’universo
All’ex scuola primaria di Marchesane la nuova sede dell’Associazione Oncologica San Bassiano, messa gratuitamente a disposizione dall’amministrazione Pavan. In 11 stanze concentrate tutte le attività a supporto dei pazienti oncologici del territorio
Pubblicato il 14-03-2024
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“Vi dico grazie, da qua all’universo.”
Gianni Celi, carissimo collega e decano del giornalismo bassanese, presidente dell’Associazione Oncologica San Bassiano OdV, esprime con queste parole la sua gratitudine al sindaco Elena Pavan e alla sua amministrazione per il grande regalo fatto all’associazione che si occupa esattamente da vent’anni dell’assistenza e del supporto ai pazienti oncologici del nostro territorio.
Celi dell’universo.

Giovannella Cabion, Dina Faoro, Elena Pavan, Gianni Celi, Elena Pasquin (foto Alessandro Tich)
Il regalo in questione è la nuova sede della benemerita Organizzazione di Volontariato che sarà ufficialmente inaugurata dopodomani, sabato 16 marzo, alle ore 11.
Si tratta dell’intero edificio della ex scuola primaria Papa Giovanni XXIII in strada Rolandi a Marchesane, chiusa un anno fa col trasferimento degli alunni nella vicina scuola media.
L’amministrazione comunale, proprietaria dello stabile, lo ha concesso in comodato d’uso gratuito per 15 anni all’Associazione Oncologica che qui potrà finalmente svolgere, in un unico e accogliente spazio, tutte le sue plurime attività.
La nuova sede realizza il grande sogno di un luogo interamente dedicato, con spazi adeguati, alle esigenze dell’associazione.
Negli anni la San Bassiano OdV ha incrementato notevolmente le attività legate al miglioramento della qualità della vita del malato e della sua famiglia, tanto che la storica sede di via Calibri a San Giuseppe di Cassola da tempo non era più sufficiente ad ospitarle tutte, costringendo il direttivo ad affittare altrove dei locali esterni.
Dopo un intenso lavoro di riqualificazione, a spese dell’associazione per un impegno di 50.000 euro, l’ex scuola elementare di Marchesane è diventata così la “grande casa” di incontro e di comunità per i pazienti oncologici, che qui possono usufruire dei diversi servizi messi loro a disposizione in forma totalmente gratuita.
L’importante novità viene annunciata in una conferenza stampa nella nuova sede, con l’intervento del sindaco Pavan e dei tre referenti dell’Associazione Oncologica: oltre al presidente Gianni Celi, la vicepresidente Dina Faoro ed Elena Pasquin, psicologa nonché pietra miliare in campo operativo del meritevole sodalizio.
Assieme alla prima cittadina Elena Pavan c’è la fedelissima assessora alla Cultura Giovannella Cabion, che in quanto insegnante, anche se di scuola superiore, all’interno delle aule s’illumina d’immenso.
Ma - udite udite - c’è anche l’assessore all’Urbanistica Andrea Viero, che gioca in casa perché è di Marchesane.
Ma Viero è anche il segretario politico della Lega di Bassano, nell’occhio del ciclone per l’accordo elettorale stretto in autonomia con Forza Italia e con la DC e ai ferri corti col sindaco Pavan per le estenuanti vicende sulla scelta del candidato sindaco della centrodestranovela bassanese.
Prima di parlarvi della nuova sede dell’Associazione Oncologica San Bassiano, non posso non fare un’annotazione politico-cronistica riguardante la “prossemica” e cioè la comunicazione, sia verbale che in questo caso non verbale, basata sulla distanza tra le persone.
Viero partecipa infatti alla conferenza stampa, senza parlare, ma si siede distaccato all’estremità opposta del tavolo rispetto al sindaco.
Poi non può sottrarsi - invitato dal sindaco - a una foto di gruppo degli amministratori comunali con i referenti dell’associazione, da seduti, ma anche in questo caso si siede al lato estremo.
Infine, prima della visita alla nuova sede dell’associazione con le ulteriori e immancabili foto di rito, prende la porta e se ne va per altri impegni, dando appuntamento al sindaco alla seduta di giunta di questo pomeriggio.
La sua è stata pertanto una presenza-non presenza, in modalità toccata e fuga.
Per la serie: Viero ma non vi ero.
La nuova sede della San Bassiano OdV si estende sui due piani del già edificio scolastico, con le aule trasformate in ben 11 stanze dedicate alle attività.
Al primo piano, di fianco all’entrata, c’è la cucina che è anche un luogo di ritrovo, utile inoltre per ospitare alcuni corsi gratuiti di cucina seguiti dalle e dai pazienti.
C’è poi una palestra attrezzata allo scopo e destinata alle attività di yoga della risata, ginnastica funzionale, biodanza, pilates e anche all’allenamento della squadra femminile di “dragon boat” (canoa fluviale) de Le Brentane.
Ci sono inoltre due studi. Il primo, che funge anche da segreteria, è adibito alle attività di psicoterapia, sessuologia clinica e consulenza nutrizionale. Il secondo è invece dedicato alla psicoterapia, al gruppo di automutuoaiuto, alla consulenza fisioterapica e ad altre consulenze specialistiche.
Sempre al primo piano trovano posto la “stanza della creatività” per arteterapia, uncinetto e altre attività artistiche e, infine, due locali “punto X punto” dedicati alla sartoria.
Salendo le scale si scoprono altre cose interessanti. Al piano rialzato si trovano una stanza riservata alla squadra delle Brentane, il laboratorio di bricolage “Le creative” e una stanza dedicata alle attività di rilassamento e riabilitazione.
C’è persino il magazzino delle stoffe, con una messe di rotoli di tessuti di tutti i tipi e di tutti i colori, donati all’associazione da alcune aziende del settore tessile: è la materia prima per le creazioni di sartoria delle artiste del taglio e cucito che qui possono liberamente usufruire del loro nuovo atelier.
Completa il tutto l’ampio giardino esterno con orto annesso per l’ortoterapia: un importante spazio terapeutico che ospiterà gran parte delle attività riabilitative durante la bella stagione.
“Nell’attività dell’Associazione Oncologica San Bassiano c’è tanta sostanza che parte dalla base, da ciò che è medico - esordisce in conferenza stampa il sindaco Elena Pavan -. Questo spazio importante, di proprietà del Comune, si riempie nuovamente di vita. Chiudere una scuola non fa mai stare bene, questa è una cosa buona anche per il quartiere.”
Dopo aver spiegato le destinazioni delle varie stanze della nuova sede, il presidente Gianni Celi sottolinea: “Tutte queste attività le facevamo in giro, prendendo i locali in affitto. Ora potremo erogare tutti i servizi in un unico luogo.”
“Siamo qui da dieci giorni - afferma la vicepresidente Dina Faoro - ma questa è già diventata casa, per noi e per tutte le persone che vengono.”
La psicologa Elena Pasquin fornisce infine i numeri che danno la dimensione dell’impegno operativo della associazione.
L’Oncologica San Bassiano OdV ha attualmente in carico 180 pazienti, in gran parte donne. Lo svolgimento quotidiano delle attività è organizzato in gruppi di 15-20 persone a gruppo, in contemporanea.
Sono in aumento le persone che accedono ai servizi professionali e in particolare gli uomini che si rivolgono alle consulenze specifiche per il trattamento pre e post operatorio alla prostata. In aumento anche le persone in età oncologicamente giovane, dai 30 ai 45 anni. L’associazione segue purtroppo anche qualche bambino, con attività di supporto ai minori e alle loro famiglie.
Una presenza sul territorio quanto mai poliedrica: tutte le mattine dalle 8 alle 13 i volontari della San Bassiano OdV, che affiancano l’attività dei professionisti coinvolti, svolgono il servizio di front office al Day Hospital oncologico dell’Ospedale San Bassiano.
L’associazione fornisce all’Ospedale anche una data maganer: il suo compito è quello di reperire farmaci non di uso comune, dati ad Ospedali particolari, nel caso in cui questi possano essere utili a qualche paziente oncologico compatibile con i farmaci stessi.
Il tutto, come sempre, a carico dell’associazione.
Ogni anno, l’Associazione Oncologica San Bassiano spende per l’insieme delle sue attività una media di 130-140.000 euro.
Neanche un centesimo proviene da contributi pubblici: tutti i soldi, come rimarca il presidente Celi, “arrivano dalla generosità delle persone”.
“Noi operiamo solo per i pazienti del Bassanese e dell’Altopianese - continua -. Per cui se qualcuno ci chiede come vengono usate le risorse, noi rispondiamo che vengono tutte impiegate nel nostro territorio.”
Ed è così che in quella che è stata una scuola elementare, oggi suona la campanella per l’inizio di una lezione di vita.
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