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Yelena Pavanchuk
Due domande al sindaco Elena Pavan a margine della marcia per la pace in Ucraina. “Stiamo affrontando l’emergenza umanitaria, in coordinamento con la Prefettura per l’offerta di alloggi e con le associazioni per il reperimento di beni”
Pubblicato il 05-03-2022
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Eccola qui, il sindaco di Bassano del Grappa Elena Pavan, in versione Yelena Pavanchuk.
Assieme ai suoi colleghi sindaci del comprensorio partecipa alla marcia per la pace in Ucraina, di cui riferirò nel prossimo articolo. È tra i primi amministratori pubblici ad arrivare ai Giardini Parolini, sede del ritrovo della manifestazione, mentre le rappresentanti della comunità ucraina del territorio stanno già esibendo bandiere, cartelli e palloncini gialloblù e alcune di loro stanno appuntando sulle giacche dei partecipanti la coccarda coi colori nazionali. Il sindaco, che poi in Parco Ragazzi parlerà a nome di tutti i sindaci del territorio presenti, si ferma a conversare con Olha Zubyuk, la referente della comunità ucraina che a sua volta interverrà a nome dei suoi connazionali. Oggi si manifesta per la pace, ma in contemporanea le amministrazioni locali sono chiamate a far fronte alla questione delle richieste di asilo dei rifugiati di guerra che stanno continuando ad arrivare anche nel nostro territorio. Sono quasi le 14.30, la marcia “Pace in Ucraina” sta per iniziare ed Elena Pavan indossa la fascia tricolore prima di mettersi in prima fila nel corteo, ma c’è il tempo necessario e sufficiente per farle due domande.

Il sindaco Elena Pavan al ritrovo della marcia della pace per l'Ucraina (foto Alessandro Tich)
Sindaco Pavan, il Comune di Bassano come si sta organizzando per questa improvvisa emergenza umanitaria, con tante persone che dall’Ucraina stanno arrivando anche dalle nostre parti?
Si sta organizzando in coordinamento con la Prefettura ma anche con gli enti ecclesiastici per il reperimento degli alloggi, sostanzialmente. Stiamo cercando di affrontare l’emergenza ma anche di capirne l’entità perché al momento di tratta di persone che stanno andando in abitazioni di privati tramite i loro contatti diretti. Abbiamo attivato uno sportello in Comune, presso il quale poter dare le prime informazioni ma anche raccogliere le offerte di alloggi. Poi in questa prima fase c’è un coordinamento inevitabile con la Prefettura. È stato proprio stabilito così per la prima fase, si attiva la rete CAS che è quella gestita direttamente dalla Prefettura e che ospita i richiedenti asilo e tutte le persone che sono in attesa di un riconoscimento e di una tutela internazionale. Ci stiamo anche coordinando con tutte le associazioni come Croce Rossa, Protezione Civile, Caritas, per quel che riguarda il reperimento di beni. Stiamo facendo sinergia e cercando di dare ordine a tutte queste ondate di generosità delle quali ovviamente non possiamo che essere orgogliosi, perché il nostro territorio si dimostra accogliente e molto attivo nel voler aiutare persone che scappano dalla guerra.
Per lei, personalmente, il senso della manifestazione di oggi qual è?
Il senso è che la guerra è sempre sbagliata. La sensazione di questa tragedia è assolutamente qualcosa di surreale. Le amministrazioni si sono unite in maniera spontanea e naturale alla comunità ucraina nel manifestare per la pace. È una presa di posizione che non ha colore politico, di contrarietà nei confronti della guerra. La speranza è veramente che chi ha la possibilità di agire e di incidere lo faccia per porre fine, subito o nel minor tempo possibile, a questa situazione.
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