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Tensioni sul bilancio di previsione 2021 del Comune di Bassano e sui 22 milioni di mutui annunciati da qui al 2023. Insorgono le minoranze: “A questa amministrazione mancano sia le idee chiare sia la capacità di attrarre contributi”

Pubblicato il 23-12-2020
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Natale turbolento a Palazzo. A seguito del consiglio comunale di Bassano del Grappa tenutosi ieri, incentrato sull'approvazione del bilancio di previsione 2021, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa, trasmesso in redazione dai consiglieri comunali dei gruppi di minoranza di centrosinistra:

COMUNICATO

Il consiglio comunale in streaming di ieri sera (fonte immagine: YouTube)


Ieri in un Consiglio Comunale dove la discussione sulla programmazione della vita amministrativa per i prossimi anni è avvenuta senza il giusto dibattito a causa di una gestione confusionaria, in un silenzio imbarazzante, senza avere adeguate spiegazioni e risposte, la maggioranza al governo della città ha approvato il bilancio di previsione per l’anno 2021 con annesso il Piano triennale delle Opere Pubbliche 2021-2023. Molte sarebbero le cose da dire e molte infatti ne abbiamo dette nei vari interventi fatti ieri sera, crediamo però sia necessario puntare l’attenzione di tutti su alcuni aspetti in particolare.

La maggioranza della sindaca Pavan ha stabilito che nei prossimi tre anni il Comune riprenderà ad indebitarsi in misura imponente: sono previsti mutui per 22.000.000 di euro, dopo un decennio virtuoso che ha visto ridurre il debito di 34 mln di euro ossia del 56% del debito massimo raggiunto nel 2010 (60,4 milioni di euro), hanno deciso di tornare al livello di indebitamento del 2015 aumentando del 42,3% il debito previsto entro il 2023.

Ci è stato risposto che per fare le opere necessarie e per investire nella città è necessario avere le risorse e che queste devono essere al livello degli interventi che si intendono porre in essere; siccome pure noi vogliamo fare crescere la città e dotarla delle strutture necessarie ci chiediamo: l’unica strada è indebitare ulteriormente le prossime generazioni?

Assolutamente no.

Una buona amministrazione per realizzare le opere mette in campo due cose: idee e capacità di attrarre risorse.

Prima si ascoltano i cittadini, poi da questo ascolto si sviluppano idee chiare che vanno tradotte in progetti credibili, ambiziosi e al tempo stesso realizzabili, con i quali si cercano fondi e contributi per concretizzarli.

Purtroppo a questa amministrazione mancano sia le idee chiare sia la capacità di attrarre contributi. Facciamo due conti: in diciotto mesi di amministrazione le risorse che la giunta Pavan è stata in grado portare a Bassano, in termini di contributi per opere pubbliche, ammontano a 317.000 euro, la giunta Poletto nello stesso periodo aveva raggiunto quota di circa 11.300.000 euro (contributi per Ponte vecchio, Palazzo Sturm, Tempio Ossario, Marinali, Villa Serena, ERP, Illuminazione Led XXV Aprile e San Eusebio), a questi vanno aggiunti 2.000.000 euro di investimenti Telecom per la Fibra (primo comune non capoluogo di provincia ad implementarla in Veneto), contributi e finanziamenti arrivati per 5.000.000 dalla Regione Veneto, 1.000.000 da Cariverona, 4.000.000 dallo Stato; al 90% a fondo perduto, il rimanente a costo zero per le casse comunali. E pensare che un leit motiv della campagna elettorale della sindaca Pavan era il forte legame con l’amministrazione regionale che avrebbe generato attenzioni e finanziamenti: basti pensare che l’unico contributo pervenuto dalla Regione per le opere pubbliche di Bassano del Grappa sono stati 57.000 euro per il rifacimento della pista del velodromo Mercante, su un totale di 230.000.

In compenso si spenderanno somme ingenti per delegare ad altri, al posto di chi è stato eletto per farlo, il compito di pensare il futuro della città: 40.000 euro per decidere cosa ne sarà della scuola Mazzini e dell’area in cui si trova che si aggiungono ad altri 150.000 euro per ripensare per l’ennesima volta il Polo museale Santa Chiara ecc. Consulenze che si aggiungono a consulenze.

L’indebitamento previsto è un segno drammatico dell’incapacità di progettare e di trovare risorse dell’attuale amministrazione, ma soprattutto è uno schiaffo al futuro dei giovani bassanesi, i quali porteranno sulle spalle questi debiti per decenni. Un peso che si aggiungerà alle difficoltà di avere prospettive di crescita nel nostro paese, alla precarizzazione del lavoro, ad un sistema pensionistico miope e di corto respiro...

Noi rifiutiamo fermamente questa prospettiva, ma teniamo sempre la porta aperta alla collaborazione, al fine dare ai bassanesi le risposte che servono senza ipotecare il futuro dei giovani.

I consiglieri comunali
Angelo Vernillo, Riccardo Poletto, Anna Taras, Roberto Campagnolo, Giovanni Cunico, Paola Bertoncello, Chiara Campana, Oscar Mazzocchin

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