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Alessandro Tich
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Cerimonia di San Bassiano: nelle parole dei premiati la voce più autentica della comunità cittadina nel giorno dedicato al Santo Patrono
Pubblicato il 20-01-2019
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Rieccoci qua. Tutti insieme appassionatamente. Quella che dovrebbe essere (uso il condizionale, non si sa mai) l'ultima cerimonia di San Bassiano del sindaco Riccardo Poletto si svolge in Sala da Ponte, davanti ai classici spalti gremiti, secondo l'immutabile copione di sempre. Immutabile nella scaletta, non però nello stile di presentazione, sempre più supportato da contributi video e multimediali.
È il momento dei bilanci dell'attività svolta dall'Amministrazione comunale nel corso del 2018 e degli annunci dei progetti in divenire, come spiegano nell'ordine, nei rispettivi interventi, l'assessore alla Cultura Giovanni Cunico, la direttrice dei Musei Civici Chiara Casarin e il sindaco Riccardo Poletto. È l'occasione in cui il Comune si mette su il vestito buono e comunica il resoconto di quanto fatto e le promesse del dì di festa.
“Grazie, bassanesi”, conclude, applaudito, Poletto dopo avere elencato le medaglie sul petto del governo in scadenza di via Matteotti, in quello che è risuonato come un intervento di commiato rivolto alla città.

La consegna del Premio Cultura Città di Bassano a Luigi Bonotto (foto Alessandro Tich)
È però nei discorsi di ringraziamento dei premiati che risuona la voce più autentica della comunità cittadina in questo giorno dedicato al Santo Patrono. Perché ricevere un premio a San Bassiano, che rappresenta il vero e proprio “capodanno bassanese”, non è un riconoscimento qualsiasi, bensì il massimo suggello di quel cordone ombelicale che si instaura tra chi vi abita e lavora, anche se non ne è originario, e questa città.
Così l'allenatore e oggi coordinatore delle nazionali giovanili di calcio Maurizio Viscidi (Premio San Bassiano) esprime il gusto indescrivibile “di venire a ritirare il premio a piedi”, confidando quante belle parole riceva in giro per l'Italia nei confronti della nostra città ogni qual volta dica “che arriva da Bassano del Grappa”. Cinzia Zanon è la direttrice del Coro Giovani Voci Bassano (Premio San Bassiano) e prima che legga in testo del suo ringraziamento alla città, dalla platea si leva un canto estemporaneo dei suoi giovanissimi coristi. La presidente del Gruppo 8 Marzo (Premio San Bassiano) Marisa Valente ricorda le attività del sodalizio nato come coordinamento delle realtà femminili del territorio, in prima linea in iniziative di promozione e di inclusione sociale. Francesco Bordin, presidente dell'Associazione Italiana Soccorritori (Premio San Bassiano) ripercorre la storia di questa bella realtà del volontariato impegnata a diffondere la cultura e le nozioni del primo soccorso nella popolazione. Gruppone sul palco per Bassano Emergenze (Premio San Bassiano), il coordinamento delle associazioni di volontariato della città e del territorio attive nel campo della Protezione Civile, il cui coordinatore Italo Bettiati ne illustra compiti e attività con un entusiasmo comunicato fuori tempo massimo.
Molto più sintetiche, ma non per questo meno appassionate, Lavinia, Lorenza e Veronica Manfrotto: le tre sorelle della Libreria di Palazzo Roberti e organizzatrici della rassegna di respiro nazionale “Resistere” a cui viene consegnato il Premio Città di Bassano. Con un commosso ringraziamento al compianto padre Lino e l'applaudita sottolineatura di come “la cultura sgretola i muri, unisce e ci lega alla nostra città”.
“Sono felice.” Sono le due parole-chiave dell'imprenditore e mecenate artistico Luigi Bonotto, Premio Cultura Città di Bassano 2019. Felice per davvero, dall'evidente soddisfazione che trapela nel suo discorso nel quale spiega che “creatività e innovazione, fare impresa e fare arte” sono il tutt'uno di una vita dedicata al lavoro e alla diffusione di movimenti artistici di avanguardia del '900 come Fluxus e la Poesia Concreta, mescolati assieme al recupero della nostra più alta tradizione artigiana nella filosofia della sua “fabbrica lenta” di Molvena. Bonotto ricorda anche “i suoi cari amici” che hanno ricevuto il prestigioso “Premio Cultura” prima di lui e saluta alla fine la platea dando l'arrivederci all'inaugurazione del futuro nuovo centro culturale della città all'ex Macello.
Questa è Bassano.
Uno dei momenti topici della cerimonia, verso metà programma, è quando la funzionaria del Museo Civico Donata Grandesso, incaricata del ruolo di brava presentatrice, illustra alla platea le motivazioni del Premio Valentino Baccin per laureati in Matematica, assegnato al neo dottor Mattia Vedovato per la tesi “Stime quantitative per i singoli strati di mappe armoniche minimizzanti”. Motivazione prima presentata con un linguaggio per addetti ai lavori, poi rispiegata, o almeno il tentativo è stato tale, “in parole povere”. Davvero un'impresa sovrumana. Ma ne valeva la pena, per sottolineare il livello scientifico degli studi di questo giovane. Come pure l'impegno di ricerca della neo laureata Anna Pizzato, Premio Tesi Bassano con una tesi su “La fonte di San Giorgio alle Acque a Bassano del Grappa: progetto e genius loci” e del neo dottor Luca Zanella, Premio Virgilio Chini, laureato in Medicina e Chirurgia con la tesi “Fibrillazione atriale ed anticoagulazione nell'anziano: luci e ombre”. Con l'auspicio che i tre premiati, come tanti altri giovani della loro generazione, riescano a far fruttare i loro talenti qui in Italia.
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