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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Special report
Scorribando
Alla vigilia di Ferragosto spunta il nuovo bando per il direttore dei Musei Civici di Bassano. Con alcuni aspetti immutati ma anche importanti differenze rispetto al bando precedente andato deserto
Pubblicato il 14-08-2020
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Agosto, pausa-lavoro non ti conosco. È veramente anomalo questo Ferragosto 2020 pieno di gente in città e pieno di notizie, diversamente dagli altri anni in cui questo periodo dell'anno invitava a godere della bellezza del nulla di fatto. Adesso ci si mette di mezzo anche la Museonovela che proprio oggi, vigilia di Ferragosto - tempo di angurie, di crema solare e di disattenzione generale -, propone un'importante novità. Novità molto attesa, peraltro: è stato infatti pubblicato sull'albo pretorio online del Comune di Bassano il nuovo avviso di selezione pubblica per l'assunzione a tempo determinato del “Direttore Scientifico dei Musei della Città”. Parte quindi ufficialmente il nuovo bando per trovare una volta per tutte il direttore che non c'è, figura che dagli uffici di via Museo manca esattamente da un anno. Il tutto dopo che, come tutti ben sappiamo, il bando di selezione precedente si è risolto con una reinterpretazione bassanese del Deserto dei Tartari.
Anche perché, come ho già più volte scritto su questo portale, l'“attrattività” del bando 2019, poi trascinatosi per le varie vicissitudini occorse fino al 29 giugno 2020, è stata tale da richiamare l'interesse di un numero di candidati che si è potuto contare sulle dita di una mano. Riusciremo questa volta a richiamare un numero di candidati che si potrà contare almeno a due mani, o anche a quattro mani come nei concerti per pianoforte?
Staremo a vedere. Dipende come sempre da un insieme di fattori che comprendono i requisiti richiesti, l'inquadramento professionale, il trattamento economico eccetera eccetera.

Bassano, Museo Civico (foto Alessandro Tich)
E allora mettiamoci a scorrere i contenuti principali del nuovo avviso di selezione pubblica. Scorribando. Con il solito consiglio di premunirvi delle pillole per il mal di testa.
Partiamo innanzitutto mettendo nuovamente i puntini sulle D. Rispetto al bando precedente, l'inquadramento professionale per il nuovo direttore non cambia: è sempre collocato nella categoria “D1”, la più bassa della gerarchia burocratica per questo tipo di incarichi, meno remunerativa e soprattutto con possibilità di manovra assai più limitate rispetto alla superiore categoria “D3” che aveva costituito invece l'elemento di attrazione del partecipatissimo bando di selezione per il direttore del Museo nel 2016.
Bassano è cioè alla ricerca di un direttore “ristretto”, come il caffè. Ciò tuttavia non dipende dalla volontà politica dell'amministrazione o dalle disposizioni di qualche dirigente, ma molto più semplicemente dal fatto che la categoria “D3” è stata soppressa dal nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni Locali e gli enti pubblici, nella categoria “D” (funzionari), possono assumere dipendenti solo per profili economici con posizione economica “D1”. So di scrivere cose per stomaci forti, per i quali il linguaggio burocratico non crea disturbi di digestione, e ve ne chiedo venia. Ma sono costretto a farlo per farvi capire come la posizione “apicale” dei direttori del Museo di Bassano dei tempi che furono sia ormai solo un ricordo del passato. A questo limite si potrebbe ovviare bandendo un avviso di selezione per la ben più attraente posizione di “dirigente”, ma questo è un altro paio di maniche. Va da sé che il Museo di Bassano, per forza di cose, avrà un direttore di serie D.
#Si Cambia, invece, nel campo dei requisiti richiesti ai candidati. A cominciare dai titoli di studio. Nel bando precedente si richiedeva una generica “laurea magistrale in materie storico artistiche o diploma di laurea nelle stesse materie”. Questa volta invece si richiede esplicitamente il possesso di un “diploma di laurea magistrale in Storia dell'arte” oppure una “laurea specialistica in Storia dell'arte” e lauree equiparate. Sembra un piccolo dettaglio, ma in realtà la fondamentale titolarità della laurea più adeguata per la direzione di un Museo come quello di Bassano viene finalmente messa nero su bianco.
Nel nuovo bando, inoltre, è tutta un'altra storia dal punto di vista delle esperienze professionali dei candidati. Nel bando 2019, come si ricorderà, veniva richiesto come requisito discriminante il fatto di “aver ricoperto la posizione di direttore di musei pubblici e/o privati per almeno 2 anni non continuativi”. Oltre ad “aver svolto per almeno 5 anni, anche non continuativi, esperienze di lavoro nell'ambito della programmazione culturale all'interno di musei pubblici e/o privati” e ad avere una “comprovata esperienza nella curatela di esposizioni e cataloghi, con almeno 2 curatele”. Nel nuovo bando di Ferragosto 2020 tutti questi requisiti svaniscono.
L'identikit del direttore che verrà cambia radicalmente i connotati: visto il gramo risultato della selezione precedente, era inevitabile.
Ecco a voi, dunque, i nuovi requisiti previsti per gli aspiranti direttori dei Musei Civici bassanesi, frutto di indicazioni di indirizzo della giunta al competente dirigente di settore.
Si richiede ai concorrenti, con manica assai più larga, di aver svolto per almeno due anni esperienze di lavoro “in qualità di conservatore all'interno di musei pubblici e/o privati riconosciuti o accreditati”, oppure “in qualità di funzionario storico dell'arte presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali” oppure “in posizioni analoghe alle predette, comportanti pari peculiarità scientifiche, in strutture museali pubbliche o private, maturate a livello internazionale”. La parola “oppure” è quella più importante: il fatto di aver svolto per almeno due anni un incarico di “conservatore” (e non più “direttore”) all'interno di musei pubblici e/o privati questa volta è soltanto una delle opzioni sul piatto.
Questo è quanto. Ma sicuramente, rispetto alle stringenti e assai più mirate disposizioni dell'avviso 2019, si tratta di un bando foriero di una partecipazione potenzialmente maggiore.
Ci sono poi gli aspetti del trattamento economico, sui quali non voglio tediarvi più di tanto.
Il nuovo direttore - per il quale è previsto un contratto triennale - non navigherà nell'oro, ma non morirà neppure di fame: la sua retribuzione tabellare annua, comprensiva di tredicesima, ammonta a 23.980,06 euro, più indennità di comparto, assegno famigliare se dovuto, eventuali ulteriori emolumenti previsti dalle vigenti disposizioni legislative (che bello fare il dipendente pubblico, NdR), più una retribuzione annua ad personam per “alta professionalità” di 16.000 euro e altri 10.000 euro a titolo di indennità di risultato. Tale e quale, praticamente, all'ammontare degli schei che erano stati previsti dal bando del Deserto dei Tartari.
Basterà questa volta per intravvedere all'orizzonte del deserto l'arrivo di nuovi carovanieri?
Infine, per rinfrancarvi lo spirito dopo tante informazioni impegnative, una curiosità ferragostana. Sul sito internet istituzionale del Comune di Bassano del Grappa, nella sezione Comune-Struttura Organizzativa-Area Terza “Cultura e Museo”, sono indicati i nomi dei referenti di settore, come per tutte le altre strutture comunali. Dirigente Area Terza: Segretario Generale dott. Antonello Accadia. Direttore Museo: dott.ssa Chiara Casarin. La quale, a un anno di distanza dalla conclusione del suo triennio+due mesi di direzione dei Musei di Bassano, nel sito del Comune risulta ancora essere investita di tale ruolo.
Evidentemente, come il diamante della famosa pubblicità, una Casarin è per sempre.
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