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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Salvo errori ed omissioni
Dopo l'esposto presentato dalla Vardanega, l'Autorità Nazionale Anticorruzione ha disposto l'avvio dell'accertamento sulla risoluzione in danno del contratto di appalto per il Ponte attuata dal Comune
Pubblicato il 06-06-2018
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Salvo errori ed omissioni: mai come questa volta non si tratta di un puro e semplice modo di dire. L'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, ha disposto l'avvio della procedura di accertamento a seguito dell'esposto presentato lo scorso 15 maggio dai legali della Nico Vardanega Costruzioni Srl di Possagno e avente ad oggetto: “Riconoscimento dell'ingiusta risoluzione del contratto d'appalto disposta dal Comune di Bassano del Grappa ex art. 136 del D.Lgs. n. 163/2006 in danno all'impresa appaltatrice per evitare una risoluzione in base all'art. 132, comma 4, D. Lgs. 163/2006 per errori ed omissioni del progetto esecutivo, nonché per indisponibilità parziale delle aree interessate dall'intervento”.
In altre parole, l'impresa ex appaltatrice del restauro del Ponte Vecchio contesta la rescissione in danno del contratto motivata dal Comune dalle ragioni di “grave inadempimento, grave irregolarità e grave e ritardo” e chiede all'ANAC l'accertamento delle anomalie dall'impresa stessa segnalate. Il fascicolo dell'esposto, corredato di numerosi documenti e atti allegati, è stato assegnato alla dott.ssa Maria Rosa Simonetti, specialista tecnico dell'Autorità, che avrà un tempo non superiore ai sei mesi per le verifiche tecnico-amministrative del caso.
Come già riportato in un precedente articolo, nella denuncia trasmessa la Vardanega lamenta che “il progetto esecutivo presenta una serie di errori e omissioni” e contesta “l'inadeguatezza dello stato di fatto”.

Foto Alessandro Tich
Si sottolinea che “nonostante la struttura avesse subito dei cedimenti importanti ed improvvisi, prima della sua approvazione, il progetto non è stato adeguato” e che, in rapporto a ciò, “le lavorazioni di riallineamento verticale ed orizzontale delle pile cedute non sono state definite con conseguente impossibilità del loro avvio”. Viene ancora rilevato che “il progetto prevede delle forniture che non sono disponibili sul mercato: legname massiccio di grosse dimensioni con umidità indisponibile sul mercato”. “L'Amministrazione - specifica inoltre la denuncia - ha consegnato i lavori e ha lasciato sviluppare le opere provvisionali sebbene non avesse posto in essere gli adempimenti necessari per acquisire la disponibilità di parte delle aree interessate (cosiddetta spalla sinistra del Ponte - Convenzione Nardini).” “A fronte degli errori e delle omissioni inficianti il progetto esecutivo- segnala ancora l'esposto - l'Amministrazione avrebbe dovuto attivare le procedure di variante (...) invece di disporre illegittimamente la risoluzione del contratto per presunti inadempimenti dell'appaltatore”. Viene infine ribadita la già più volte contestata anomalia della consegna dei lavori da parte dell'Amministrazione comunale nonostante l'indisponibilità della spalla sinistra del Ponte: “Malgrado la consegna dei lavori fosse solo parziale, nel disporre la risoluzione e comminare le penali ha fatto decorrere da essa il termine di esecuzione lavori”.
Come pure già spiegato nel precedente articolo, la procedura ispettiva dell'ANAC prevede adesso una articolata fase istruttoria, a seguito delle cui risultanze l'Autorità potrà disporre l'apertura di eventuali procedimenti in seno alla pubblica amministrazione oppure l'archiviazione degli atti. Ma intanto è un altro fronte di carte che si apre tra le due sponde del Ponte ed è l'unica cosa che, smantellamento delle ture a parte, in questo momento sembra muoversi.
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