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La lista + Veneto in Europa, in corsa per le elezioni regionali, si presenta a Bassano. “Bassano e il suo territorio centrali per il nostro progetto di rilancio della Regione”
Pubblicato il 12-09-2020
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La lista + Veneto in Europa, che corre alle elezioni regionali a sostegno del candidato presidente della coalizione di centrosinistra Arturo Lorenzoni, ha presentato a Bassano del Grappa i punti salienti della propria campagna elettorale, con l'intervento di tre suoi candidati: Gerardina Iannazzone, Davide Sguazzardo ed Ermes Massignani.
Nell'occasione, la lista medesima ha diffuso un comunicato stampa, che pubblichiamo di seguito:

COMUNICATO
Una lista nuova con un nuovo modo di fare politica. + Veneto in Europa si presenta così alla stampa bassanese presso la sala Tolio. Una lista giovane che punta a portare in consiglio regionale proposte nuove su lavoro, ambiente, scuola e diritti civili. Una lista a trazione europeista con l’obiettivo di dar voce a coloro che vogliono un Veneto più moderno, più Europeo e più competitivo nel mondo.
Bassano e il suo territorio sono centrali in questo progetto di rilancio della Regione, con un’attenzione particolare alla salvaguardia ambientale in uno dei bacini idrici più importanti della regione, quello del fiume Brenta. Un territorio, quello bassanese, che può essere ponte anche verso l’est Europa all’insegna di progetti di cooperazione internazionale sotto il cappello e la giurisdizione europea.
Questi sono alcuni dei temi toccati dai tre candidati presenti alla conferenza stampa: Gerardina Iannazzone, Davide Sguazzardo e Ermes Massignani.
GERARDINA IANNAZZONE
“Mi sono candidata per restituire a questa regione quanto ho ricevuto in 30 anni di vita qui e costruire il futuro dei miei figli. Vedo una regione poco attrattiva per i giovani con 12mila giovani veneti emigrati nel 2019 nei paesi dell’Unione e sta disinvestendo nei servizi pubblici essenziali: scuola, sanità e trasporti locali. A queste elezioni credo sceglieremo il nostro futuro dei prossimi 5 lustri ed è importante fare una scelta di campo concorrendo a formare una scelta politica alternativa. Da docente di diritto, il mio obiettivo è quello di rappresentare le istanze della scuola. La politica scolastica regionale dovrà supportare le istituzioni scolastiche nella fase di progettazione al fine di agevolare l’accesso ai fondi europei. Inoltre, dovrà sostenere la formazione personale, sociale e civica dei nostri studenti e incentivare la professionalizzazione del personale docente”.
DAVIDE SGUAZZARDO
“Sanità e ambiente sono i temi a me più cari. La riforma sanitaria dell’Azienda Zero è stata un atto di centralismo incredibile da parte di una Giunta che usa l’autonomia solo per propaganda; è necessario ritornare a dar voce ai territori, rispetto ad una riforma che toglie coinvolgimento dei Comuni nella gestione della sanità. Sono coinvolti solo per la parte socio-sanitaria perché ne finanziano il 50% per sopperire ai tagli regionali. È necessario che i sindaci, vicini ai cittadini e alle problematiche del territorio, tornino ad avere voce in capitolo. Sul piano ambientale, invece, è necessario quanto prima smobilizzare il consumo del suolo con un vero sistema di credito edilizio che funzioni realmente. Riportare capannoni ed edifici non più agibili a terreno naturale per creare spazio e credito edilizio ed evitare l’eccessiva urbanizzazione della nostra regione”.
ERMES MASSIGNANI
“Una delle sfide più grandi di questa regione è quella di recuperare competitività rispetto alle principali regioni europee. La nostra regione non è attrattiva come lo sono altre, in Italia e soprattutto in Europa. Non siamo attrattivi per gli altri per venire a fare delle esperienze di valore in Veneto e questo non è possibile. Non puntiamo ad innovare i nostri sistemi di produzione e non siamo più al passo con i tempi, lo dimostra il fatto che non cresciamo in produttività da 20 anni e siamo stati superati dall’Emilia-Romagna che è più attrattiva di noi e ci ha sorpassato in PIL annuale e investimenti dall’estero. Inoltre, il tema ambientale dev’essere al centro dell’agenda politica e quanto accaduto anche nel bassanese nelle ultime settimane lo dimostra. La maggior parte dei fondi per tutelare queste aree, come quelle collinari, è l’Europa e dobbiamo saperli utilizzare meglio e per tempo, non come vengono gestiti ora”.
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