Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

Superstrada Pantalon

Abbattuto l’ultimo diaframma della galleria in costruzione di Malo, la Pedemontana Veneta si avvicina al completamento. Con i pedaggi tra i più cari d’Italia e con la gratuità per i residenti che non ci sarà mai

Pubblicato il 14-06-2022
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Il governatore Luca Zaia, e non solo la sua strepitosa imitazione di Maurizio Crozza, può stappare il Prosecco.
Ieri, lunedì 13 giugno - esattamente alle 11:34, ora del meridiano del Leon - è caduto l’ultimo muro che impediva ancora il completamento della Superstrada Pedemontana Veneta.
Con un colpo di benna è stato infatti abbattuto l’ultimo diaframma della galleria della SPV che collega Malo a Castelgomberto.

Un tratto della Superstrada Pedemontana Veneta (foto Alessandro Tich)

Lunga 6400 metri, la galleria servirà in alternativa al congestionato saliscendi a serpentina di Priabona (che il vostro umile cronista, che si reca spesso per lavoro nella Valle dell’Agno, conosce benissimo), evitando così lo stretto e trafficato valico, oberato da un continuo viavai di camion.
Con l’apertura dell’ultima porta del tunnel si è compiuta la fase più tribolata della costruzione della superstrada a pagamento alias autostrada sotto mentite spoglie.
A seguito di un cedimento del ricoprimento che aveva provocato un incidente mortale sul lavoro, la galleria è stata oggetto di sequestri da parte della Procura della Repubblica di Vicenza che hanno sospeso i lavori per circa quattro anni. Nell’autunno 2020 è avvenuto quindi il dissequestro e i lavori sono ripresi a pieno regime.
Risultato finale: una “doppia canna” a due corsie, oltre a quella di emergenza, per ciascun senso di marcia; circa 2 milioni di metri cubi di materiale asportati; circa 500.000 metri cubi di calcestruzzo utilizzati per realizzare la calotta; un ricoprimento di roccia sopra allo scavo che nel punto massimo arriva all’altezza di 160 metri; 300 milioni di euro di costo totale.
“Questo evento - afferma un comunicato stampa trasmesso ieri in redazione dalla giunta regionale del Veneto - porta ad essere sempre più certi della conclusione dei lavori di tutta la Pedemontana, che vanno verso il completamento per la fine del presente anno.”
E come ogni comunicato stampa della Regione che si rispetti, soprattutto per notizie del genere, non manca la soddisfatta dichiarazione di Luca Zaia.
“Oggi è un giorno importante per i collegamenti del Veneto - afferma il governatore -. Con la caduta dell’ultimo diaframma si avvicina velocemente la conclusione tanto attesa della galleria e, quindi, anche il completamento della Pedemontana.”
“Una strada - aggiunge - che nasce principalmente sulle necessità di collegamento delle aziende e di tutto il mondo produttivo veneto ma che per un ampio tratto sta già accorciando i tempi e le distanze per tutti i cittadini che debbono attraversare il nostro territorio.” “Vedere sempre più vicino il completamento definitivo di questa realtà - conclude Zaia - mi convince ancora di più che abbiamo avuto ragione a credere fino in fondo alla realizzazione di un simile progetto.”
Per la serie: SPV, Sacro Progetto Viabilistico.

Ora però ripongo idealmente il Prosecco in cantina e mi concentro sulla parte delle dichiarazioni di Zaia nella quale il presidente della Regione cita “tutti i cittadini che debbono attraversare il nostro territorio”.
Che la SPV stia accorciando i tempi e le distanze nell’attraversamento est-ovest del territorio pedemontano è fuor di dubbio, figurarsi quando la superstrada a pedaggio collegherà direttamente lo svincolo di Montecchio Maggiore della A4 Milano-Venezia con quello di Spresiano della A27 Mestre-Belluno. ‘Na meraviglia…
Peccato che la SPV stia accorciando anche la disponibilità in portafoglio dell’automobilista medio, quello che in questa fase può percorrerla entro i due limiti attualmente transitabili dei caselli di Malo ad ovest e di Montebelluna ad est.
Il signor Mario, versione automobilistica della signora Maria, deve infatti fare i conti - nel senso letterale del termine - con i costi dei pedaggi, tra i più cari d’Italia a chilometro.
C’è un’utile pagina sul sito internet dell’arteria (superstradapedemontanaveneta.it), intitolata “calcolatore pedaggi”. Si digitano il casello di entrata, il casello di uscita e la classe del veicolo (auto, moto, 2 assi o più), si clicca su “calcola” e...voilà, compare l’importo da pagare.
Ebbene: per percorrere in auto il tratto attualmente più lungo da Malo a Montebelluna o viceversa, il pedaggio ammonta a 9,80 euro. Quasi 10 euro per percorrere 65 chilometri, pari circa a 0,15 euro a chilometro che è lo stesso costo a chilometro della A5 Santhià-Aosta, classificata al terzo posto tra le autostrade più costose d’Italia.
Facendo un elementare riscontro, se pensiamo ad esempio che dal casello Valdastico (connessione A31) alla barriera di Milano Est si pagano 17,40 euro di pedaggio (251 km, 0,06 euro a chilometro) si capisce ulteriormente che le tariffe della Pedemontana Veneta sono fuori rotta.
Ma le brutte sorprese dei pedaggi SPV si acuiscono nei tratti più brevi. Esempio: in auto da Breganze a Bassano del Grappa Ovest si pagano 2,50 euro (14,8 km, 0,16 euro a chilometro) e da Bassano del Grappa Ovest a Montebelluna 5,50 (32,4 km, quasi 0,17 euro a chilometro).
Se ci aggiungiamo quanto costa oggi il carburante al litro, sia esso gasolio o benzina, non ci resta che rimanere a casa e lavorare a distanza.

Non se ne esce: percorrere la SPV rappresenta un esborso in sovrapprezzo per i viaggiatori occasionali e un autentico salasso per i pendolari.
Non è il caso di rivangare in questa sede i motivi che hanno generato un tariffario così esoso, essendo la SPV il frutto di una tortuosa, complessa e a tratti anche infelice vicenda economico-finanziaria che a un certo punto - prima dell’operazione-salvataggio per il finanziamento dell’opera con l’emissione nel 2017 dei project bond di Jp Morgan - ha rischiato persino di produrre il fallimento del progetto, a cantieri aperti e a superstrada già in buona parte scavata.
Ma non dovremmo mai dimenticarci che per anni e anni la Regione ci ha raccontato la fola della gratuità della Pedemontana Veneta, fino a un certo numero di chilometri, per i residenti nei 70 Comuni attraversati dall’arteria, a compensazione morale dei disagi per i cantieri e della ferita, lunga in tutto 94,75 km, inferta sul territorio.
Un fantastico specchietto per le allodole, soprattutto in periodo elettorale.
Ancora oggi il tema della richiesta della gratuità che arriva dai territori riemerge periodicamente nelle cronache locali, come un canto della chimera che tenta inutilmente di raggiungere i Palazzi veneziani.
Ma quando la Regione stessa interviene sulla SPV con i suoi comunicati e quando il presidente Zaia parla di “tutti i cittadini che debbono attraversare il nostro territorio”, è un argomento che viene accuratamente e scientificamente evitato.
Sull’ipotesi del beneficio della gratuità per i residenti, peraltro, c’è anche il de profundis.
Alcuni giorni fa, come riportato nella pagina dell’Ovest Vicentino del Giornale di Vicenza, la commissione consiliare Ambiente e Territorio del Comune di Montecchio Maggiore ha incontrato l’ingegner Elisabetta Pellegrini, dirigente della Regione e direttore di Struttura di Progetto della Superstrada Pedemontana Veneta. La quale ha affermato a chiare lettere che non ci saranno pedaggi gratis e neppure sconti al pedaggio della SPV per i residenti dei territori attraversati dall’opera viaria.
Tariffe uguali per tutti, a copertura della spesa finanziaria per la realizzazione dell’arteria.
“Se lo Stato ci avesse concesso i finanziamenti - ha dichiarato la dirigente - sicuramente il discorso sarebbe diverso.”
La percorrenza delle altre autostrade in Veneto è più a buon prezzo perché, come ha spiegato ancora l’ing. Pellegrini, “arterie come le autostrade A22 e A4 sono meno costose come pedaggio dal momento che, essendo state costruite 50 e 60 anni fa, la spesa di realizzazione è stata già ammortizzata e oggi in pratica gli automobilisti “pagano” manutenzione e gestione.” “Per la Pedemontana - ha aggiunto - c’è ancora la spesa di realizzazione da ammortizzare.”
Lasciate ogni speranza voi ch’entrate in SPV: il cantiere si è prolungato a dismisura, la spesa si è gonfiata in proporzione e deve essere ammortizzata da qui all’eternità.
E tutto a carico del cittadino medio veneto che si chiama Pantalon.

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