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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Da Bassano a Kathmandu
Il Comune di Bassano pubblica un post sulla sua pagina Fb sulle “letture ad alta voce” per i bambini e riceve un centinaio di like “ahahah”. Da India, Pakistan, Afghanistan, Bangladesh, Malaysia, Indonesia, Nepal, Vietnam...
Pubblicato il 06-02-2021
Visto 10.039 volte
Ah, il web...i social...continue fonti di mirabolanti sorprese. L'ultima in ordine di tempo è un post pubblicato oggi sulla pagina Facebook della Città di Bassano del Grappa, vale a dire del Comune di Bassano, con il quale l'amministrazione comunale dà notizia della nuova edizione dell'iniziativa “La lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita del bambino”, promossa assieme all'Ulss n. 7 e ad alcune associazioni del settore educativo.
Martedì 17 febbraio riprenderanno infatti gli appuntamenti mensili sulla lettura ad alta voce rivolti ai genitori e ai loro figli da 0 a 3 anni, per una pratica - come sottolinea il post di presentazione - “che rende più intensi i rapporti affettivi tra il genitore che legge o racconta ed il bambino che ascolta, favorisce lo sviluppo sia cognitivo che emotivo del bambino e accresce le capacità genitoria”. Gli appuntamenti sulle “letture ad alta voce”, tenuti dalla Biblioteca Civica di Bassano del Grappa, sono coordinati da un medico pediatra, da un'educatrice ed esperta di letteratura per bambini 0-3 anni, da un bibliotecario e da un'assistente sanitaria dell'Ulss n. 7. Si tratta di mini-corsi rivolti alle mamme, ai papà e ai nonni ai quali viene insegnata l'importanza di leggere con la propria voce storie e racconti ai loro pargoletti. Gli incontri, gratuiti, si svolgeranno nei canali online della piattaforma Zoom e proseguiranno una volta al mese fino al prossimo mese di giugno. Si tratta davvero di un'iniziativa di apprezzabile rilevanza educativa dal momento che, come spiega sempre la comunicazione del Comune di Bassano, “la lettura è fondamentale per la crescita dei piccoli, e non c’è età per cominciare!”. E infatti nelle sue prime ore di pubblicazione il post in questione ha ottenuto circa un centinaio di “like”.
Ma è proprio dai “like” che arriva la mirabolante sorpresa. La quasi totalità degli utenti che avrebbero dimostrato di gradire il contenuto del post vive infatti in Paesi lontani - in gran parte asiatici ma con escursioni anche in Nord Africa e in Centro America - con alcuni dei nomi scritti persino in caratteri arabi o di altri esotici alfabeti.

Alcuni degli utenti che hanno messo il like al post del Comune di Bassano (dalla pagina Facebook della Città di Bassano del Grappa)
Cliccando a caso su alcuni dei nomi ed entrando pertanto nei loro profili social, si scopre ad esempio che un utente a cui “è piaciuta” l'iniziativa del Comune e dell'Ulss 7 Pedemontana abita a Bannu, città del Pakistan, mentre un'altra ammiratrice delle letture bassanesi “ad alta voce” risiede a Dacca, capitale del Bangladesh.
Le altre città di residenza degli utenti social che hanno lasciato il loro segno (invariabilmente con la faccina “ahahah” che si sganascia dalle risa ad occhi chiusi) sul post dell'amministrazione Pavan offrono un panorama degno dell'Atlante Geografico De Agostini: Beirut (Libano), Algeri (Algeria), New Delhi (India), Kuala Lumpur (Malaysia), Kathmandu (Nepal), Kanpur (India), Sacapulas (Guatemala), Bandung (Indonesia), Chandrapur (India), Chittagong (Bangladesh), Baghlan (Afghanistan), Agartala (India), Tembilahan (Indonesia), Dumka (India).
E poteva mancare il Vietnam? Assolutamente no: una gentile signorina che ha messo il suo “ahahah” all'iniziativa per genitori e bambini in quel di Bassano, tale Mỹ Nhỏ, abita ad Hanoi. E citiamo solo alcune tra le località indicate da chi, diversamente dagli altri esotici utenti social, specifica la sua provenienza. Tutti insieme appassionatamente, uniti dal fatto - come dimostra la faccina “ahahah” su un messaggio che promuove una seria iniziativa educativa - che nessuno di loro ha capito un beato piffero del contenuto del post.
Sono i rischi in cui si incorre quando si inseriscono su Facebook i pacchetti di “like” a pagamento. Perché altrimenti non si può giustificare - e attendo solo di essere smentito - una simile inspiegabile partecipazione, dal Medio Oriente al Sud Est Asiatico, ai progetti per lo sviluppo cognitivo dei bambini nati in riva al Brenta. Sono gli stessi cliccatori al di là degli Urali a farci capire come funziona il meccanismo. Uno dei fan asiatici del post bassanese, tutti mediamente molto giovani a giudicare dalle foto, ammette candidamente nel suo profilo di svolgere infatti come professione l'attività di “liker” e cioè di dispensatore di “like” su Facebook. E allora non so chi abbia gestito questa comunicazione sulla pagina Fb della Città di Bassano del Grappa, anche se posso immaginarlo visto che è stato affidato un recente incarico al riguardo, ma il consiglio per la prossima volta è quello di acquisire un pacchetto di “like” perlomeno più credibile.
Insomma: le fantastiche avventure del Comune di Bassano non mi lasciano riposare neanche al sabato. E per questo articolo - che sembra inventato ma è tragicomicamente vero - mi attendo come minimo un “like” da Calcutta, da Karachi oppure da Vladivostok. Con faccina “ahahah”, naturalmente.
POST SCRIPTUM
Aggiornamento delle ore 19. Se per caso andate adesso a controllare sulla pagina Facebook della Città di Bassano del Grappa e non trovate più i nomi dei finti fan dal Guatemala al Vietnam, non preoccupatevi: non ho avuto le allucinazioni. Dopo aver letto questo articolo, l’amministrazione comunale o chi per essa ha cancellato il vecchio post sulle “letture ad alta voce per i bambini” e alle 18.27 lo ha ripubblicato, senza più i “like” sponsorizzati dal resto del mondo.
Aggiornamento delle ore 20. Scusate l’insistenza, ma nel frattempo il post ripubblicato alle 18.27 sulla pagina Facebook della Città di Bassano del Grappa nel giro di pochi minuti si è riempito nuovamente di oltre un centinaio di “like” farlocchi, con faccine sghignazzanti ma anche con cuoricini, provenienti dagli altri continenti e in particolare dall’Asia. Poco prima delle 19.30 il post è stato nuovamente rimosso e nel momento in cui sto scrivendo non è stato ulteriormente ripubblicato. È probabile che il post riappaia e magari scompaia di nuovo, ma a questo punto non ci corro più dietro. Penso che quanto ho scritto in questo articolo sia sufficiente ad aver reso pubblico questo imbarazzante e irritante caso di comunicazione istituzionale.
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