Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it

Cronaca

Il Fantasma dell'Opera

Lo strano caso del bando “fantasma” di Etra per la raccolta dei rifiuti da quasi 43 milioni, prima pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e poi revocato. Sul ricco piatto della gara interrotta anche il servizio rifiuti e pulizia in Comune di Bassano

Pubblicato il 19-11-2016
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C'è uno spettro che si aggira tra Bassano e Cittadella.
È il Fantasma dell'Opera di Etra: un bando multi milionario al centro dell'attenzione della Procura della Repubblica di Padova, che indaga sul sistema degli affidamenti messo in piedi dalla società multiutility a capitale pubblico, partecipata da 75 Comuni delle province di Padova e Vicenza.
La lunga e complessa indagine - coordinata dal procuratore Matteo Stuccilli assieme al sostituto procuratore Sergio Dini - ha l'obiettivo, tra le altre cose, di fare luce sulla gara per l'affidamento del servizio di raccolta rifiuti nei territori di alcuni Comuni soci, tra cui Bassano del Grappa, del valore complessivo di 42 milioni e 908.181,24 euro. Gara che era stata bandita da Etra Spa lo scorso mese di luglio, con tanto di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Foto Alessandro Tich

Salvo poi essere improvvisamente e clamorosamente revocata a quasi un mese dalla scadenza delle offerte.
La vicenda trae le sue origini ancora dallo scorso anno. Il 20 luglio 2015 il direttore Generale di Etra Marco Bacchin presentava al Consiglio di gestione della società, presieduto da Andrea Levorato, una proposta di bando per l'affidamento della raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati in vista della scadenza, a fine anno, degli appalti per il servizio.
La delibera relativa alla bozza del nuovo bando di gara veniva approvata all'unanimità, ma con una sostanziale modifica rispetto alla proposta originaria di Bacchin. Questa infatti prevedeva di riservare due “lotti” territoriali del servizio alle cooperative sociali, che già in gran parte avevano in gestione i vecchi appalti. Proposta bocciata dal consiglio di gestione di Etra per non contrastare il principio della libera concorrenza.
Come compensazione, veniva tuttavia introdotta la clausola solidale dell'eventuale riassorbimento del personale impiegato nel precedente affidamento da parte della nuova ditta vincitrice.
In più si decideva di allungare il periodo di gestione del servizio di raccolta e trasporto rifiuti da due a quattro anni, rinnovabile per ulteriori due anni.
L'impostazione del bando veniva tuttavia ulteriormente modificata il 5 ottobre 2015. Il Consiglio di sorveglianza di Etra, presieduto dal sindaco di Mussolente Cristiano Montagner, dell'area di centrosinistra, rinviava al Consiglio di gestione una bozza di gara che ricuperava l'originale proposta-Bacchin, con un percorso ad hoc per le cooperative.
Il 16 novembre 2015, a poco più di un mese dalla scadenza degli appalti, il Consiglio di gestione di Etra Spa invitava quindi il direttore generale Bacchin “ad assumere i provvedimenti conseguenti e a compiere gli atti per garantire la continuità del servizio”.
Ma il nuovo bando per l'affidamento del servizio rifiuti non avrebbe visto la luce fino al 1 luglio 2016, ovvero fino alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 75 del 01-07-2016.
Intanto dal 31 dicembre 2015 - data di scadenza dei vecchi appalti - la raccolta e il trasporto dei rifiuti nei Comuni interessati dal rinnovo del servizio sono stati affidati “in proroga” ai vecchi titolari degli appalti medesimi.
Ben tre le proroghe concesse, in mancanza ancora dei nuovi appaltatori: la prima il 31 dicembre 2015, la seconda il 30 giugno 2016 e la terza scatterà il 31 dicembre 2016.
Il ricorso ordinario alla “soluzione” della proroga è contrario alle regole stabilite dall'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). L'organismo presieduto dal magistrato Raffaele Cantone, con una nota del 2015, censura infatti “l'utilizzo improprio delle proroghe” in quanto si tratta di “istituto assolutamente eccezionale”. Pertanto è possibile ricorrervi “solo per cause determinate da fattori che comunque non coinvolgono la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice”.
Ed è quanto viene contestato dalla Procura di Padova al direttore generale di Etra Bacchin, attualmente indagato per turbativa d'asta.
Secondo la magistratura inquirente, infatti, il top manager della società multiutility avrebbe abusato del meccanismo della proroga dei contratti, allungando di fatto la gestione del servizio a beneficio della coop o dell'impresa di turno anche molti mesi dopo la scadenza dell'appalto e mantenendo di fatto inalterata la situazione tra le ditte del “sistema”.

Il bando revocato “in autotutela”

Ma torniamo al famoso bando “fantasma” per l'affidamento dei nuovi appalti per raccolta e il trasporto dei rifiuti. Il documento è stato pubblicato, come già scritto, nella G.U.R.I. (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana) n. 75 del 1 luglio 2016, 5° serie speciale “Contratti Pubblici”, pagine 87-89, e in quanto tale ne resta indelebile traccia nell'archivio online della Gazzetta Ufficiale (gazzettaufficiale.it).
L'oggetto del bando messo in gara dall'ente aggiudicatore Etra Spa (largo Parolini 82/b, Bassano del Grappa; punto di contatto: Servizio Approvvigionamenti, sede di Cittadella, via Del Telarolo 9) è l'appalto pubblico 50/2016: “Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati in Comuni vari della Provincia di Padova e Vicenza. 4 Lotti.”
Questi i 4 lotti per i quali viene suddivisa la gara, tutti di durata di 4 anni (48 mesi) più opzione di ripetizione per ulteriori 2 anni (24 mesi) con eventuale proroga tecnica di altri 6 mesi.
Lotto n. 1: Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati, pulizia aree mercato e servizi per fiere e sagre nei Comuni di Galzignano Terme, Rovolon, Selvazzano Dentro, Teolo, Veggiano e Torreglia. Importo complessivo a base d’asta: € 14.549.386,20.
Lotto n. 2: Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati, pulizia aree mercato e servizi per fiere e sagre nei Comuni di Campo san Martino, Fontaniva, Grantorto e Piazzola sul Brenta. Importo complessivo a base d’asta: € 4.095.836,70.
Lotto n. 3: Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati, pulizia aree mercato, spazzamento e servizi per fiere e sagre nei Comuni di Borgoricco, Cadoneghe, Campodarsego, Camposampiero, Curtarolo, Limena, Loreggia, Massanzago, Mestrino, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe, Vigodarzere, Vigonza e Villanova di Camposampiero. Importo complessivo a base d’asta: € 13.457.324,22.
Lotto n. 4: Servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e assimilati, pulizia aree mercato, spazzamento e servizi per fiere e sagre nei Comuni di Bassano del Grappa, Carmignano di Brenta, Cittadella, Galliera Veneta, Mussolente, Rosà, San Giorgio in Bosco, San Martino di Lupari, San Pietro in Gù, Tezze sul Brenta e Tombolo. Importo complessivo a base d’asta: € 10.805.634,12.
Il tutto per un quantitativo o entità totale, appunto, di € 42.908.181,24.
Ovvero un importo annuo complessivo a base di gara di € 6.600.000 soggetto a ribasso. Il tutto attinto da “fondi propri del Bilancio di Etra Spa”.
Riguardo specificatamente ai requisiti relativi alla capacità economica e finanziaria e alla capacità tecnica dei concorrenti, il bando rimanda all'art. 6 del capitolato Speciale d'Appalto reperibile sul sito www.etraspa.bravosolution.com.
Il termine per il ricevimento delle offerte (criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa) viene fissato alle ore 12 del 26 agosto 2016.
Ma in realtà il “palco” salta circa un mese prima.
Il 29 luglio 2016, 28 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il direttore generale Bacchin firma la determinazione n. 208 con la quale il bando di appalto viene revocato “in autotutela”.
Come si legge in un avviso di Etra Spa - datato 5 agosto 2016, firmato digitalmente dal direttore Bacchin e relativo a “informazioni complementari, informazioni su procedure incomplete o rettifiche” - “la procedura di aggiudicazione è stata interrotta; l'appalto potrà essere oggetto di nuova pubblicazione.” Tutto sospeso, dunque, e tutto rinviato a data da destinarsi.
Qual è il motivo del clamoroso dietrofront? Le tante istanze di chiarimento da parte delle ditte interessate a concorrere al bando. Dalle quali è emersa più di una contestazione circa il dubbio che i requisiti di gara fossero stati confezionati “su misura” per favorire imprese con determinate caratteristiche.
Da qui l'interruzione della gara in autotutela, motivata dalla determinazione dirigenziale per il fatto che la procedura “sconta alcune incertezze” e che “sussistono fondati motivi per ritenere che il bando potrebbe produrre effetti indesiderati e illogici”.
Morale della favola: il “bando che non c'è più” è ancora in attesa di nuova pubblicazione, fra poco più di un mese ovvero il prossimo 31 dicembre scatta il temine della nuova proroga di servizio ai vecchi appaltatori per la raccolta e il trasporto dei rifiuti nei Comuni elencati dal documento sospeso e l'iter della gara, una volta ripubblicato il bando, comporterà un ulteriore periodo di gestazione di almeno un semestre.
Nel frattempo, sul piano delle inchieste giudiziarie, il direttore generale di Etra Spa Marco Bacchin, per il tramite del suo legale, si dice “tranquillo” e dichiara che “se la Procura vuole sentirlo è a disposizione”.
Le contestazioni sulla gestione degli appalti della multiutility a capitale pubblico sono al momento ancora allo stadio di ipotesi accusatoria e serve quanto prima fare chiarezza. Non solo per gli accertamenti della magistratura, ma anche agli occhi delle migliaia di cittadini che pagano regolarmente la bolletta a Etra per il servizio monopolistico dei rifiuti e dell'acqua e anche per il mercato libero del gas, pena il taglio delle utenze.
Cara Etra, e “cara” in tutti i sensi: se ci sei batti un colpo.

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