Alessandro TichAlessandro Tich
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Variante produttiva San Lazzaro: lettera ufficiale dell’Intercomitato dei Quartieri di Bassano. “I Presidenti ribadiscono la loro contrarietà al consumo di aree verdi a destinazione agricola per l’edificazione di capannoni”

Pubblicato il 18-07-2022
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Tutti per uno. E anche uno per tutti, naturalmente.
I nuovi moschettieri della situazione sono i quartieri della città di Bassano del Grappa, che tramite una nota dell’Intercomitato dei Quartieri esprimono e ribadiscono la loro contrarierà al progetto di lottizzazione produttiva in quartiere San Lazzaro, nell’area attualmente ad uso agricolo Rambolina / Riva Bianca.
La presa di posizione giunge a seguito della riunione dell’Intercomitato svoltasi lo scorso 27 giugno nella sede di quartiere San Lazzaro, con l’intervento di 16 quartieri su 22 rappresentati dai rispettivi presidenti o loro delegati.

Veduta parziale dell’area di San Lazzaro interessata dalla proposta di variante urbanistica (foto Alessandro Tich)

Ne è scaturita una lettera ufficiale dell’Intercomitato, datata 14 luglio, firmata dai tre coordinatori Mauro Torresan, Arianna Lunardon e Fabio Busatto e trasmessa al sindaco Elena Pavan, agli assessori competenti per materia, al presidente del consiglio comunale Stefano Facchin, ai consiglieri comunali e all’ufficio protocollo del Comune.
Nella comunicazione si riferisce che era presente all’incontro l’assessore comunale all’Urbanistica Andrea Viero, il quale “ha illustrato tecnicamente lo stato dell’arte del progetto”.
L’incontro ha puntato l’attenzione sulla lottizzazione ovvero istanza di variante urbanistica produttiva di San Lazzaro, suddivisa in due distinte sezioni.
La prima sezione è la cosiddetta area Rambolina che riguarda 115.000 mq di superficie, dei quali verrebbero edificati circa 72.000 mq, appartenente ad un unico proprietario (Pengo).
La seconda è la cosiddetta area Riva Bianca, di 160.000 mq di estensione, dei quali verrebbero edificati circa 62.000 mq su richiesta di tre proprietari (AGB, MEB, Brunello Salumi). Prendendo il pallottoliere, risultano complessivamente 134.000 mq di nuovi e al momento ancora potenziali capannoni.
“Assieme all’assessore Viero - informa la lettera - sono stati analizzati gli iter, gli enti competenti, il quadro normativo e l’attuale situazione urbanistica della città e delle problematiche dell’intero territorio comunale.” “È stato fornito ai presenti - continua il testo - un quadro delle valutazioni tutt’ora in corso dell’amministrazione rispetto alle richieste pervenute sulla base di quanto è di competenza dell’amministrazione stessa, in ottica di politiche di salvaguardia del territorio e di pianificazione, rinaturalizzazione e rigenerazione urbanistica.”
Sottolinea quindi l’Intercomitato dei Quartieri: “Dopo l’esaustiva illustrazione dell’assessore Viero che ha risposto anche ai quesiti posti dai presenti, i Presidenti ribadiscono la loro CONTRARIETÀ al consumo di aree verdi a destinazione agricola per l’edificazione di capannoni.”
“I residenti dei quartieri interessati all’intervento urbanistico - prosegue la nota ufficiale - non vogliono ritrovarsi nella situazione di aver acquistato con i risparmi di tutta una vita una casa in zona agricola, in piena campagna, o progettarne la nuova costruzione magari con tecniche costruttive alternative ecologiche e per nulla impattanti a livello ambientale, e poi ritrovarsi accerchiati da nuovi capannoni e piazzali di cemento, tra arterie congestionate dal traffico, viavai continuo di camion ed esalazioni inquinanti.”
“Ci troviamo in un momento storico - aggiunge il testo - in cui enormi problemi di carattere ambientale e climatico si stanno presentando in maniera sempre più imponente e stanno in parte promuovendo quello sviluppo diffuso di una particolare sensibilità verso il verde.”
“Gli stravolgimenti climatici - rimarcano i presidenti dei quartieri - profilano, per il futuro, scenari non rassicuranti in cui acqua e risorse alimentari saranno probabilmente al centro di fasi critiche di approvvigionamento.”
Ergo: “Le opere di compensazione e i nuovi posti di lavoro promessi (pochi a dire il vero) NON giustificano il grave danno ambientale che si creerebbe.”
“L’Amministrazione Comunale di Bassano si deve impegnare direttamente a tutelare la salute dei cittadini, nonché la conservazione degli ecosistemi, del suolo e delle acque. Il fatto che gli attori interessati alla costruzione di capannoni si appellino a leggi regionali non è motivo per approvare il consumo di suolo agricolo.”
Da qui l’appello formale dell’Intercomitato dei Quartieri all’amministrazione comunale:
Invitiamo il Consiglio Comunale di Bassano e tutte le forze politiche che lo rappresentano a votare NO alla realizzazione di ulteriori capannoni nella nostra campagna.
“Il territorio bassanese - osservano gli scriventi - è già ampiamente urbanizzato: osservando una mappa aerea dove siano evidenti i confini comunali si nota che le ultime aree di pianura nel territorio comunale che presentano un’ampia distesa verde e una vocazione agricola sono proprio quelle a Sud della città.”
Immancabile l’accenno alla grande ferita già subita da quartiere San Lazzaro:
“Il passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta è già stato terribilmente impattante dal punto di vista ambientale e umano, arrecando già gravi disagi alle comunità limitrofe. In termini di aumento del traffico in primis, che risulta congestionato nonostante le garanzie espresse durante i lavori di realizzazione della nuova arteria, poiché quotidianamente si registrano incolonnamenti e rallentamenti continui in corrispondenza di ogni intersezione.” “Ne consegue - incalza la nota - una dilatazione dei tempi per raggiungere qualsivoglia meta e l’incremento dell’inquinamento acustico e dell’aria, sensibilmente peggiorati.”
“I Bassanesi che spesso passeggiano lungo il Brenta e si allungano fino a S. Lazzaro e alla zona di Riva Bianca / Rambolina - conclude la lettera - non vogliono che i bellissimi paesaggi dell’area sui quali si tagliano i profili del nostro Monte Grappa e dell’Altopiano di Asiago vengano cancellati se i progetti prospettati prendessero vita per lasciare spazio a 4 mega-capannoni e opere accessorie e ad interventi di adeguamento viario per collegarli con una Strada Cartigliana già fortemente problematica e compromessa.”

Fin qui il testo integrale della lettera dell’Intercomitato dei Quartieri di Bassano del Grappa al sindaco e all’amministrazione comunale.
Un intervento che alza sensibilmente l’asticella del grado di attenzione pubblica nei riguardi della spinosa questione urbanistica. Non sono più infatti un solo quartiere e un solo attivissimo comitato di cittadini, riunitisi dell’associazione A.RI.A. bassanese, ad accendere i riflettori sul progetto che grava sulle loro case e che rischia di trasfigurare i connotati dell’ultima campagna a sud di Bassano.
Con la lettera della rappresentanza dei presidenti di quartiere, è l’intera città che prende posizione. Tutti per uno, come non è mai stato fino ad ora.
E l’amministrazione comunale, a questo punto, non può non tenerne conto.

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