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Alessandro Tich
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Il primo a Destra
Gianluca Pietrosante si è dimesso da presidente dell'associazione Destra Brenta di Bassano. Gli subentra lo storico coordinatore Alessandro Galvanetti. “Tutto cambia per rimanere uguale”
Pubblicato il 14-06-2019
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Il primo a Destra nella foto è Gianluca Pietrosante, volto noto dell'ultima campagna elettorale amministrativa bassanese, presidente dell'associazione Destra Brenta di Bassano del Grappa. Anzi, pardon: ex presidente, visto che lo scorso 10 giugno ha rassegnato le dimissioni dall'incarico. Al suo posto subentra il coordinatore storico di Destra Brenta Alessandro Galvanetti, coadiuvato dal nuovo segretario Giovanni Boschieri. Ne dà notizia un comunicato stampa dal titolo gattopardesco (“tutto cambia per rimanere uguale”) che è stato trasmesso in redazione dallo stesso Pietrosante e che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO

Da sin.: Giovanni Boschieri, Alessandro Galvanetti e Gianluca Pietrosante
Cambio cariche: tutto cambia per rimanere uguale
L’associazione culturale Destra Brenta Aps comunica alcuni cambi nel proprio organigramma: a partire dal 10 giugno Gianluca Pietrosante ha dato le dimissioni dalla carica di Presidente dell’associazione che viene ripresa dal coordinatore storico Alessandro Galvanetti, affiancato dal nuovo segretario Giovanni Boschieri.
“È un cambiamento nella continuità - dichiara Pietrosante -. La mia adesione ai valori e allo scopo dell’associazione è sempre convinta e attiva, rinuncio al ruolo di presidente di una delle poche associazioni identitarie del territorio, ma il mio impegno per il bene comune apportando idee e proposte contro correnti ai diktat del pensiero dominante, non verrà meno. Le mie 90 preferenze, raccolte nella lista #pavansindaco alle ultime amministrative, mi rendono soddisfatto, essendo stata la mia prima esperienza elettorale e uno tra i più giovani candidati del centrodestra, nonostante gli attacchi esterni e interni che ho ricevuto: partirò da questo risultato per far sì che aumentino nel corso dei prossimi anni.”
Alessandro Galvanetti ha ringraziato Gianluca per l’enorme lavoro svolto in quest’ultimo anno e soprattutto per la campagna elettorale: “La sinistra bassanese ha tenuto, anche a Bassano, la linea della demonizzazione dell’avversario con il solito refrain sul pericolo fascista (che poi quale accusa più ignorante e populista di questa?), gli attacchi personali non sono mancati e Gianluca è stato sicuramente uno dei più bersagliati.”
Galvanetti sottolinea che le linee guida dell’associazione rimangono invariate e le riassume in ‘eversione culturale’: “Dopo le elezioni del 2018 il Palazzo (della politica) sembra caduto ma restano da conquistare le casematte della cultura e della società civile.”
Nel suo intervento Giovanni Boschieri riprende il concetto di tradizione nella sua declinazione più ribelle: “Oggi nulla è più eversivo della tradizione, della famiglia naturale, dell’adesione alla dottrina cattolica di sempre, quello che la mentalità benpensante non capisce è che questi non sono valori passati o superati bensì gli unici valori, atemporali, attraverso cui l’uomo può vivere bene e meglio, noi non proponiamo un ritorno al passato ma una modernità alternativa.”
Galvanetti si dice infine sollevato dalla vittoria elettorale del centrodestra e di Elena Pavan: “Speriamo vivamente che l’atmosfera culturale bassanese cambi: DB ha sempre optato per iniziative “localiste” che mettano in risalto la nostra identità sia per essere apprezzata da chi non conosce Bassano ma anche per creare maggior senso di appartenenza e partecipazione da parte dei nostri cittadini. Riteniamo che l’ultimissima iniziativa in piazza per i Remondini o ancora la mostra sul ‘medievale’ Dürer seguano questo percorso.”
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