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Il dente del giudizio
Variante urbanistica Area Pengo: a seguito del ricorso della Confcommercio mandamentale, l'Amministrazione comunale di Bassano si costituisce avanti al Tar “per sostenere la legittimità dei provvedimenti impugnati”
Pubblicato il 09-07-2018
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Il dente del giudizio, a Bassano del Grappa, continua a dolere. Il Tribunale di via Marinali sarà anche stato soppresso e la Cittadella della Giustizia sarà pure l'esemplificazione del vuoto cosmico, ma grazie all'Amministrazione comunale agli avvocati non manca certo il lavoro da fare. Si tratta perlopiù di avvocati da fuori città, ma la litigiosità istituzionale alla bassanese è un dato di fatto in crescita costante, indipendentemente dal foro di competenza del consulente legale di turno.
Il nuovo fronte giudiziario che si apre tra le stanze di via Matteotti - dopo il Ponte, il Piano Parolini e la centralina idroelettrica, solo per citare i casi più grossi - riguarda la variante urbanistica della cosiddetta Area Pengo di via Capitelvecchio. Inevitabile, visto che al riguardo è stato presentato un ricorso al Tar da parte della Confcommercio mandamentale. Oggetto del contendere: la richiesta dell'associazione commercianti, tramite il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, di annullamento della delibera di consiglio comunale del 15 febbraio 2018 di approvazione definitiva della variante al Piano degli Interventi di recepimento dell'atto di accordo Pubblico/Privato per la ristrutturazione e rigenerazione urbana del complesso commerciale dell'Area Pengo ovvero ex Morassutti, promossa dalla proprietà privata Finpengo Spa.
Riguardo al progetto urbanistico per il quale è previsto l'insediamento di una nuova Grande Struttura di Vendita con superficie di vendita complessiva di 8000 mq., Confcommercio contesta principalmente il fatto che sia stato approvato in difformità alla nuova legge regionale sul territorio (29 dicembre 2017), la quale impone che la realizzazione di strutture commerciali con superficie di vendita superiore ai 4000 mq nei Comuni non capoluogo di provincia è subordinata alla preventiva approvazione di un Piano di assetto del territorio intercomunale, siglato con tutti i Comuni confinanti.

Un rendering del futuro centro commerciale di via Capitelvecchio, tratto dalla relazione illustrativa di progetto (archivio Bassanonet)
Ci sono anche altri aspetti tecnico-amministrativi-legislativi su cui il ricorrente richiede il pronunciamento del Tar, ma quella ricordata sopra è la questione centrale, richiamata anche dal recente parere della Regione Veneto che accogliendo le osservazioni dei commercianti ha richiesto alla Provincia l'accertamento della legittimità della medesima delibera comunale, con potere di annullamento.
Orbene: di fronte all'azione giudiziaria promossa dall'associazione di categoria, l'Amministrazione Poletto non può che costituirsi in giudizio con conseguente affidamento di patrocinio legale. Ritenuta anche, come da apposita delibera di giunta, “la rilevanza, giuridica ed economica, della questione del contendere”. E rilevata la necessità “di costituirsi in giudizio avanti il Tar Veneto per difendere la posizione e gli interessi del Comune e per sostenere la legittimità dei provvedimenti impugnati e dell'azione amministrativa”.
L'incarico di patrocinio legale, viste le offerte presentate da “tutti gli invitati”, è stato affidato all'avv. Andrea Berto del foro di Vicenza, per un compenso complessivo di 4.803,35 euro, da imputarsi al capitolo di bilancio “Spese per incarichi legali - Area 5” vale a dire Area Urbanistica, Ambiente e Commercio. Questo è dunque il prezzo ritenuto più congruo e più equo dall'Amministrazione per la consulenza richiesta: ma anche se l'argomento è la variante urbanistica di un centro commerciale, non è certo periodo di saldi.
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