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Tribunale della Pedemontana: dopo l'annuncio degli “uffici di prossimità” per voce del ministro pentastellato Bonafede, che risuona come un de profundis, il Movimento 5 Stelle del Veneto attacca la Lega
Pubblicato il 14-12-2018
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“Amici” a Roma, dove siedono assieme nella stanza dei bottoni del governo e “nemici” in Veneto, dove siedono sui banchi opposti di maggioranza e opposizione in Regione.
È il teatrino della politica, che cambia la trama dei suoi spettacoli anche con gli stessi personaggi ed interpreti. Lega e Movimento 5 Stelle sono ai ferri corti per colpa del Tribunale di Bassano, o Tribunale della Pedemontana che dir si voglia. Anzi, per meglio dire, per colpa del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in quota 5 Stelle, che ha individuato negli “uffici di prossimità” la nuova frontiera dei servizi giudiziari nel Bel Paese. Trattasi in sostanza di sportelli della Pubblica Amministrazione che verranno creati presso i Comuni che hanno perso i tribunali, in modo che i cittadini abbiano la possibilità di presentare documenti o di svolgere pratiche che riguardano, ad esempio, gli istituti di protezione giuridica a tutela delle fasce più deboli della popolazione.
Cioè a dire, in altre parole, che i tribunali soppressi dalla riforma della geografia giudiziaria - tra cui quello di Bassano del Grappa - non saranno ripristinati, ma surrogati da sportelli “di vicinato” a disposizione di una parte dell'utenza, uno dei quali è peraltro già attivo a Bassano. “Quando ero all'opposizione - ha candidamente dichiarato il ministro Bonafede illustrando il progetto in Commissione Giustizia del Senato - mi sono opposto parzialmente alla revisione della geografia giudiziaria che cancellava 30 tribunali, ma ora è necessario guardare alle cose con atteggiamento propositivo e bisogna cogliere l’opportunità nella riorganizzazione, con la differenziazione dei servizi.”

Uno scorcio della Cittadella della Giustizia di Bassano (foto Alessandro Tich)
Prendi, incarta e porta a casa. Apriti cielo: a Bassano è riscoppiata la protesta degli avvocati, gli unici a cui stanno veramente a cuore i destini del soppresso Palazzo di Giustizia e di quella Cittadella della Giustizia, voluta a suo tempo dallo stesso ministero e costata una barca di milioni di euro, che ingombra il centro storico con il suo inutile ed enorme scatolone vuoto. Professionisti della legge a parte, la novità confermata dall'attuale Guardasigilli, dopo che era stata persino preannunciata dal suo predecessore Andrea Orlando in quota PD nel governo Gentiloni, si è trasformata in un formidabile assist per le beghe della politica in questo che è il “semestre sensibile” verso le elezioni amministrative bassanesi della prossima primavera.
È intervenuto il sindaco Riccardo Poletto che in un comunicato trasmesso alle redazioni dichiara che “le affermazioni del ministro Alfonso Bonafede sono in netto contrasto con quanto affermato dai nostri parlamentari locali, che hanno votato la fiducia a questo governo”. “Ci attendiamo quindi - aggiunge Poletto - una presa di posizione chiara da parte dei parlamentari di questo territorio e da parte del ministro Erika Stefani, che da anni ha condiviso questa battaglia, per capire dove sta il potere decisionale a Roma e se i nostri rappresentanti eletti contano qualcosa nei rapporti tra le forze politiche che sostengono il governo.” E in effetti la trissinese Erika Stefani, quando era senatrice di opposizione della Lega Nord e diversamente da qualche sua collega bassanese del PD, alle manifestazioni dei tempi che furono contro la soppressione del Tribunale di Bassano non era mai mancata ed era sempre in prima fila. Ma un conto è stare dall'altra parte della barricata rispetto a chi tiene (?) le redini del Paese, e un altro è invece sedere su uno scranno del Consiglio dei Ministri. Cambia tutto. Come cambia tutto, da sempre, in politica.
In quanto poi al fatto che i nostri rappresentanti eletti a Roma contino o meno qualcosa nei rapporti tra le forze politiche che sostengono il governo, parlano oggettivamente i fatti. Sulla stampa quotidiana odierna apprendiamo dello sconcerto dei due onorevoli leghisti nostrani Germano Racchella e Silvia Covolo che si erano spesi per l'istituzione del Tribunale della Pedemontana, che definiscono la notizia “una doccia fredda” e che dichiarano che “appena possibile chiederanno spiegazioni”. Uno sconcerto che appare motivato, più che dalla prospettiva di un progetto di ripristino che sembra dissolversi, dalla constatazione di valere come il due di briscola.
Ora si aggiunge la ciliegina sulla torta: l'intervento di “portavoce veneti” del Movimento 5 Stelle, contenuto in un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione. A parlare in prima persona, nell'occasione, è la rediviva senatrice bassanese del M5S Barbara Guidolin che dichiara: “Gli sportelli di prossimità non escludono in futuro una nuova revisione della geografia giudiziaria veneta.” “In questa manovra di bilancio - prosegue la Guidolin - le risorse disponibili verranno utilizzate per nuove assunzioni di magistrati, cancellieri e funzionari al fine di rendere più efficiente la macchina della giustizia. Seguirà un monitoraggio per capire dove persistono le criticità ed eventualmente intervenire.”
“Proprio quelli che si stracciano le vesti - le fanno eco nella nota i consiglieri regionali veneti del Movimento 5 Stelle - sono coloro che hanno contribuito a questa situazione. Nel settembre del 2011 la legge delega che ha portato in seguito al decreto sulla riorganizzazione degli uffici è stata approvata alla Camera con i voti dei deputati della Lega, alcuni dei quali sono ancora oggi consiglieri regionali o esponenti di spicco del partito. Il resto l’ha fatto il centrosinistra con il decreto del settembre 2012, e ora vengono qui a puntare il dito.”
Ricapitolando: il ministro 5 Stelle della Giustizia dice che in passato si era parzialmente opposto alla revisione della geografia giudiziaria ma ora è necessario guardare alle cose con un atteggiamento diverso e puntare sulla riorganizzazione e differenziazione dei servizi, mentre i portavoce veneti 5 Stelle ribattono che gli sportelli di prossimità non escludono una revisione della geografia giudiziaria veneta. La Lega ovvero già Lega Nord, che nel 2011 fu tra i responsabili della legge delega al governo che ha portato alla cancellazione del Tribunale di Bassano e che in seguito si è trasformata nella paladina del suo ripristino, si trova spiazzata dai suoi stessi alleati e i suoi parlamentari locali chiederanno spiegazioni. Il sindaco di Bassano chiede un atto di coerenza al ministro leghista Erika Stefani, più volte in passerella nella nostra città nei cortei per la difesa del Tribunale quand'era una semplice esponente di minoranza a Palazzo Madama e oggi partecipante ai Consigli di Palazzo Chigi. E mentre le cronache nazionali ci aggiornano ogni santo dì sugli sviluppi del matrimonio politico tra Salvini e Di Maio, il Movimento 5 Stelle del Veneto attacca a sua volta la Lega che secondo il pensiero pentastellato si straccia le vesti per una situazione che ha contribuito essa stessa a creare.
Vado a vedere qual è la farmacia di turno: ho bisogno di un Moment.
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