Alessandro TichAlessandro Tich
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Marin 2.0

Transizione digitale: il Comune di Bassano all'avanguardia nei processi innovativi per la Pubblica Amministrazione e per l'abbattimento del digital divide. Intervista al vicesindaco e assessore all'Innovazione Roberto Marin

Pubblicato il 27-03-2021
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Divide et impera, diceva a suo tempo chi se ne intendeva di strategie di potere mirate a controllare un popolo dividendolo. Oggi invece, ficcandoci dentro la solita locuzione inglese che fa sempre tanto figo quando si parla di nuove tecnologie, si potrebbe dire: Digital divide et impera. Perché più è largo il divario tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione e chi ne è escluso e più il potere può sfruttare un processo di egemonia politica, di comunicazione e mediatica a senso unico.
Agire in senso opposto, ovvero promuovere politiche per diminuire e finanche abbattere il digital divide, partendo innanzitutto dal piano locale, significa invece favorire lo sviluppo della cosiddetta “cittadinanza digitale”. Il lato buono delle tecnologie di comunicazione 2.0, nonostante gli eccessi che possono annidarsi nell'universo del web, è proprio questo: interconnessione, condivisione, partecipazione, interattività.
Il digitale non potrà mai sostituirsi all'analogico, e cioè all'insieme di processi comunicativi che nascono dalle relazioni umane dirette, ma è ormai un fattore globale di progresso imprescindibile di questa nostra era. Una rivoluzione che la pandemia da Covid - che ci costringe tutti a mantenere i contatti con il resto del mondo prevalentemente via smartphone, tablet o pc - non ha fatto altro che accelerare. Del resto, se in Italia abbiamo un Ministero per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale ci sarà un perché.

Il vicesindaco Roberto Marin (foto Alessandro Tich)

L'aspetto positivo - perché ogni tanto ci sono anche le buone notizie - è che il Comune di Bassano ha avviato un percorso di trasformazione digitale che lo pone tra gli enti all'avanguardia nella nostra regione nel campo dei processi innovativi nella Pubblica Amministrazione. Ne parliamo con il vicesindaco, tra le cui deleghe c'è anche quella di assessore all'Innovazione e Digitalizzazione, Roberto Marin.

Assessore Marin, dunque l'amministrazione di Bassano sta puntando fortemente sulla digitalizzazione dei processi e dei servizi per la cittadinanza...
Mi fa piacere intervenire proprio sulle pagine di Bassanonet, realtà che nella nostra città si è rivelata un sagace “precursore” di un nuovo modo di fare informazione, affidandosi interamente al web, per raccontare il processo di trasformazione che sta vivendo il nostro Comune. Le deleghe all’Innovazione e alla Digitalizzazione che mi sono state affidate dal sindaco Elena Pavan mi vedono, infatti, coinvolto in prima persona come assessore e vicesindaco nei progetti di sviluppo della nostra città, peraltro ora inseriti tra i settori prioritari indicati dal piano di resilienza nazionale e delle risorse in arrivo del “Recovery Plan”. L’innovazione e la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, a tutti i livelli, sono destinatari di una parte preponderante delle risorse messe in campo dall’Europa in questo momento straordinario. Del resto, l’efficienza e l’efficacia della Pubblica Amministrazione non possono più attendere in quanto incidono sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese, sulla crescita economica, sulla competitività.

Quindi, nel concreto, cosa si sta facendo?
Tre sono le linee di azione intraprese per fare il salto di qualità e realizzare una  “transizione digitale” tutta bassanese: riorganizzazione, semplificazione e digitalizzazione.
Partiamo da un dato importante: è in corso un consistente ricambio generazionale e culturale della nostra Pubblica Amministrazione, basti pensare che nel periodo 2019-2020-2021 sono state assunte e/o verranno assunte oltre 80 persone; assunzioni che, in buona parte, sono conseguenza, in buon parte, di pensionamenti e sostituzioni per mobilità, dimissioni, trasferimenti e per la riorganizzazione dell’intera macchina amministrativa comunale in tutti gli ambiti. Indispensabile, quindi, risulta oggi il processo di riorganizzazione dei processi e dei procedimenti interni, la creazione di nuovi gruppi di lavoro inter-area, lo sviluppo di nuove professionalità e il rafforzamento dell’investimento in formazione specifica qualificata

Il ricambio generazionale spinge pertanto al ricambio tecnologico...
Una cosa è certa: la modernizzazione della nostra Pubblica Amministrazione passa proprio attraverso la sua digitalizzazione: la transizione digitale del nostro Comune è un programma ambizioso da realizzare in diversi step e, nonostante le difficoltà e i rallentamenti causati di questa emergenza sanitaria sta procedendo con costante impegno quotidiano.

Come si mette in atto una trasformazione del genere?
La scelta che abbiamo effettuato è stata quella di preferire in questo senso interventi mirati ed efficaci rispetto ad una “riforma” generale, più lunga nei tempi e di più difficile nell'attuazione, mantenendo, invece, una visione strategica dell’intervento e una connessione tra i suoi vari profili. Siamo partiti dai fondamentali garantendo il livello necessario di autonomia, funzionalità e sicurezza delle infrastrutture informatiche (in precedenza inesistente) rispetto al possibile evento dell’interruzione temporanea dell’energia elettrica investendo in adeguati impianti (gruppi elettrogeni) che garantiscano ciò. Stiamo lavorando ed investendo nelle risorse e nell’organigramma del servizio informatico comunale, nelle infrastrutture, nello sviluppo delle nuove potenzialità date dallo smart working. Un esempio concreto arriva dalla recente necessità di operare in videoconferenza: un anno fa siamo partiti dall’assenza di qualunque tipo di strumento ed infrastruttura che la rendesse possibile, oggi in tutte le aree sono stati predisposti spazi in grado di effettuare collegamenti audio-video da remoto.

Per cambiare prospettiva bisogna allora cambiare sistema...
Certamente. È in atto una forte spinta, per l’intero ente, all’uso e l’implementazione di software gestionali interni che permettono di migliorare e razionalizzare i processi interni. Attualmente sono in fase di sviluppo il nuovo sito web e le nuove piattaforme che permetteranno di integrare e migliorare i servizi verso l’esterno.

Dunque il Comune come “ente” si sta riorganizzando in tal senso. Cosa possiamo dire invece a riguardo delle possibilità date ai cittadini di beneficiare della transizione digitale in atto?
Con un pizzico di prudenza, abbiamo in mente il progetto, sicuramente ambizioso, dello sportello informatico che permetterà al cittadino e alle imprese di interagire direttamente con il dipendente comunale allo sportello, senza muoversi da casa o dall’azienda, dando così vita ad una sorta di ufficio. È una sfida certa, e non semplice, ma l’intenzione è quella di vincerla! Qui si inserisce l’importante Bando Regionale “InnovationLab” che ha visto Bassano, ente capofila di 15 comuni del territorio, ottenere 700.000 euro per il progetto PALLADES (primo classificato a livello regionale) che ha come obiettivo proprio il processo di informazione, formazione, adeguamento del gap di conoscenza digitale dei cittadini e delle imprese. Non va dimenticato poi che la nostra città è partner del progetto regionale “Agire per la cittadinanza digitale” che, in questo caso ha Schio come ente capofila: un bando che ha assegnato 1,8 milioni di euro per interventi di passaggio al Cloud dei Data Center, dello sviluppo dei servizi digitali e all’interoperabilità delle infrastrutture abilitanti. L’intero progetto è in completa sintonia con le linee guida nazionali dettate dall’agenda digitale Europea su cui poggia la programmazione dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Quindi, in questo caso, possiamo dire che la città di Bassano non “balla da sola”...
Noi “balliamo” con tutti. Queste sono attività avvincenti che ci vedono collaborare attivamente con gli altri Comuni del nostro territorio in modo trasversale e complementare con progetti che vedono assegnare alla nostra città ruolo, compiti e responsabilità da ottava città del Veneto.

Pensa che questo grande lavoro di transizione digitale sia già sufficientemente “avvertito” dalla popolazione?
Forse non sono interventi dalla grande visibilità come un “taglio del nastro” ma capaci di dare vita ad una vera e propria “rivoluzione digitale” del quotidiano. Sono una sfida che ci vedrà chiamati a colmare il gap, anche generazionale, tra chi è nato con un device in mano e chi fino a ieri era abituato a pagare bollette in posta, ed ora dovrà affidarsi a modalità tecnologiche come lo Spid e PagoPa.

Lei è ottimista circa la buona riuscita del percorso intrapreso?
Ovviamente. Il percorso è impegnativo e ricco di scelte che si completeranno ben oltre il mio personale mandato amministrativo, ma con progettualità e lungimiranza hanno come obiettivo quello di consegnare alla nostra fantastica città un futuro al passo con i tempi.

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