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Variante urbanistica produttiva a San Lazzaro: con una lettera protocollata a sindaco e assessore, assieme a quartiere San Lazzaro prendono posizione congiunta di netta contrarietà anche i quartieri Pre’, Santa Croce e Merlo

Pubblicato il 22-10-2022
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Variante produttiva a San Lazzaro.
Se ne torna a parlare sul fronte del movimento cittadino che si oppone alla costruzione di capannoni nelle due aree attualmente ad uso agricolo oggetto delle richieste di lottizzazione presentate, rispettivamente, dal pool MEB/AGB/Brunello Salumi e da Pengo.
La novità è costituita dal fatto che l’opposizione ai due progetti si allarga anche ai tre quartieri di Bassano contermini all’area interessata dalle due istanze urbanistiche: Pre’, Santa Croce e Merlo.

Uno scorcio dell'area di San Lazzaro (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

Ieri mattina i quattro consigli di quartiere hanno protocollato in municipio una lettera indirizzata al sindaco Elena Pavan e all’assessore all’Urbanistica Andrea Viero, che riportiamo integralmente di seguito:

CONSIGLI DI QUARTIERE SAN LAZZARO, PRE’, SANTA CROCE E MERLO

Ill.mi Sig.ri

Sindaco del Comune di Bassano del Grappa Elena Pavan
e Assessore urbanistica e ambiente Andrea Viero
Via Matteotti,39
36061 Bassano del Grappa (VI)

Oggetto: Lottizzazione San Lazzaro comparti Meb/AGB/Brunello e Pengo

La lottizzazione di San Lazzaro, così come voluta e progettata dalle ditte interessate AGB/Meb/Brunello da una parte e Pengo dall’altra, è oggetto di acceso di battito tra chi è favorevole all’intervento e chi ne è nettamente contrario.
La voce dei cittadini di Bassano del Grappa, per il tramite dell’intercomitato dei quartieri, ha già espresso la propria contrarietà alla trasformazione dell’area agricola di San Lazzaro in area produttiva, ma i quartieri di San Lazzaro, Prè, Santa Croce e Merlo, che rappresentano i cittadini direttamente coinvolti dall’intervento, vogliono nuovamente porre l’accento sulla questione alla luce anche delle ultime esternazioni di associazioni di categoria e di assessori regionali i cui pareri favorevoli risultano basati su principi teorici totalmente avulsi dalla realtà dei fatti e dei luoghi.
Le problematiche che la lottizzazione comporterebbe sono molteplici, motivo per cui i cittadini ne hanno più volte richiesto, in varie forme e diversi momenti, maggiori informazioni cogliendo che tale pianificazione urbanistica non si risolve in una faccenda di “verde” o “non verde”, ma consiste nella visione di un “ecosistema sociale” che interconnette diverse variabili, dal consumo di suolo ai flussi di traffico, dai servizi agli spazi di socialità.
I nostri quartieri hanno già dato molto alla città accogliendo per il bene comune la discarica, il depuratore, fabbriche e concerie, SPV, in Quartiere San Lazzaro e Pre’, SPV, centri commerciali Grifone ed Emisfero e Pengo spa Logistica nei quartieri Merlo e Santa Croce che sono causa di traffico ordinario e pesante e di inquinamento atmosferico ed acustico con tutte le conseguenze immaginabili, a scapito di salute, sicurezza e tranquillità.
Poiché ogni principio generale deve essere applicato al caso concreto, ci si chiede se chi vede favorevolmente ed appoggia le costruzioni di nuovi capannoni industriali, oltretutto nelle dimensioni progettate e richieste, basandosi sui principi che “il territorio deve attirare investimenti” e “le aziende che investono creano posti di lavoro”, abbia anche solo immaginato o visualizzato quali problematiche comporterebbe la loro realizzazione a San Lazzaro ed ai quartieri vicini.
Chi avvalla i nuovi interventi sul presupposto che creeranno posti di lavoro (non si sa come e non si sa quanto dal momento che almeno un comparto sarebbe esclusivamente di logistica), sa che la maggior parte delle aziende già radicate nel territorio dei nostri quartieri cerca lavoratori e non ne trova?
Chi ha prospettato un basso impatto degli interventi sulla viabilità ha mai avuto il piacere di percorrere Strada Cartigliana e Viale De Gasperi per recarsi al lavoro o per portare i propri figli in orario a scuola? Un’ulteriore congestione di traffico renderebbe intollerabilmente lungo il tragitto ed aumenterebbe in maniera consistente l’inquinamento per i residenti frontisti le strade.
Chi sostiene che i capannoni saranno costruiti con le più moderne tecniche a basso impatto ambientale ha una vaga idea del danno al territorio che realmente causerebbero? Senza contare la palese contraddittorietà tra le dichiarazioni di principio della legge regionale per il contenimento del consumo di suolo, ispirata ad una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali, e le relative deroghe che si vorrebbero concedere.
C’è da chiedersi se una società che cementifica ancora il proprio suolo sia destinata a progredire o piuttosto a recedere in considerazione del fatto che il suolo è un elemento che non si rigenera.
Chi è favorevole alla trasformazione ambientale ha mai pensato che trasformare un quartiere significa snaturarlo e fargli perdere la propria identità?
Moltissime persone hanno scelto i nostri quartieri come luogo deputato a far crescere le proprie famiglie proprio per l’ambiente che offrono; ogni giorno qualcuno cerca casa qui, in questi quartieri che grazie ai loro spazi hanno saputo arginare il danno di una socialità repressa dalla pandemia.
Ci preme infine sottolineare che autorizzare anche solamente una delle due lottizzazioni darebbe adito ad ulteriori richieste future di lottizzazione per trasformazioni di zone produttive che sarebbero difficilmente contestabili.
In un momento storico come quello attuale si auspica che l’amministrazione comunale, nella conferenza dei servizi che si appronta ad affrontare per decidere il destino di un intero quartiere ponga a fondamento della propria decisione, oltre che regole tecniche e giuridiche, il comune sentire ed il benessere dei propri cittadini.

Firmato: i presidenti di

Consiglio di Quartiere San Lazzaro
Consiglio di Quartiere Pre’
Consiglio di Quartiere Santa Croce
Consiglio di Quartiere Merlo

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