Alessandro TichAlessandro Tich
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Millennium Bugs

“Attacchi di insetti infestanti” sugli animali tassidermizzati della mostra Mondo Animale a Palazzo Bonaguro. Il Comune affida un incarico per la disinfestazione. Ma il problema si pone anche e soprattutto in prospettiva

Pubblicato il 04-03-2021
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Benvenuti, egregi lettori, a questa puntata di Focus. Oggi parliamo dei parassiti degli animali. E non si tratta delle pulci dei cani o delle zecche dei gatti. Mi riferisco ad animali più grossi, morti e tassidermizzati. Vale a dire gli esemplari zoologici esposti nella sezione permanente Mondo Animale - Conoscerlo per proteggerlo all'ultimo piano di Palazzo Bonaguro a Bassano. Felini, orsi, canidi, bovidi. Tra i quali alcune specie esotiche come i felidi tropicali o gli ungulati asiatici e rari rappresentanti della fauna europea come la lince, il lupo o il gatto selvatico. C'è persino un orso bianco, collocato tra i finti ghiacci dell'allestimento.
Predatori e prede, appartenenti a specie tutte in pericolo di estinzione.
Sono gli esemplari della “fauna che fu” già di proprietà della nota “Collezione Luca” di Villa Ca' Erizzo Luca in città. Mummie di animali, perfettamente riprodotti nel loro aspetto originale, che furono oggetto di una clamorosa operazione di sequestro nell'anno 2000 ad opera del Corpo Forestale dello Stato e oggi in affidamento al CITES, il Servizio del Corpo Forestale che applica le normative della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Animali e Vegetali in via di estinzione.

Alcuni degli animali in mostra a Palazzo Bonaguro (fonte immagine: patrimonioculturale.provincia.vicenza.it)

Sono circa vent'anni, quindi, che gli ex esseri viventi di Mondo Animale stazionano all'interno dello storico palazzo di via Angarano. La notizia di oggi, anche se non siamo a Houston, è che abbiamo un problema. Gli animali tassidermizzati esposti in mostra necessitano infatti di periodici interventi di disinfestazione e di prevenzione infestanti, indispensabili per garantire la loro corretta conservazione. Questa volta però l'asticella ha superato il limite.
Ne dà conferma una determinazione dirigenziale del Comune di Bassano, la quale informa che recentemente sono stati effettuati dei sopralluoghi su alcuni esemplari della collezione.
“Dalle verifiche effettuate e relazionate dal prof. Giuseppe Busnardo che attualmente, nelle more della copertura del posto di istruttore direttivo-conservatore naturalista, collabora con il Comune di Bassano del Grappa per le attività funzionali alla verifica dello stato di conservazione delle collezioni naturalistiche - riferisce il documento -, sono stati riscontrati interessamenti ed attacchi da parte di insetti infestanti agli esemplari conservati presso la mostra permanente Mondo Animale - Conoscerlo per proteggerlo.”
I competenti uffici dell'amministrazione bassanese hanno pertanto preso atto “della necessità di provvedere urgentemente ad organizzare degli interventi sistematici e periodici di disinfestazione generalizzata sugli esemplari esposti e sui materiali conservati in deposito, tramite aerosolizzazione, e il posizionamento di alcune “trappole” al fine di monitorare la situazione degli insetti presenti ed eventualmente intervenire per evitare danni alle collezioni tassidermizzate”.
Ma non finisce qui. L'atto dirigenziale considera infatti “opportuno procedere ad affidare un servizio almeno biennale di disinfestazione preventiva tramite aerosolizzazione dei locali con cadenza semestrale e al monitoraggio costante attraverso “trappole” per insetti striscianti e volanti e alla loro verifica trimestrale”.
Il Comune di Bassano ha quindi affidato un incarico diretto alla ditta specializzata SGD Group di Casale sul Sile (TV), che ha già operato presso la sezione permanente Mondo Animale, per un servizio biennale di disinfestazione preventiva tramite aerosolizzazione con cadenza semestrale dei locali: sala ursidi/felidi, salone d'entrata, sala bovidi, aula didattica e deposito. I Ghostbusters trevigiani dovranno anche provvedere al monitoraggio costante della situazione attraverso le “trappole” per gli insetti nonché alla loro verifica trimestrale.
Il tutto per un importo complessivo di 3.212,26 euro, Iva e parassiti inclusi.

Dunque, da quanto si evince dalla determinazione dirigenziale del Comune, gli “insetti striscianti e volanti” del genere “infestanti” trovano negli elementi ricomposti (pelame, corna, zoccoli...) degli animali tassidermizzati di Palazzo Bonaguro un accogliente habitat per le loro scorribande, ovvero “attacchi” come li definisce il documento comunale.
La natura non si ferma anche se una parte di essa è morta, benché “impagliata”.
Il problema contingente, che ha comportato l'affidamento del “servizio di trattamento infestanti”, pone tuttavia una questione più ampia anche e soprattutto in prospettiva.
L'aspetto più importante e anche più costoso per la gestione di questo tipo di esposizioni è difatti costituito dalla loro conservazione. Saranno anche defunti, ma pure gli animali impagliati necessitano di costanti cure e attenzioni per evitare che deperiscano nel tempo a causa degli “agenti esterni” che li colpiscono. Compresi anche gli insetti, eterni Millennium Bugs ovunque presenti.
Il problema di questi giorni a Palazzo Bonaguro è già coniugato al futuro (anche se è un futuro indefinito) perché, come noto, diverse centinaia di altri animali tassidermizzati sono destinate a far parte delle collezioni naturalistiche di quello che avrebbe dovuto essere il Polo Museale Santa Chiara e che adesso dovrebbe essere il Polo dell'Innovazione che verrà (?). Mi riferisco all'imponente “Collezione Luca” di fauna tassidermizzata (animali interi e trofei da parete) che nei primi anni 2000 è stata donata alla città di Bassano dal proprietario Renato Luca, imprenditore e grande cacciatore, a condizione “che venga esposta e valorizzata in un ambiente adeguato”. Quell'“ambiente adeguato” doveva essere in origine - e uso ormai definitivamente il verbo al passato - il Polo Museale Santa Chiara.
Nel frattempo, dopo i lunghi anni inutilmente trascorsi al cospetto del cantiere incompiuto di viale delle Fosse e nell'indeterminata attesa che il nuovo progetto del Polo prenda in quanche modo forma, lo zoo impagliato donato alla città è rimasto sempre conservato nei saloni privati di Villa Ca' Erizzo Luca, dove di recente è stato reso visitabile al pubblico con l'apertura del “Wild Life Museum”.
Ma ammesso e non concesso che un giorno la collezione sarà trasferita nella futura sede museale pubblica, si imporrà una problematica di gestione non indifferente.
Ancora negli anni che furono, quando il progetto del Polo Santa Chiara era già delineato e la donazione ancora fresca, lo stesso Renato Luca si era interessato per un sostanzioso contributo di Fondazione Cariverona da destinare al Comune di Bassano a sostegno delle spese di gestione e conservazione degli animali. La cosa poi, per le vicissitudini e le lungaggini del progetto senza fine, non è andata in porto. Ma è altamente significativa del lato economico conseguente alla custodia di questi esemplari e del fatto che una volta “ereditati” tutti quegli animali tassidermizzati, la città di Bassano dovrà essere in grado di conservarli compiutamente con tutte le spese per le casse pubbliche che ne conseguiranno.
Basteranno gli introiti dei biglietti d'ingresso per coprirle?

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