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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Un caffè di traverso
Vittorio Sgarbi sul nuovo CdA di Fondazione Canova e sul suo presidente in pectore, l’industriale del caffè Massimo Zanetti: “Respingo i ringraziamenti del sindaco di Possagno che ha nominato il corteo funebre del museo”
Pubblicato il 17-02-2024
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Dunque, dove eravamo rimasti?
Ah, sì: alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Canova onlus di Possagno, come dal mio precedente articolo “Post Sgarbum”.
Il sindaco di Possagno Valerio Favero ha provveduto alla designazione della nuova squadra di amministratori dell’ente che gestisce l’attività del Museo e Gypsotheca Antonio Canova, della quale - oltre al sindaco stesso - fanno parte Elisa Basso, Marco Comellini, Isabella Finato, Gianantonio Tramet, Alessandro Vardanega e colui che può essere ragionevolmente indicato come il presidente in pectore del CdA Massimo Zanetti.

Il sindaco di Possagno Valerio Favero con l’allora presidente di Fondazione Canova Vittorio Sgarbi (archivio Bassanonet)
Quello di Zanetti, che risiede ad Asolo, non è un nome qualsiasi: si tratta infatti del fondatore e proprietario dell’azienda di lavorazione del caffè Segafredo Zanetti e, tra le altre cose, è anche il proprietario e azionista di maggioranza della Virtus Pallacanestro Bologna.
Un grande imprenditore a capo della fondazione culturale, e non a caso.
“Abbiamo voluto conferire al nuovo Cda un taglio manageriale - ha dichiarato il sindaco Favero - che sappia ottimizzare le risorse interne ed esterne attraverso una programmazione attenta e pianificata che porti a risultati strutturali tesi a consolidare e rafforzare il nostro Museo.”
Nel comunicato stampa di annuncio della nomina del nuovo Cda non sono mancati i ringraziamenti del sindaco all’ex presidente di Fondazione Canova prof. Vittorio Sgarbi, al centro in realtà di un’uscita di scena da Possagno piuttosto controversa.
Queste le sue parole:
“Un grazie particolare va all’on. Vittorio Sgarbi per le tante attività svolte e per aver acceso un riflettore sulla nostra realtà museale che oggi più che mai ha raggiunto livelli altissimi di visibilità nazionale e internazionale.”
Come ho scritto nel precedente articolo, sembra quasi una dichiarazione di rito del presidente di una società di calcio, riguardante l’allenatore appena esonerato.
E a quanto pare, ho colto nel segno.
Questo pomeriggio mi è arrivata direttamente su WhatsApp una dichiarazione di Vittorio Sgarbi che respinge i ringraziamenti del sindaco di Possagno.
Il quale, secondo il critico d’arte, “ha nominato il corteo funebre del museo” con la prospettiva che “la Gypsoteca diventerà un cimitero”. Non manca un ironico riferimento all’attività imprenditoriale del presidente designato: “Il Cda, con un buon caffè, penserà di contrastare il letargo cui è condannato.”
Come dal testo che segue.
DICHIARAZIONE DI VITTORIO SGARBI
Respingo i ringraziamenti del sindaco di Possagno che ha nominato il corteo funebre del museo, sottospecie di un Cda, che non avrà alcuna agibilità, per una istituzione che si è proiettata nel mondo con il memorabile comitato di studi che ha dato lustro alle iniziative del centenario: Francesco Leone, Peter Glidewell, Stefano Grandesso, Tommaso Feruda, Chiara Casarin e Martina Massaro.
Ognuno di loro ha dato il contributo della sua competenza, rinnegato senza ringraziamenti.
Come avevo spiegato al sindaco, mio collega, l’autonomia da me garantita al museo sarà totalmente subordinata alla vigilanza severa e non complice della Soprintendenza.
La Gypsoteca diventerà un cimitero. E il Cda, con un buon caffè, penserà di contrastare il letargo cui è condannato.
Come nel Gattopardo, al sindaco vicepresidente, potrò dire: “Te l’avevo detto”
Complimenti al mio successore designato, Massimo Zanetti.
La linea d’ombra continua.
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