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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Piove sul bagnato
Oggi la pioggia si è abbattuta anche sulle fessure del tetto senza guaina del Ponte Vecchio. E così, tristemente, è piovuto “dentro” il Ponte. Il povero manufatto, in quanto al suo ordinario decoro, fa acqua da tutte le parti
Pubblicato il 29-11-2017
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Povero Ponte di Bassano: ora piove anche sul bagnato.
Non è solo un modo di dire riguardo all'attuale situazione in cui versa il monumento, abbandonato a se stesso per il periodo di sospensione forzata del cantiere di restauro, ma anche il reale stato delle cose verificatesi nella piovosa giornata di oggi.
La pioggia infatti ha trovato un facile filtro nelle fessure della tettoia di legno del manufatto rimasta per buona parte priva della guaina di copertura dopo che la stessa, per effetto del forte vento, si è staccata per un ampio pezzo volandosene via.

Foto Alessandro Tich
Di conseguenza - fatto, questo, senza precedenti almeno recenti - per tutta la giornata è piovuto anche “dentro” il Ponte.
L'incredibile doccia fuori programma per il pavimento di uno dei più rinomati ponti storici “coperti” del mondo si è concentrata in particolare sul versante nord del tratto in questo momento più delicato della struttura, tra la seconda e la terza stilata, dove sopra la testa insistono peraltro i maggiori squarci del tetto oggi privo di una porzione notevole di guaina e privo anche di coppi.
Qui si sono formate alcune pozzanghere di acqua piovana che oltre ad inzuppare varie parti dell'area limitata dalle transenne hanno parzialmente invaso anche il piano di calpestio per i pedoni. Per chi, come tutti noi, ha a cuore la dignitosa esistenza del nostro monumento simbolo, anche in questa fase di prolungato e temporaneamente sospeso cantiere, è stata una nuova scena tristissima, in questa meteorologicamente già triste giornata. Ma anche una scena prevedibile, viste le condizioni in cui si trova la copertura.
È come avere un buco sul tetto di casa: inevitabile che al primo giorno di maltempo la pioggia finisca in salotto.
Pensavamo che - come già scritto in un precedente articolo - con lo strappo della guaina il Ponte degli Alpini, come immagine complessiva, si presentasse al suo minimo storico.
E invece oggi è stata ulteriormente raggiunta e anzi oltrepassata la soglia del minimo del minimo. Probabilmente il fondo.
L'impresa appaltatrice Vardanega, dal canto suo, ha assicurato in un articolo pubblicato oggi sul Corriere del Veneto quello che aveva già assicurato più di due settimane fa: e cioè che “prossimamente salirà sul tetto per ripristinare la guaina, non appena le condizioni meteo lo permetteranno”. Ma intanto dalla notte del “Via col vento”, che ha spazzato via una consistente sezione del rivestimento, sono già passati quasi venti giorni.
Possibile, in tutto questo tempo, non aver già trovato una “finestrina” utile per mettere in atto l'indispensabile intervento?
Questo è, dunque, quanto offriamo in questo momento ai turisti che si avventurano in questa città e ai cittadini che la vivono. Un cantiere transitabile dove al male necessario delle barriere e delle strutture aggiunte per i lavori in corso (?) si aggiunge la mestizia di un nobile manufatto che, in quanto al suo ordinario decoro, sta facendo acqua da tutte le parti. Davvero un brutto biglietto da visita per quest'opera insigne dell'architettura, originariamente progettata dal Palladio.
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