Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

Alla ricerca del tempo perduto

Oltre un mese fa la firma del contratto d'appalto per il restauro del Ponte di Bassano. Ma i lavori non sono ancora partiti. Nicola Finco (Lega Nord): “Gestione dell'Amministrazione comunale imbarazzante”

Pubblicato il 20-02-2017
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“C’è una sola parola per definire la gestione da parte dell’Amministrazione comunale del restauro del Ponte Vecchio: imbarazzante. È passato più di un mese dalla firma del contratto con la ditta incaricata dei lavori e ancora non è stato fatto nulla. Se ci sono dei problemi il Comune parli chiaramente, i cittadini hanno il diritto di conoscere la situazione.”
Così Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale del Veneto, commenta oggi il mancato via ai lavori per il restauro del Ponte di Bassano.
Lavori che - dopo oltre un anno sprecato in controversie legali - dovevano partire pochi giorni dopo la firma del contratto con la ditta appaltatrice Nico Vardanega Costruzioni Srl, e nella fattispecie dopo l'incontro con i tecnici del Genio civile di Vicenza che appariva una pura formalità. È stato invece l'inizio di una ulteriore fase di confronti e di lungaggini che ha continuato a tenere fermi i motori dell'attesissimo intervento.

Foto Alessandro Tich

Questione di carte, non più giudiziarie ma burocratiche, di normative e di procedure e di tempi tecnici su cui ancora non è stato trovato un accordo.
“Ricordo perfettamente - conclude Nicola Finco - le dichiarazioni rilasciate da un radioso Poletto al momento della firma sul contratto, era il 17 gennaio, da allora nulla è stato fatto. Mi auguro che si trovi prima possibile una soluzione che consenta di iniziare il restauro. Il Ponte degli Alpini di oggi è l’immagine di una Bassano mal governata e abbandonata a sé stessa.”
Attacchi politici a parte, resta l'oggettiva constatazione di uno stallo il cui perdurare ormai non fa quasi più notizia. Prima o poi questi fatidici e benedetti lavori di ripristino e consolidamento statico del nostro malandato simbolo universale - superata ormai la fase dei lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza del manufatto - dovranno pure iniziare. E ogni singolo giorno che passa è un giorno rubato alla dignità della nostra città.
E ci sovviene alla mente la presentazione pubblica del progetto del restauro, redatto dal gruppo di progettazione del Comune e coordinato dai professori Claudio Modena e Giovanni Carbonara. Era il 17 settembre 2015. Nell'occasione il Comune aveva annunciato il previsto cronoprogramma dei lavori: intervento sulle prime due stilate tra gennaio e aprile 2016 e sulle ultime due tra gennaio e aprile 2017.
Oggi è il 20 febbraio 2017, il cantiere non è ancora partito e siamo ancora alla ricerca del tempo perduto.

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