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Patto Cinico

Scarsa adesione dei pubblici esercizi del centro storico di Bassano al “Patto Civico” siglato col Comune. Il presidente dei baristi Tiziano Ferronato: "Ci piacerebbe essere considerati come un valore aggiunto e non come un problema da gestire"

Pubblicato il 15-06-2017
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Quante sono le dita di due mani? Dieci, ovviamente. Sono tante o sono poche?
Sono sufficienti a fare tutto quello che vogliamo. Se però il numero delle dita di due mani corrisponde più o meno alla quantità di pubblici esercizi del centro storico di Bassano del Grappa che hanno aderito al “Patto Civico” con il Comune - finalizzato a facilitare la convivenza tra residenti e attività economiche a fronte di una riduzione del canone di occupazione del suolo pubblico - significa che qualcosa non funziona.
È quanto sottolinea la Confcommercio di Bassano del Grappa con un comunicato stampa trasmesso in redazione che reca le dichiarazioni del presidente della categoria Pubblici Esercizi Tiziano Ferronato e che si intitola - mettendo i puntini sulle “i” sin dall'inizio - “Un Patto Civico a senso unico”.

Il presidente della categoria Pubblici Esercizi di Confcommercio Bassano Tiziano Ferronato (archivio Bassanonet)

Il referente dell'associazione di categoria parla di una situazione le cui ragioni “sono da ricercare probabilmente anche in errori della stessa Amministrazione” e riferisce anche del malcontento dei suoi colleghi sulla mancata rimodulazione degli orari della ZTL nel periodo invernale che era stata promessa, ma mai attuata.
“Ci piacerebbe - afferma, tra le altre cose, Ferronato - essere considerati come un valore aggiunto per il centro cittadino e non come un problema da gestire.”
Ma abbiamo dato fin troppe anticipazioni. A voi, di seguito, il testo del comunicato stampa integrale:

COMUNICATO

UN PATTO CIVICO A SENSO UNICO

Lo scorso mese di maggio, la giunta del Comune di Bassano del Grappa ha riapprovato il “Patto Civico”, una sorta di gentlemen agreement tra Amministrazione comunale, residenti del centro storico e pubblici Esercizi, finalizzato al miglioramento dei rapporti di civile convivenza ma nel rispetto del sacrosanto diritto al lavoro delle attività economiche.
La procedura prevede la volontaria adesione dei singoli esercenti che intendono assumersi questo impegno morale e di comportamento, a fronte di una riduzione del 10% sul canone di occupazione del suolo pubblico, a valere per l’anno successivo.
Fino a qualche giorno fa le adesioni arrivate in Comune erano veramente poche e si contavano sulle dita di due mani.
Ad intervenire sulla questione è ora Tiziano Ferronato, presidente della categoria dei Pubblici Esercizi della Confcommercio di Bassano del Grappa che così esordisce: “Certamente esorto i colleghi a sottoscrivere il Patto Civico per una questione di correttezza nei rapporti con la cittadinanza e anche perché si tratta della semplice formalizzazione di un impegno che da sempre mettiamo in pratica da imprenditori seri e disponibili alle esigenze del territorio”.
Il numero uno dei baristi di Confcommercio si riferisce infatti ai contenuti del “Patto” che di fatto richiamano a condotte civili che quotidianamente sono attuate dai baristi, sia perché imposte dalla Legge, come il divieto di somministrare alcolici ai minori, sia perché rientrano nei normali canoni di educazione e di rispetto della clientela e degli stessi residenti.
“Se le adesioni ad oggi sono poche - continua Ferronato -. Le ragioni sono da ricercare probabilmente anche in errori della stessa Amministrazione. Lo sconto sul plateatico doveva già essere garantito per il 2016 ed ora si parla di una riduzione che scatterà solo dal prossimo anno. Inoltre, non tutti i bar dispongono di concessione all’occupazione del suolo pubblico e non sono quindi soggetti al pagamento del canone.”
“Vi è poi parecchio malcontento tra gli operatori della categoria per la promessa annunciata nella riunione di presentazione del primo Patto Civico, presso la Confcommercio, di rimodulare gli orari della ZTL nel periodo invernale e poi mai presa in considerazione e sempre liquidata con un semplice niet”.
Insomma, se da un lato la volontà della categoria è sempre quella di schierarsi dalla parte della “città”, dall’altra lancia un ennesimo grido di aiuto che spera venga raccolto dalla politica locale, per permettere agli esercenti di lavorare con maggior accessibilità anche nei “deserti” mesi invernali.
“Ci piacerebbe essere considerati come un valore aggiunto per il centro cittadino e non come un problema da gestire - conclude il presidente -. Come dico da tempo, la nostra categoria è il primo biglietto da visita di Bassano ed investe risorse ed energie per creare quel clima di ospitalità che in molti ci invidiano. Penso che questo debba esserci riconosciuto, magari prestando la giusta attenzione anche alle nostre richieste”.

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