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L'Amministrazione comunale di Nove è stata colta di sorpresa dalla notizia, riportata dalla stampa locale, dell'annunciata chiusura del “Bosco Magico”: l'area naturalistica a ridosso dell'alveo del Brenta dove l'artista novese Roberto Costa ha realizzato un percorso fiabesco con una serie di installazioni.
“Ho appreso con dispiacere dalla stampa e dai social la notizia della chiusura del Bosco Magico - commenta il sindaco di Nove Chiara Luisetto - Un’area colorata e fiabesca a cui l’Amministrazione tiene molto e che deve continuare ad accogliere gratuitamente grandi e piccoli. Il Bosco è di proprietà demaniale e il Comune ne ha solo la concessione d’uso.”
“Rispondendo alle sollecitazioni di questi giorni, - continua il sindaco - assicuro che il Comune non ha chiuso né fatto chiudere l’area. Anzi, chi se ne occupa non ci ha mai comunicato nulla. Peraltro il Bosco Magico si inserisce nell’ambito dell’Oasi del Brenta, area che deve necessariamente essere gestita e regolamentata in modo che chi ci passeggia, vi sosta e la vuole visitare, lo possa fare in piena sicurezza.
Dai numerosi incontri avuti in questi mesi con l’attuale gestore dell’area e con la collaborazione dei suoi consulenti, è emersa la possibilità che lui non continui più nell’attività a causa di difficoltà economiche accumulate nel tempo. A lungo si è cercata una soluzione condivisa per venire incontro alle sue problematiche. Nonostante ciò sembra che voglia recedere dalla gestione dell’area; dico sembra, perché ad oggi non ho visto alcuna comunicazione ufficiale della decisione presa.”
“I tentativi fatti - prosegue il primo cittadino - non mi possono in ogni caso allontanare dall’impegno dell’Amministrazione: vogliamo valorizzare, rendere sicura e pulita l’area, garantirne il decoro e la possibilità per i cittadini di godere di un importante patrimonio della comunità.”
“Con questo obiettivo chiaro - conclude Chiara Luisetto -, stiamo già iniziando a valutare nuove soluzioni che permettano di mantenere attiva, fruibile e sicura l’Oasi altrimenti a rischio di degrado.”
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