Alessandro TichAlessandro Tich
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Attualità

Di là dal fiume e tra gli alberi

Dopo anni di attesa parte in estate l'intervento di riqualificazione di viale Scalabrini a Bassano. Previsti sei mesi di lavori. Salvi i platani del viale: le radici saranno “nutrite” dalle nuove aiuole e dall'asfalto drenante

Pubblicato il 17-06-2017
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Suonano le campane in destra Brenta, di là dal fiume e tra gli alberi.
Gli alberi in questione sono i famosi platani di viale Scalabrini, che l'assessore-taglialegna della passata Amministrazione Dario Bernardi voleva far abbattere, nell'ambito del progetto di riqualificazione del viale, sollevando una reazione popolare che è stata pure fortemente cavalcata da qualche testata mediatica.
La notizia di oggi è che il progetto di riqualificazione di viale Scalabrini - ereditato appunto dalla passata Amministrazione e riveduto e corretto in corso di riprogettazione - è finalmente alle porte, come comunica in conferenza stampa il vicesindaco e assessore alla Cura urbana Roberto Campagnolo.

Un rendering del progetto di riqualificazione di viale Scalabrini

Il Comune di Bassano ha infatti dato luogo all'aggiudicazione dei lavori, affidati alla ditta Toniazzo Impresa Costruzioni Srl di Marostica: la stessa ditta che si è aggiudicata, e sta portando a termine, i lavori di ripavimentazione in porfido di via Marinali.
Numeri alla mano, quello di viale Scalabrini si è rivelato un cantiere davvero molto ambito: alla procedura negoziata indetta dall'ente comunale per l'affidamento dei lavori di rifacimento e di sistemazione paesaggistica della principale direttrice viaria nord-sud di quartiere Angarano sono pervenute ben 385 manifestazioni di interesse.
L'intervento inizierà entro l'estate e durerà per circa sei mesi. Mezzo anno di passione.
Per andare direttamente in auto da Bassano a Sant'Eusebio o viceversa, con le macchine operatrici al lavoro, ci vorrà davvero molta pazienza. Ma la strada, come assicura l'amministratore comunale, non sarà mai chiusa al traffico e la convivenza tra cantiere e viabilità sarà garantita da sensi unici alternati.
Rispetto al progetto originario, sono state aggiunte due importanti varianti.
La prima è l'area interessata dall'intervento di riqualificazione che dal limite dell'incrocio tra viale Scalabrini e via Angarano si estende adesso a tutto il viale, partendo dalla rotatoria del Ponte Nuovo con la fontana Metalba.
La seconda, più politicamente sensibile, riguarda invece il mantenimento della storica alberatura, “in accordo col Comitato di Quartiere”.
Niente motosega per i platani, che resteranno ad ombreggiare i marciapiedi e saranno sottoposti a un intervento conservativo. Dei 73 esemplari di platanus occidentalis esistenti, ne rimarranno 70: tre soli alberi saranno immolati al dio dei Lavori Pubblici “per problemi di spazio”.
Anche la stessa riasfaltatura del viale sarà realizzata con un sistema eco-friendly ed albero-orientato: saranno posati asfalti drenanti, ovvero assorbitori e raccoglitori d'acqua, per “aumentare la superficie permeabile” e quindi “permettere alle radici dei platani di nutrirsi e svilupparsi in profondità”.
In sintesi la riqualificazione di viale Scalabrini prevede dunque la conservazione del patrimonio arboreo, allargando di molto le aiuole ma senza ridurre la sede stradale.
Sarà inoltre realizzato, come da relazione illustrativa del progetto, “un percorso pedonale facilmente percorribile, identificabile, piacevole e fruibile anche da carrozzine e passeggini”. Saranno aggiunte aiuole erbose e con “vegetazione a bassa manutenzione” per massimizzare la superficie verde permeabile. Alcuni platani poggiano infatti direttamente sull'asfalto, altri sulle aiuole.
Verranno riasfaltati oltre 2700 metri quadri di marciapiedi e l'intera sede stradale, oggi degradata dall'usura. E siccome viale Scalabrini non è proprio una breve stradina - è lungo oltre 600 metri - ed è considerato una via “ad alta frequentazione pedonale” saranno anche collocate una serie di panchine per la sosta, oltre ad altri elementi di arredo urbano.
Riguardo alla voce schei, infine, l'intervento comporta una spesa complessiva di progetto esecutivo pari a 720.000 euro, direttamente a disposizione del bilancio comunale.
Col ribasso d'asta la cifra si attesta a circa 620.000 euro, di cui oltre 574.000 Iva compresa quale corrispettivo di appalto per la ditta affidataria.
La campane in destra Brenta hanno finito di suonare, ora si attende l'imminente avvio del rumore delle ruspe in azione. Con le ruspe inizieranno anche gli inevitabili disagi, in un quartiere interessato anche dai vicini lavori sul Ponte.
Ma si tratta di un male necessario. La cosa importante è che finalmente si mette in atto un progetto di riqualificazione, in una via tanto importante quanto fino ad oggi abbandonata a se stessa, rimasto in sospeso per fin troppi anni.
Di là dal fiume e tra gli alberi: Hemingway ci ha scritto un romanzo. Qui si rischiava invece di scrivere la sceneggiatura di una telenovela. Anzi, pardon: di una fiction.
Per Bassano è un termine più appropriato.

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