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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Riccardo Cuor di Cestino
In centro a Bassano sostituiti i vecchi cestini per le immondizie con quelli nuovi dal look unificato. Incontro col consigliere di maggioranza Riccardo Torre, delegato al centro storico e coordinatore operativo dell’intervento
Pubblicato il 08-08-2022
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Tra i tanti articoli che scrivo, spero che non vogliate cestinare proprio questo.
Ci sono tante altre cose da buttare via mentre ci si trova in centro storico a Bassano: cartacce, bottigliette, rimasugli di street food, sacchetti con le deiezioni dei cani (mi raccomando), mozziconi di sigarette (mi raccomando ancora di più) e via lordando.
Una città frequentata come la nostra produce movimento ma produce anche scoasse: qualcuno tuttavia non se ne cura e abbandona le sue immondizie liberamente sulla strada.

Il consigliere Riccardo Torre accanto a uno dei 173 nuovi cestini (foto Alessandro Tich)
Accade soprattutto nei fine settimana, confermando l’eterna teoria secondo la quale la madre dei maleducati - o, se preferite, degli incivili - è sempre incinta.
Ma la maggior parte delle persone, per fortuna, porta con sé la buona educazione e rispetta la regola di eliminare i propri rifiuti nei contenitori preposti allo scopo.
Ed ecco che, per venire incontro alle esigenze del decoro cittadino, arriva in aiuto il nostro nuovo eroe della storia locale: Riccardo Cuor di Cestino.
Che altri non è che Riccardo Torre, noto commerciante in quel di Angarano in zona Ponte nonché consigliere comunale di maggioranza (gruppo consiliare #PavanSindaco) con delega al centro storico, che su incarico dell’amministrazione ha preso a cuore l’operazione di rinnovamento di uno degli elementi principali dell’arredo urbano: i cestini della città. L’intervento, coordinato operativamente da Torre e da lui gestito assieme all’altro consigliere di maggioranza Paolo Bertuzzo (Lega) su input dell’assessore al Decoro e Arredo Urbano Andrea Viero, è consistito nella sostituzione dei vecchi cestini che si presentavano nelle forme, nelle fogge e nei materiali più diversi, alcuni dei quali risalenti addirittura agli anni ‘80. Ci sono anche altri aspetti da migliorare nell’immagine della città, ma la priorità è stata data ai contenitori per i rifiuti.
“I cestini erano una delle cose più brutte dell’ambiente cittadino - spiega Riccardo Torre -. Stili differenti e una brutta disposizione chiamavano vendetta. Per questo è stata la prima cosa che abbiamo fatto.”
Ora in centro storico, primo quartiere interessato all’intervento assieme a una parte del quartiere Angarano, i cestini sono tutti uguali: look uniformato, in metallo grigio, finitura in antracite, design essenziale, forma rettangolare, con posacenere e raccoglitore di mozziconi in cima.
I nuovi contenitori per le immondizie sono in tutto 173. Sembrano tanti, ma in realtà sono diminuiti rispetto a quelli che c’erano prima. È stata infatti compiuta una “riottimizzazione” degli spazi in base alla lunghezza delle vie. In viale Chilesotti ossia nel viale della stazione, ad esempio, prima i cestini erano 11: ora ne sono collocati 7.
Sono stati prodotti dalla ditta Urbantime di Vittorio Veneto, sono riparabili e riverniciabili e sono stati concepiti secondo le linee guida del decoro urbano del Comune: un prodotto di qualità ma a costo contenuto, niente design eccessivi ma preferenza per una linea classica, niente legno che richiederebbe una periodica manutenzione.
Una novità che, a quanto pare, sta portando i suoi frutti.
“Diciamo solamente una cosa - sottolinea il consigliere delegato -. L’Etra mi ha comunicato in via informale che rispetto a prima ci sono il 70% di sigarette in meno per terra. Dunque la città è più pulita oltre che ecologica, perché sappiamo benissimo quanto impatta una sigaretta gettata per terra.”
Non si è trattato comunque di un intervento concretizzato nel giro di un mattino.
Torre rivela di starci dietro già da un paio d’anni, dopo aver compiuto la mappatura preliminare di tutti i vecchi cestini, con la diretta collaborazione e soprattutto col compromesso storico (essendo entrambi, per così dire, non allineati con la componente politica dell’attuale amministrazione) dei presidenti dei quartieri Centro Storico e Angarano Marco Gasparotto e Gianni Castellan.
“L’intervento di sostituzione dei cestini non si fermerà al centro storico - anticipa Riccardo Torre a Bassanonet -. Questo progetto è nato per tutta la città. Non esistono quartieri di Serie A e quartieri di Serie B, ma esiste tutta la città. È logico che la prima parte da considerare era il centro perché è quella sotto gli occhi di tutti ed è il nostro biglietto da visita, ma nel futuro andremo per step.”
Ma Riccardo Cuor di Cestino, il nuovo eroe del decoro cittadino, non si ferma qui.
Il piano dell’amministrazione comunale in materia, di cui lui è il referente operativo, prevede infatti la riqualificazione (sostituzione con nuove soluzioni progettuali uniformate) di altri elementi dell’arredo urbano: le panchine, le fioriere, i portabici o rastrelliere per biciclette che dir si voglia, persino le bacheche per gli annunci funebri.
Per la serie: vita, morte e miracoli.
Nel percorso per l’attuazione del programma (so che sembra una frase un po’ da pianificazione sovietica, ma mi è venuta così), e sempre allo scopo di trovare le soluzioni più condivise, Torre ha già coinvolto i più diversi portatori di interesse.
Tra questi: Bassano Accessibile, FIAB Bassano, consigli di quartiere Angarano e Centro Storico, associazioni di categoria (Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), Pro Bassano, Etra, Sis, Magazzino comunale. Ma non mancano anche il manager di distretto Giacomo Pessa, due società di promozione del ciclismo e una nota impresa di onoranze funebri. Diciamo pure che tutto l’arco dell’esistenza terrena è ben rappresentato.
Dovrebbero scaturirne, nel prossimo futuro, gli elementi del new look dell’arredo urbano che verrà. Potremo così parcheggiare la bici, sedere su una panchina, osservare le fioriere, gettare la cicca dove si deve gettarla e guardare gli annunci di chi purtroppo se ne andato con la netta impressione di trovarci all’interno di un sistema coordinato.
Con un coordinaTorre così, potrebbe realmente accadere.
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