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"Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici" e cosa c'è di più semplice di ascoltare? Se sul famoso "punto rosso" ci fosse Tolstoj forse aprirebbe il suo discorso con questa frase, che con pochi termini trasmette il potere e la forza dell'idea nella sua totalità. TEDx Bassano del Grappa approda per la prima volta nella città del Ponte e invita i suoi cittadini a collegarsi tra loro con la cultura, la tecnologia e la storia. Tra le sale della Villa Ca’ Rezzonico fa così eco lo slogan “Let’s bridge!”, che ancora una volta spinge ad abbattere i muri dell’individualità e ad aprirsi alla condivisione dell’idea, regalando così a Bassano l’opportunità di crescere e di ascoltare una voce inconsueta nel mezzo di un tessuto culturale che purtroppo, a volte, vede le conseguenze di un generale appiattimento.
Tutto nasce dalla mente della giovane bassanese Diletta Gloder Farina, licenziataria e fondatrice del progetto che con l’associazione “Bassano attiva”, di cui fa parte assieme alle sue colleghe Federica Bigi e Giulia Scremin, ha dato vita ad un team capace, energico e produttivo che in meno di un anno è riuscito ad innalzare uno dei palchi più agognati a livello internazionale. “L’emozione è tantissima – risponde Diletta a poche ore dall'inizio – e non so spiegare bene quello che sto provando in questo momento. Di una cosa sono sicura, però, siamo pronti. In questo progetto ci abbiamo messo professionalità, passione e creatività. Vedere le sedie sistemate e il palco in costruzione è la dimostrazione che si sta avverando un sogno, che in un anno così duro spesso ci ha fatto dubitare di farcela”. Una sinergia palpabile tra i componenti del giovane team che ha portato in poco tempo delle menti fresche e alla loro prima esperienza verso la realizzazione tangibile di un progetto a dir poco straordinario.

Avanguardia e tradizione, vecchio e nuovo, passato e futuro sono i contrasti evidenti in questa edizione di TEDx e non solo dal punto di vista della location neoclassica che ospita tecnologia e innovazione, ma perché tra le mura solide di una società che fa fatica ad essere flessibile al presente in continua mutazione, si scaglierà la carica di un insieme di voci pronte a abbattere ogni pregiudizio e preconcetto, per essere invece protagoniste di una nuova era che mette al centro la discussione di diverse opinioni ed idee. Ad esprimere in modo sublime questi concetti c’è un’accoglienza particolare di fronte all’entrata principale: l’opera “X” di Riccardo Rizzetto.
Il progetto del giovane artista, infatti, trasmette la forza del nuovo inizio, quello che nasce da elementi che appaiono obsoleti e dare loro la possibilità di risorgere in una forma diversa con una funzione divergente rispetto alla loro origine. L’aspetto ancora più interessante, però, è che al suo interno ci sono tante anime che danno forma ad un’idea. Da una parte c’è la dimensione del taglio, che non è fonte di distruzione ma di creazione e dalla divisione dell’uno prende quindi vita il molteplice, una sorta di Genesi. Dall’altra è possibile leggerci l’autoritratto dell’artista, che nella posizione della croce di Sant’Andrea si ritrova ad essere della stessa grandezza dell’opera. Un’immagine essenziale che racconta l’epoca e i suoi personaggi, menti diverse che possono coesistere per un enorme progetto collettivo.
Su questa linea d’onda che vive di apparenti antipodi saranno gli interventi degli autorevoli ospiti Alberto Toso Fei, Chiara Pavan, Giammarco Sicuro, Giuliano Torrengo, Lucrezia Lobuono, Margherita Cera, Oscar Pozzobon, Piero Formica e Renato Perillo a partire dalle ore 14.00 di sabato 19 settembre tra le statue e gli stucchi di Villa Ca’ Rezzonico.
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