Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Palazzo del Turismo

Nel Documento Unico di Programmazione 2019-2021, approvato dalla giunta, l'Amministrazione comunale individua Bassano del Grappa come “città turistica e dell'accoglienza”. Sarà mai possibile?

Pubblicato il 08-08-2018
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Questione di data. Chi leggerà questo articolo da domani, giovedì 9 agosto, in poi non vedrà sull'home page di Bassanonet il riferimento diretto.
Ma se vi siete collegati oggi e date un'occhiata alla nostra rubrica a latere che potremmo intitolare “Oggi accadde”, potete notare che l'8 agosto 2015 avevamo pubblicato un articolo intitolato “Turista, dove sei?”. Nel pezzo in questione l'allora presidente degli Albergatori di Bassano del Grappa Roberto Astuni segnalava il calo delle presenze turistiche estive (e cioè di turisti che in estate arrivano e pernottano) nella nostra città e nel suo territorio.
Il rappresentante di categoria riferiva che gli stessi cicloturisti, grandi frequentatori di questa zona d'Italia, “non sono arrivati come ci si aspettava” e che molti “hanno preferito fermarsi più a nord (Levico, ecc) o in zone più fresche (montagne) con aumenti di presenze sostanziali”. “Bisogna pertanto correre - ammoniva Astuni - per recuperare la competitività che abbiamo perso, innescando immediatamente questo processo per comunicare e migliorare l’attrattività.” “A settembre, su forte richiesta da parte di portatori di interesse - concludeva -, sarà attivato il primo tavolo di marketing territoriale per poter finalmente pensare non più ad un turismo di prossimità, ma ad un turismo internazionale, visto che questo settore è, e sarà, la leva più importante per l’economia.”

Fonte immagine: tripadvisor.it

Correva, per l'appunto, l'anno 2015. I tempi di concretizzazione del tavolo di marketing territoriale sono stati ben più lunghi degli auspici di colui che ne è stato uno dei promotori: ma questa cosa è risaputa, ce ne siamo già occupati più volte e non è l'oggetto del presente articolo. Nel frattempo, nel settore dell'accoglienza alberghiera, i dati sono migliorati.
“Confrontandomi con i colleghi, posso confermare che l'andamento delle presenze estive a Bassano nel 2018 è positivo - ci dice l'attuale presidente degli Albergatori del mandamento Caterina Bonotto -. Siamo in linea col 2017, quando abbiamo avuto un'“esplosione” con un + 14% rispetto al 2016. Non necessariamente, però, le presenze sono riconducibili al dato turistico perché molti pernottamenti, almeno fino a luglio, riguardano le presenze “business”. Il turismo vero e proprio è difficilmente quantificabile.” “Il dato inoltre - spiega ancora la presidente Bonotto - riguarda sia le strutture alberghiere che extra-alberghiere. Va comunque sottolineato il trend in ascesa del cicloturismo, che sta scoprendo questo territorio sempre di più.”
Morale della favola: rispetto a tre anni fa, il turista che allora “non c'era” è presente in maniera più rilevante, grazie anche e soprattutto al turismo su due ruote.
Ma da qui a dire che Bassano del Grappa sia una città a “vocazione turistica” - e in quanto tale rinomata come destinazione di villeggiatura per chi preferisce l'escursionismo alle spiagge - ce ne vuole.

Eppure Bassano, nel breve termine, dovrà diventare “città turistica e dell'accoglienza”.
È uno dei numerosi “obiettivi strategici” dell'Amministrazione comunale, inseriti nel Documento Unico di Programmazione per il Triennio 2019-2021 approvato dalla giunta Poletto nella seduta dello scorso 24 luglio. Un clamoroso malloppone di 252 pagine, da presentare al consiglio comunale, che traccia l'evoluzione delle linee programmatiche di mandato, proiettata oltre la scadenza temporale del mandato stesso. Roba per stomaci forti, insomma.
Nel campo specifico della valorizzazione di Bassano sotto il profilo dell'economia turistica, il documento si propone di “incentivare l'attrattività turistica della città e del territorio promuovendo interventi e iniziative con l'obiettivo di sviluppare l'offerta e la proposta complessiva della città e del territorio”.
Anche questo obiettivo strategico ha i suoi “portatori di interessi” e si tratta, secondo il documento programmatorio, di “residenti, turisti, imprese”. Praticamente tutti. L'Amministrazione prefigura l'attuazione di “interventi che rientrano nella politica regionale unitaria in materia di turismo”. Per lo “sviluppo e valorizzazione del turismo”, nella fattispecie, si prevede il “consolidamento dell'attività di accoglienza e informazione turistica ai sensi della legge regionale 11/2013”. Ma anche “l'implementazione dell'offerta turistica attraverso l'inserimento e lo sviluppo di percorsi di mobilità dolce e itinerari pedonali legati alle grandi direttrici dei pellegrinaggi europei e dei cammini culturali”.
Dal punto di vista amministrativo, il Documento Unico di Programmazione delinea i canali di spesa pubblica attraverso i quali perseguire l'obiettivo: con spese “per sussidi e contributi a favore degli enti e delle imprese che operano nel settore turistico”, “per le attività di coordinamento con i settori del trasporto, alberghiero e della ristorazione e degli altri settori connessi con quello turistico”, “per la programmazione e la partecipazione a manifestazioni turistiche”.
L'obiettivo comprende anche, fra le altre cose, le spese “per il funzionamento degli uffici turistici di competenza dell'ente, per l'organizzazione di campagne pubblicitarie, per la produzione e diffusione di materiale promozionale per l'immagine del territorio a scopo di attrazione turistica”. E comprende pure - udite udite - “contributi per la costruzione, la ricostruzione, l'ammodernamento e l'ampliamento delle strutture dedicate alla ricezione turistica”, nonché “per lo sviluppo e la promozione del turismo sostenibile”.
Insomma: di tutto e di più, buttandoci dentro anche le spese “per manifestazioni le culturali, artistiche e religiose che abbiano come finalità prevalente l'attrazione turistica” e “per la programmazione, il coordinamento e il monitoraggio delle relative politiche sul territorio anche in raccordo con la programmazione dei finanziamenti comunitari e statali”. La promozione del turismo, di conseguenza, sarà articolata in tre principali filoni di attività: “consolidamento dell'attività dell'Ufficio IAT di Bassano del Grappa; realizzazione di manifestazioni di impatto turistico; inserimento di Bassano del Grappa in percorsi di mobilità dolce e itinerari pedonali e sviluppo delle attività ad essi collegate”.

Colpisce certamente, in questo capitolo del malloppone programmatorio dell'Amministrazione comunale, il contenuto “onnicomprensivo” del medesimo.
Un vademecum istituzionale per le politiche presenti e future a sostegno del settore turistico, talmente corposo, ma al contempo generico, da apparire quasi come un libro dei sogni. Il vostro umile cronista non può inoltre non notare, nelle linee programmatiche del Comune per la voce “Turismo”, l'assenza di qualsiasi riferimento esplicito al tavolo di marketing territoriale e al progetto Marchio d'Area.
Dimenticanza burocratica o lapsus politico?

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